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Total Capital ratio: cos’è, come si calcola e perché è importante

Una vista dello skyline di Francoforte, dove ha sede la BCE
Quando vengono pubblicati i dati periodici di bilancio di una banca, uno dei parametri a cui prestare maggiormente attenzione riguarda il Total Capital ratio (TCR). Questo, insieme al CET1 ratio, dà la misura di quanto un istituto di credito sia solido dal punto di vista patrimoniale. Al riguardo, la BCE monitora costantemente i livelli di queste misure, in modo da valutare il livello di sicurezza costante della banca, nell’interesse sia dei risparmiatori ma anche di tutto il sistema finanziario che potrebbe essere infettato da una situazione di crisi. Entriamo quindi nei dettagli, per vedere in cosa consiste effettivamente il Total Capital ratio, come si calcola e perché riveste una certa importanza.

Total Capital ratio: definizione e calcolo

Il Total Capital ratio esprime il rapporto tra il patrimonio di vigilanza di un istituto di credito e i crediti concessi ai clienti ponderati per il rischio. In sostanza, con questa misura si vuole definire quanto la banca sia in grado di restituire il denaro ai propri clienti attraverso la garanzia del proprio patrimonio a sostegno degli impieghi effettuati. La ponderazione dei crediti per il rischio viene elaborata dando un peso alla qualità degli stessi. Quindi è misurato il livello di deterioramento, considerando le esposizioni finanziarie scadute, i crediti inesigibili e quelli in sofferenza.
Quanto più è alto il TCR, tanto più la banca dà garanzie di solidità patrimoniale. La Banca Centrale Europea stabilisce un livello minimo di TCR in ogni Paese e per ogni banca, a seconda delle caratteristiche del mercato locale e della struttura dell’istituto. In Italia è stata decisa una soglia del 10,5%, sotto la quale la BCE chiede il rafforzamento patrimoniale dell’azienda di credito.

Total Capital ratio: perché è importante

L’importanza del TCR deriva dal fatto che permette alla BCE di monitorare lo stato di salute di una banca e anche del sistema finanziario in generale. Questo è uno dei parametri a cui l’autorità monetaria fa riferimento negli stress test periodici che conduce sulle banche europee. Una volta superati questi test, l’istituto è sottoposto a costante osservazione. Pertanto è obbligato a esplicitare il parametro nelle sue pubblicazioni di bilancio infrannuali, che serve anche a tutti i soggetti interessati, che siano azionisti, correntisti o creditori, ad avere un’idea delle condizioni patrimoniali in cui versa l’azienda.

Il TCR è sufficiente? 

Ma basta il Total Capital ratio per misurare la solidità patrimoniale di una banca? Chiaramente no. È possibile trovarsi di fronte a un TCR normale, ma una situazione creditizia che cela alcune magagne come una qualità del credito non eccelsa. Per questo occorre far riferimento ad altri parametri per avere un quadro d’insieme il più attendibile possibile. Ad esempio, va considerata la qualità degli impieghi, che indica il livello di deterioramento dei prestiti concessi alle imprese e alle famiglie. Oppure il livello del capitale, per determinare quanto l’azienda possa sostenere le sue esposizioni e nel contempo garantire i depositi dei clienti. O ancora la redditività della banca, per misurare la capacità della stessa di creare valore per gli azionisti e i risparmiatori.

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