A Piazza Affari arriva l’eco di una possibile trattativa. The Italian Sea Group (Tsig) vola con un balzo di oltre il 14%, dopo che la presidente di Azimut-Benetti, Giovanna Vitelli, ha aperto al quotidiano La Repubblica alla possibilità di acquisire alcuni asset del gruppo toscano, qualora si presentassero le condizioni favorevoli. Al centro dell’interesse c’è il cantiere di La Spezia, che potrebbe finire sul mercato nell’ambito del piano di rilancio che Tisg dovrà presentare entro settembre, dopo il concordato in bianco e le dimissioni del fondatore Giovanni Costantino.
Mentre l’interesse cresce, con Sanlorenzo e Baglietto pronte a farsi avanti, Azimut-Benetti prosegue la propria corsa con un piano di investimenti da 170 milioni di euro fino al 2028 e la conferma della leadership mondiale nel segmento dei megayacht.
In questo articolo:
- The Italian Sea Group, il titolo accelera in Borsa
- Azimut-Benetti, lo sguardo rivolto a The Italian Sea Group
- Tra Golfo e Medio Oriente, la prudenza guida le scelte
- La forza della nautica italiana
The Italian Sea Group, il titolo accelera in Borsa
La giornata di contrattazioni premia The Italian Sea Group. Il titolo, scambiato fuori dal listino principale, sale di oltre il 14% a 1,14 euro, mentre il Ftse Mib guadagna lo 0,6%. Il bilancio da inizio anno resta comunque negativo, con un passivo superiore al 70%, penalizzato dalle difficoltà finanziarie che l’azienda attraversa da mesi. L’indebitamento bancario di Tisg supera i 154 milioni di euro. Il gruppo è approdato al concordato in bianco dopo aver percorso senza esito la strada della composizione negoziata della crisi.
Lunedì scorso il fondatore Giovanni Costantino e il figlio Gianmaria si sono dimessi dal consiglio di amministrazione, pur mantenendo l’obiettivo dichiarato di non cedere il gruppo e di mettere a punto un piano di rilancio entro settembre.
Tra le opzioni allo studio per ridurre l’esposizione bancaria figura la valorizzazione di alcuni asset, incluso il cantiere di La Spezia, che sarà messo in vendita. Il sito fa parte del distretto nautico “Miglio blu” e, oltre ad Azimut-Benetti, potrebbe interessare anche ai concorrenti Sanlorenzo e Baglietto, entrambi presenti nella stessa area. La presidente di Azimut-Benetti, Giovanna Vitelli, impegnata a Porto Cervo per la presentazione in anteprima dello yacht Seadeck 9, ha comunque precisato che l’eventuale opzione verrà valutata solo se si aprirà “il giusto scenario”.
Azimut-Benetti, lo sguardo rivolto a The Italian Sea Group
A dare corpo all’ipotesi di un’operazione sono i numeri del gruppo di Avigliana. Secondo Banca Akros, i risultati 2025 — un fatturato di 1,5 miliardi di euro e oltre 500 milioni di euro di liquidità netta — posizionano Azimut-Benetti “ben posizionata per perseguire potenziali acquisizioni” nonostante l’incertezza dei mercati e le tensioni geopolitiche. I ricavi 2025 risultano raddoppiati rispetto al 2020, la posizione finanziaria netta si attesta a 518 milioni di euro e il patrimonio netto a 539 milioni, quintuplicato in cinque anni. Un’eventuale operazione su Tisg, sottolinea Banca Akros, avrebbe riflessi anche su Tamburi Investment Partners, che detiene circa l’8% di Azimut-Benetti.
Il gruppo prosegue intanto il piano di investimenti da 170 milioni di euro fino al 2028: circa 50 milioni sono già stati impiegati per il quartier generale e l’ampliamento del cantiere piemontese, mentre altri 100 milioni saranno destinati agli stabilimenti toscani di Viareggio, Livorno e Massa, con gli interventi più rilevanti concentrati proprio a Viareggio.
Una quota di questi 100 milioni rientra nell’investimento produttivo annunciato da Vitelli in occasione del varo del motoryacht da 44 metri Lumina firmato da Cassetta Yacht Designers: risorse autofinanziate nel triennio 2026-2028 che riguardano anche l’internalizzazione verticale della filiera produttiva, definita da Vitelli “uno dei pilastri del piano strategico del gruppo”.
Il percorso è già stato avviato con i poli di Massa, dedicato alle lavorazioni in composito, e di Pisa, specializzato nella lavorazione dell’acciaio; i nuovi investimenti amplieranno a Massa anche la progettazione e la realizzazione di modelli e stampi. La Toscana, con 14 sedi produttive, genera il 70% dei risultati del gruppo e l’indotto toscano coinvolge più di mille aziende, con una media di 3.800 presenze giornaliere nei cantieri, un rapporto che Vitelli definisce “sinergico” e un “asset strategico fondamentale”.
Tra Golfo e Medio Oriente, la prudenza guida le scelte
Anche in un contesto scosso dalle tensioni globali, il settore trova la forza di crescere. Vitelli descrive una situazione di incertezza generale legata soprattutto alla crisi del Golfo e alla situazione in Medio Oriente, area che definisce ferma e su cui invita a muoversi con prudenza. Guarda invece con interesse agli Stati Uniti, dove l’effetto dei dazi è stato assorbito dal mercato, e all’Asia, dove osserva un trend in crescita legato all’acquisto di imbarcazioni da parte dei resort per completare l’esperienza dei clienti.
Per il 2025, il gruppo Azimut Benetti chiude con un portafoglio ordini da 2,5 miliardi di euro con copertura fino al 2029, mantenendo per il ventiseiesimo anno consecutivo il primato mondiale tra i produttori di yacht sopra i 24 metri.
La forza della nautica italiana
La nautica italiana gode ancora di ottima salute. Lo confermano due rapporti presentati lo scorso marzo a Milano, La Nautica in Cifre Monitor curato da Confindustria Nautica e Fondazione Edison, e Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026, curato da Fondazione Symbola che quantificano il settore in oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 170 mila occupati, concentrati soprattutto in Toscana, Lombardia, Marche, Liguria, Campania, Piemonte, Sicilia e Lazio. Ogni euro prodotto dai cantieri attiva complessivamente 5,2 euro di valore aggiunto lungo la filiera, mentre ogni addetto impiegato nel core genera 7,1 posti di lavoro nell’intera catena.
Il segmento dei superyacht resta il più solido del comparto: secondo il Global Order Book elaborato da Boat International, l‘Italia mantiene il primato mondiale per ordini di unità superiori ai 24 metri, con 568 yacht in costruzione su un totale globale di 1.093, pari al 52% degli ordini mondiali, davanti a Turchia, con 141 unità, e Paesi Bassi, con 66. Il portafoglio ordini del comparto superyacht a dicembre 2025 risulta in crescita o stabile per il 75% delle aziende rispetto allo stesso periodo del 2024.
L’amministratore delegato di Azimut-Benetti Marco Valle, in un’intervista a La Nazione, sottolinea che la forza della nautica italiana risiede in un tessuto industriale composto da concessionari, società di charter, fornitori, marine e servizi correlati, e indica nella semplificazione del quadro normativo legato all’utilizzo della barca la condizione necessaria per non perdere ulteriori opportunità a causa della burocrazia.









