Tassazione fondi comuni d'investimento e SICAV: ecco come avviene - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Tassazione fondi comuni d’investimento e SICAV: ecco come avviene

Tassazione fondi comuni d'investimento e SICAV: ecco come avviene

La tassazione dei fondi comuni d’investimento e delle SICAV rientra nella disciplina dell’imposizione fiscale degli Organismi d’Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) ai sensi dell’art. 26-quinquies, comma 1, del DPR n.600/1973. Entriamo nel dettaglio con una guida che illustra tutte le caratteristiche della tassazione e come questa deve essere eseguita.

 

Fondi comuni d’investimento e SICAV: differenza

L’ordinamento italiano prevede principalmente due tipologie di OICR: i fondi comuni d’investimento e le Società d’investimento a capitale variabile o SICAV. I fondi comuni fanno capo a una Società di Gestione del Risparmio (SGR), che decide le modalità attraverso cui il capitale deve essere allocato. Questo è separato dal fondo, il che significa che gli investitori ricevono una quota del fondo rapportata alla quota investita, ma non partecipano in alcun modo al capitale della SGR.

Le SICAV invece comportano che l’investimento sia rappresentato dalle azioni; quindi, l’investitore diventa socio della SICAV, il cui capitale varia in funzione dell’andamento degli investimenti. Alle due forme di OICR si aggiungono le Società d’investimento a capitale fisso o SICAF, che si distinguono per il fatto che: fanno parte degli OICR chiusi; il capitale è fisso e non variabile; l’oggetto sociale è esclusivo, ovvero le risorse monetarie raccolte attraverso la vendita non solo delle proprie azioni ma anche di altri strumenti finanziari partecipativi, devono essere collettivamente e obbligatoriamente impiegate in investimenti, anche immobiliari.

 

Tassazione fondi comuni d’investimento e SICAV

I proventi derivanti dai fondi comuni di investimento e dalle SICAV sono tassati con aliquota del 26% che viene calcolata per cassa, ossia al momento della realizzazione del reddito, cioè quando si concretizza la vendita della quota del fondo o della Sicav. Tutto questo a prescindere dal fatto che i guadagni derivino da redditi distribuiti periodicamente oppure da disinvestimenti totali e parziali degli assets che rappresentano i fondi.

Per i proventi dei fondi comuni di investimento e delle SICAV italiani o di diritto estero dei paesi dell’Unione Europea, bisogna scorporare la parte investita in titoli di Stato inseriti nella White List per cui si applica la ritenuta del 12,50% e la parte che riguarda le altre attività finanziarie per cui vige l’imposta del 26%, come chiarito dalla risposta dell’Agenzia delle Entrate all’interpello n.269 del 18 luglio 2019. Quindi, sul risultato derivante dalla differenza tra il valore di riscatto della quota e il costo medio ponderato dell’acquisto della quota o delle azioni, al netto della parte relativa alle obbligazioni e titoli pubblici per cui si applica l’aliquota del 12,50%, verrà calcolata l’imposta del 26%.

La quota del fondo investita in titoli pubblici è rilevata sulla base degli ultimi due prospetti, semestrali o annuali, redatti entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, di riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni, ovvero, nel caso in cui entro il predetto semestre ne sia stato redatto uno solo, sulla base di tale prospetto.

I proventi dei fondi comuni costituiscono redditi di capitale mentre le perdite costituiscono redditi diversi, ne consegue che, per il fatto che non si possono compensare redditi di capitale e redditi diversi, le eventuali minusvalenze potranno essere portati in compensazione con altri proventi che costituiscono redditi diversi ma non con quelli che derivano dai fondi o dalle SICAV.

Se i proventi riguardano fondi o SICAV di diritto estero non UE o non armonizzati e vigilati invece l’aliquota sarà del 26% a titolo di acconto qualora intervenga un intermediario italiano, il che significa che il reddito dovrà essere riportato in dichiarazione dei redditi e scontare la progressività dell’imposta. Per quel che riguarda i proventi realizzati dopo il 30 giugno 2014 ma relativi ad importi maturati prima di tale data si applica il regime transitorio, che prevede la tassazione delle plusvalenze al 20% limitatamente al numero di quote o azioni possedute alla data del 30 giugno 2014. Nel caso di fondi o Sicav che investono in titoli pubblici italiani o esteri il regime transitorio tiene conto della concorrenza di tali titoli al 62,50% nella determinazione dei proventi assoggettati a tassazione.

Se maturano invece minusvalenze non vale il regime transitorio. In questo caso si considerano totalmente conseguite nel momento del realizzo anche se riferite a quote detenute prima del 30 giugno 2014. La tassazione delle plusvalenze dei fondi comuni o Sicav trova applicazione anche nelle operazoni di switch, ossia nella conversione di quote o azioni da un fondo all’altro gestiti dalla stessa Sgr, così come nelle operazioni di trasferimento da un comparto all’altro negli organismi di investimento di tipo multi-compartimentale.

Più controversa invece è la situazione in cui vi è il passaggio tra classi di quote e azioni. Secondo Assogestioni, nella circolare n.68/12/C del 9 luglio 2012, non vi può essere applicazione di imposta in quanto le classi non costituiscono patrimoni separati e autonomi ma vengono costituite all’interno degli Organismi collettivi con lo scopo di applicare una diversa politica gestionale.

Se l’investitore è soggetto non residente ma localizzato in uno degli Stati facenti parte della White List non verrà applicata alcuna tassazione se i proventi sono distribuiti da OICR di diritto italiano, così come non ci sarà imponibilità nei confronti di altre specifiche categorie di investitori istituzionali che rispettano particolari caratteristiche. Per tutti gli altri investitori non residenti, i proventi sono soggetti a ritenuta prelevata a titolo d’imposta generalmente con aliquota del 26%, eventualmente riducibile in applicazione delle convenzioni contro le doppie imposizioni.

 

Chi effettua il versamento dell’imposta

Il soggetto che effettua il prelievo dell’imposta nell’ambito della tassazione dei fondi comuni d’investimento e SICAV è la Sgr che ha istituito il fondo o la SICAV oppure il soggetto che è incaricato del collocamento e della negoziazione delle quote o azioni. Tali istituti operano la ritenuta sia sui proventi periodici che su quelli non periodici, erogati in costanza di partecipazione all’organismo, sia ancora su quelli derivanti dalle operazioni di rimborso e di liquidazione.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *