Stablecoin: cosa sono, come funzionano e a cosa servono

Stablecoin: cosa sono, come funzionano e a cosa servono

Stablecoin: cosa sono, come funzionano e a cosa servono

In questo periodo si sente parlare molto delle stablecoin, a causa del trambusto generato dal crollo di una delle più importanti, ossia TerraUSD, che ha destabilizzato tutto il settore delle criptovalute. Fino a poco tempo fa si pensava che le stablecoin dovessero garantire una certa stabilità nell’investimento, sebbene alcuni critici manifestavano parecchi dubbi in proposito. Le vicende recenti hanno sfatato questo mito. Vediamo quindi nel dettaglio cosa sono le stablecoin, qual è il loro funzionamento e il significato della loro emissione.

 

Stablecoin: definizione, caratteristiche e funzionamento

Le stablecoin possono essere definite come criptovalute il cui valore è ancorato a particolari asset come il dollaro USA, l’oro, immobili o altre criptovalute. La ragione per cui sono sorte è per rispondere all’elevata volatilità che contrassegna il mercato crittografico, fornendo una certa stabilità determinata da asset collaterali. 

Infatti, la parola stessa lo suggerisce: stable che sta per stabilità e coin che sta per moneta, quindi moneta stabile. In sostanza, una stablecoin che ha lo scopo di tenersi agganciata al dollaro con un rapporto 1:1 significa che per ogni coin deve esistere 1 dollaro a copertura, in maniera simile a quanto accadeva durante il periodo di Bretton Woods quando si ancorava la moneta americana all’oro. 

La differenza rispetto a valute digitali come Bitcoin ed Ethereum sta nel fatto che le stablecoin non sono programmate per il trading e gli investimenti, in quanto l’obiettivo è quello di mantenere la stabilità con una quantità che varia continuamente in base alle oscillazioni di mercato. Le altre cripto invece hanno una quantità fissa e un valore che si modifica in funzione della loro capitalizzazione. La loro struttura decentralizzata, poi, rende le stablecoin prive di vincoli di natura regolamentare.

 

Stablecoin: vantaggi

Alle stablecoin sono stati riconosciuti importanti vantaggi da parte degli osservatori di mercato e soprattutto dagli investitori crittografici, che possono essere riassunti come segue:

 

  • protezione dell’inflazione. Avendo come mezzo di scambio un bene che ha la stabilità dell’oro o di una valuta straniera forte come il dollaro, le stablecoin conservano il valore intrinseco nei confronti dell’alta inflazione, essendo però strutturate sulla blockchain;
  • funzione di hedging. Le stablecoin mantengono il beneficio di combinare la conservazione e la facilità di scambio delle criptovalute con la stabilità degli asset sottostanti.

 

Stablecoin: le 4 tipologie

È possibile distinguere tra 4 diversi tipi di stablecoin, in funzione della garanzia collaterale. La prima categoria riguarda quelle garantite da valuta fiat, ossia da valute sovrane come il dollaro USA, l’euro, lo yen o la sterlina. Ciò vuol dire che l’emittente della stablecoin per emettere un certo numero di token dovrà fornire una garanzia determinata da riserve valutarie dello stesso valore. Queste vengono custodite da soggetti terzi che operano in maniera indipendente e sono sottoposti a revisioni contabili per accertarne la conformità. Tra le stablecoin supportate da valute fiat troviamo Tether USDT (qui cos’è), USD Coin, Terra USD, Gemini Dollar GUSD e TrustToken. 

La seconda specie fa riferimento alle stablecoin garantite da criptovaluta. Si tratta in questo caso di situazioni in cui il sottostante è rappresentato da una valuta digitale come Bitcoin, Ether ed altre. Il problema qui è che la sicurezza della stablecoin viene messa a rischio dal fatto che il collaterale sia un asset volatile. Per questo motivo è spesso necessario un numero grande di cripto come riserva per poter emettere anche un numero di token limitato. In questa tipologia di stablecoin rientrano tra le più note MakerDAO MKR, Synthetix SNX e Reserve RSV. 

La terza categoria concerne le stablecoin garantite da materie prime, soprattutto da metalli preziosi come oro, argento, platino e palladio. Nella fattispecie si crea una certa corrispondenza tra il numero di token in circolazione e una quantità precisa di materie prime. Queste ultime vengono custodite da un’entità terza che garantisce la corrispondenza di cui sopra. Una stablecoin ancorata alle materie prime che ha fatto molto discutere è stata il Petro, lanciata qualche anno fa in Venezuela con lo scopo di arginare la crisi economica del Paese. Come suggerisce il termine, il Petro è ancorato al valore del petrolio, che rappresenta una della più grandi ricchezze della Nazione.

Infine vi sono le stablecoin algoritmiche o non garantite. Qui parliamo di criptovalute che non hanno alcun asset di riserva e la cui stabilità deriva da un particolare meccanismo di consenso che stabilisce se l’emissione di token deva aumentare o diminuire a seconda delle necessità del momento. In altri termini, l’ancoraggio è possibile attraverso un algoritmo basato su uno smart contract che aziona un meccanismo di mint and burn. 

Una delle stablecoin algoritmiche più famose è Terra LUNA. Nell’ecosistema Terra, vi è la possibilità di interscambiare i token LUNA e UST, al prezzo garantito di 1 dollaro, indipendentemente dalle quotazioni di mercato al momento della conversione. Questo significa che, se la domanda di UST cresce al punto che il suo prezzo supera 1 dollaro, chi possiede LUNA può incamerare il guadagno creando un token UST e scambiando 1 dollari di LUNA. Detto in altro modo, si acquista un token UST che vale più di 1 dollaro, pagando tramite LUNA 1 dollaro. 

In questa maniera token di LUNA vengono bruciati e una parte utilizzati per investire nell’ecosistema Terra, mentre la creazione di più token UST in circolazione ne fa diminuire il valore. Tutto ciò genera quell’equilibrio che mantiene l’ancoraggio della stablecoin algoritmica a 1 dollaro. La cosa opposta avviene se dovesse scendere la domanda di UST e quindi il prezzo.

 

AUTORE

ARTICOLI CORRELATI

NAVIGAZIONE ARTICOLI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

VIDEO

La seconda puntata della nuova settimana di Investv, format realizzato da Vontobel Certificati che vede sfidarsi ogni giorno due squadre di trader capitanate da Riccardo