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SoutH2 Corridor: cos’è e come funzionerà il gasdotto che porta l’idrogeno in Europa

Un gasdotto

Un gasdotto di 3.300 km lungo la direttrice Sud-Nord: è il SoutH2 Corridor, l’imponente progetto avviato da Austria, Germania e Italia per avere un’autostrada meridionale di gas e idrogeno nell’Unione europea. Il futuro snodo europeo dell’energia è condiviso da Roma e Berlino e unirà il Nord Africa al continente partendo dal Maghreb, passando per l’Italia e arrivando ad Austria e Germania. I maggiori attori dell’infrastruttura sono quattro grandi operatori europei: Snam, TAG (Trans Austria Gasleitung), GCA (Gas Connect Austria) e Bayernets.

 

SoutH2 Corridor: cos’è e come funzionerà il gasdotto

Presentato ufficialmente a Monaco di Baviera il 23 marzo scorso durante l’HyAccelerator e candidato allo status di Progetto di Comune Interesse (PCI), il SoutH2 Corridor risponde all’obiettivo di decarbonizzazione del piano Fit for 55: ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030. In questo quadro, Bruxelles intende innalzare la produzione di idrogeno rinnovabile a 20 milioni di tonnellate, per metà prodotte all’interno dell’Unione e per metà tramite importazione.

Insieme allo Scan-Med, il corridoio scandinavo-mediterraneo per il trasporto a basse emissioni di merci su rotaia, il SoutH2 Corridor è un’iniziativa cruciale per il futuro di un’Europa climaticamente neutra e sostenibile. L’Italia gioca una parte decisiva in questo processo: con il SoutH2, che dovrebbe essere pronto proprio nel 2030, diventerà l’hub dell’UE. Non a caso, la parte italiana di gasdotto è anche quella più lunga: 2.300 km complessivi di rete, a partire dal riutilizzo di quella esistente che verrà rinnovata e potenziata per renderla compatibile con il trasporto di idrogeno.

La pipeline partirà dall’Algeria e transiterà per la Tunisia, dove il vento e l’irradiazione solare favoriscono il processo di elettrolisi da cui si ottiene l’idrogeno. In Italia il corridoio passerà sotto il canale di Sicilia per arrivare a Mazara del Vallo. I gasdotti italiani saranno al 73% riutilizzati dalla rete già in esercizio e al 27% di nuova costruzione.

La backbone italiana si articola in cinque snodi principali:

  • dorsale Sud-Nord di 1.520 km che collega il punto di entrata di Mazara del Vallo con il nodo di Minerbio a Bologna;
  • due centrali di spinta in corrispondenza di Messina e Gallese;
  • dorsale Est di 337 km da Minerbio fino a Zimella (Verona), Malborghetto-Valbrunae e Tarvisio in Friuli-Venezia Giulia;
  • dorsale Ovest di 410 km da Poggio Renatico (Ferrara) fino a Cortemaggiore (Piacenza), arrivando a Ripalta (Cremona) e Mortara (Pavia) fino al confine con la Svizzera a Passo Gries;
  • sei derivazioni di 530 km che costituiranno il primo collegamento tra la dorsale idrogeno e i principali centri di consumo e/o di produzione.

 

La dorsale italiana del gasdotto SoutH2 Corridor
L’Italian H2 Backbone del SoutH2 Corridor (foto: Snam)

Risalendo lo stivale dalla linea Adriatica, l’idrogeno rinnovabile transiterà ai punti di esportazione con l’Austria e la Svizzera (la pipeline H2 collega il confine di Arnoldstein con quello austro-slovacco di Baumgarten) per giungere fino alla Germania meridionale tramite l’H2-WAG di GCA e l’H2 di EUSTREAM. Le dorsali bidirezionali WAG e Penta-West favoriranno il trasporto transfrontaliero tra la Slovacchia e l’Austria e tra l’Austria e la Germania. La rete bavarese dell’idrogeno sarà la HyPipe Bavaria – The Hydrogen Hub: i collegamenti nazionali con l’Ovest e il Nord daranno l’opportunità di trasmissione e di ulteriore importazione dall’Europa settentrionale e occidentale.

Con una capacità di importazione dal Nord Africa di circa 450 GWh al giorno e una capacità di esportazione di circa 170 GWh verso l’Austria e l’Europa continentale, la European Hydrogen Backbone (EHB) garantirà una quantità di idrogeno tale da coprire oltre il 40% del target di produzione fissato per il 2030 dal programma REPowerEU. La dorsale europea dell’idrogeno assicurerà in questo modo rifornimenti costanti e sicuri ai principali cluster della domanda e una quantità significativa di energia a prezzi accessibili sbloccando il mercato dell’idrogeno verde a basso costo.

La Germania ha accolto con estremo favore la costruzione del gasdotto con l’Italia perché l’autostrada africana dell’idrogeno offrirà una soluzione energetica concreta alla produzione delle industrie che si trovano tra il Nord Italia, l’Austria e il Sud della Germania. I tre Paesi sono infatti esclusi dai piani di sviluppo dell’idrogeno, che ad oggi sono concentrati soprattutto nel Nord e nel Nord-Ovest dell’Europa.

 

Perché Germania e Italia collaborano al SoutH2 Corridor

“Il rafforzamento della cooperazione per la diversificazione dell’approvvigionamento energetico è per me molto importante – ha dichiarato in tal senso il Cancelliere tedesco Olaf Scholz durante una conferenza stampa con la Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni –. L’espansione delle reti di approvvigionamento in Europa andrà a vantaggio di tutti noi e aumenterà certamente la sicurezza energetica. Per questo motivo sono lieto che abbiamo concordato di proseguire i lavori per un nuovo gasdotto per trasportare gas naturale e idrogeno tra Italia e Germania”.

All’opera, complessivamente, concorrono circa 20 partner, tra cui spiccano Verbund, OMV (Österreichische Mineralölverwaltung), ABO Wind, Aker Horizons, Axpo Group, Bayernoil, ChemDelta Bavaria, RAG Austria AG, RHI Magnesita, Seawind Ocean Technology, TuNur, Voestalpine, Wacker Chemie AG e Westlake Vinnolit. A coordinare i lavori è SeaCorridor, una joint venture tra Snam ed Eni costituita come società a governance paritetica per la gestione degli asset.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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