Tassazione obbligazioni private: ecco quanto si paga di imposte - Borsa&Finanza

Tassazione obbligazioni private: ecco quanto si paga di imposte

Tassazione obbligazioni private: ecco quanto si paga di imposte

Ai fini della tassazione delle obbligazioni è possibile distinguere tra le obbligazioni emesse dallo Stato o enti pubblici e quelle emesse da privati. Nel primo caso si possono considerare:

 

  • titoli di Stato come Bot, Btp, Btp Italia, Btp€i, Cct, Ccteu, Ctz;
  • titoli degli enti locali come Buoni Ordinari Regionali (BOR), Buoni Ordinari Provinciali (BOP), Buoni Ordinari Comunali (BOC);
  • obbligazioni Ferrovie dello Stato, ENI, Enel;
  • titoli di risparmio per l’economia meridionale.

 

Nel caso di obbligazioni emesse da privati si possono distinguere:

 

  • obbligazioni di banche e società per azioni quotate;
  • obbligazioni di banche e società non quotate;
  • obbligazioni di società a progetto;
  • titoli di solidarietà degli enti del terzo settore.

 

In questa guida esaminiamo il caso delle obbligazioni private, prendendo in rassegna le varie tipologie ed enunciando le diverse caratteristiche della tassazione.

 

Tassazione obbligazioni società quotate e non quotate

Le obbligazioni emesse da banche e da società quotate e non quotate vengono tassate con aliquota del 26% sul capital gain e sugli interessi cedolari, con l’eccezione per i titoli obbligazionari delle società a progetto che scontano una tassazione del 12,50%. Il capital gain è dato dalla differenza tra il valore di rimborso alla scadenza (o il valore di vendita se il titolo viene venduto prima sul mercato) e il valore di acquisto dell’obbligazione (di sottoscrizione all’emissione o sul mercato). Gli interessi cedolari corrispondono alla quota di interessi che maturano periodicamente sul capitale nominale a un tasso predefinito.

Il sostituto di imposta è l’intermediario autorizzato alla riscossione dei proventi e ai trasferimenti. Nel caso però di titoli emessi da società o enti diversi dalle banche, il cui capitale è rappresentato da azioni non quotate nei mercati regolamentati o da quote non possedute da investitori istituzionali, chi si occupa della tassazione e del versamento dell’imposta all’Agenzia delle Entrate è l’emittente.

Per le obbligazioni di società non quotate, la ritenuta d’acconto non si applica dall’emittente agli interessi corrisposti a OICR operanti in Italia o in un Paese facente parte dell’Unione Europea il cui patrimonio investito in titoli obbligazionari supera il 50% del patrimonio complessivo e le cui quote sono detenute da investitori qualificati ai sensi dell’art.100 del Testo Unico Finanziario (TUF). Non si applica nemmeno nei confronti degli interessi verso società che si occupano della cartolarizzazione dei crediti come previsto dalla legge n.130/1999.

 

Tassazione obbligazioni società a progetto

Le obbligazioni emesse dalle società a progetto disciplinate dall’art.157 del d.lgs.163/2012 sono equiparate ai titoli di Stato a livello di tassazione e godono quindi dell’aliquota agevolata del 12,50%, proprio perché i project bonds hanno lo scopo di finanziare progetti infrastrutturali di interesse comune. Il decreto prevede anche che i titoli siano sottoscritti soltanto dagli investitori qualificati espressi nell’art.100 del TUF e che “le garanzie di qualunque tipo da chiunque e in qualunque momento prestate” in relazione alle obbligazioni emesse dalle società di progetto siano soggette alle imposte di registro, ipotecarie e catastali fisse anche quando si compiono operazioni come “surroghe, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni”.

 

Tassazione obbligazioni titoli di solidarietà degli enti del terzo settore

I titoli di solidarietà degli enti del terzo settore sono emessi da banche sotto forma di obbligazioni non convertibili e non scambiabili o certificati di deposito non negoziati nel mercato monetario. Essi scontano un’aliquota del 12,50% in quanto sono degli strumenti per favorire gli enti che operano nel campo della solidarietà e che sono iscritti in pubblici registri. Le somme raccolte tramite l’emissione di questi titoli devono essere destinate appunto a finanziare tali enti entro 12 mesi dalla sottoscrizione; in caso contrario devono essere utilizzate per acquistare titoli di Stato di pari durata dei titoli emessi.

L’aliquota fiscale va applicata sul rendimento di una cedola almeno annuale che viene corrisposta sulle obbligazioni, di scadenza non inferiore a 3 anni, che deve essere almeno pari al maggiore tra il rendimento lordo annuo di obbligazioni dell’emittente di caratteristiche simili collocate nel trimestre precedente e il tasso di rendimento lordo annuo dei titoli di Stato con vita residua similare. Se si tratta di certificati di deposito, va applicata riguardo gli stessi strumenti, aventi una scadenza non inferiore a 12 mesi, su un interesse almeno annuale che risulta dal maggiore tra il tasso di rendimento annuale lordo di analoghi certificati di deposito dell’emittente emessi nel trimestre precedente e il tasso di rendimento lordo annuo dei titoli di Stato con vita residua similare.

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Redazione

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