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TPI: cos’è e come funziona il piano anti-spread della BCE

La BCE approva il TPI, lo scudo anti-spread

Quella passata è stata una settimana molto movimentata per l’Europa. In Italia è caduto il Governo Draghi, dopo che i partiti che lo sostenevano si sono sfilati dalla maggioranza. La cosa ha risvegliato i timori per il debito pubblico italiano, a rischio di sostenibilità, e i rendimenti dei BTP decennali sono schizzati fino al 3,75%, con lo spread rispetto agli equivalenti Bund tedeschi nei pressi di 240 punti base. Nel frattempo l’economia del Vecchio Continente vede lo spettro di una recessione, resa sempre più probabile dalla questione energetica. I flussi di gas dal gasdotto Nord Stream 1 sono ripresi giovedì 21 luglio dopo 10 giorni di interruzione per manutenzione, ma sempre nei limiti del 40% della capacità. Bruxelles teme il blocco totale nei prossimi mesi, il che aggreverebbe una situazione economica già precaria.

L’attenzione massima è stata però rivolta alla riunione della Banca Centrale Europea, che ha annunciato l’abbandono dei tassi negativi sui depositi e un aumento del costo del denaro dello 0,5%, nonché l’adozione dell’atteso scudo anti-spread. Secondo molti analisti il nuovo strumento è il risultato di un compromesso tra i falchi e le colombe del Consiglio direttivo: sarebbe stato barattato un aumento più forte dei tassi di interesse in cambio del sostegno all’avvio dello scudo per combattere l’allargamento dello spread tra i titoli di Stato dei membri dell’Unione.

Vediamo tutte le caratteristiche e le modalità di funzionamento di questo strumento al servizio degli Stati dell’Unione Europea.

 

TPI: ecco come funziona

Lo scudo anti-spread ha preso il nome di TPI, ossia Transmission Protection Instrument, ed è uno strumento volto a sostenere la trasmissione della politica monetaria della BCE in tutti i Paesi dell’Eurozona. Stando alle comunicazioni dell’Istituto centrale, il TPI sarà attivato quando si verifichino dinamiche di mercato ingiustificate e disordinate, tali da minacciare la  trasmissione della politica monetaria e il mandato di stabilizzazione dei prezzi della Banca Centrale.
Attraverso il TPI, la BCE effettuerà acquisti sul mercato secondario di titoli di Stato di quei Paesi che subiscono un deterioramento delle condizioni di finanziamento non giustificato da fondamentali specifici degli stessi Paesi. Le obbligazioni acquistate riguarderanno essenzialmente il settore pubblico, quindi emesse da Governi centrali o regionali, e avranno una scadenza fino a dieci anni. Non è escluso però che l’Eurotower possa attivare il TPI anche per titoli del settore privato, se ricorrano le circostanze.

Lo scudo anti-spread non rimpiazza altri meccanismi già in atto come il reinvestimento dei titoli in scadenza acquistati attraverso il PEPP. Anzi, verrà considerato come uno strumento di seconda linea, a cui far ricorso in caso di necessità. In altri termini, il suo ruolo principale al momento è disincentivare i mercati dall’attaccare il debito pubblico dei Paesi UE, cercando di ammorbidire ex-ante le tensioni.

 

TPI: i requisiti per l’attivazione

Il Transmission Protection Instrument può essere attivato solo a determinate condizioni, le quali appaiono tuttavia relativamente leggere. Nello specifico tali condizioni impongono che il Paese per cui viene discussa un’attivazione debba rispettare i seguenti criteri:

  • non essere stato sottoposto a procedure di infrazione per disavanzi eccessivi o per non aver adottato azioni efficaci dopo una raccomandazione del Consiglio UE;
  • non avere gravi squilibri macroeconomici e non aver subito richiami per mancanza di azioni a seguito di raccomandazioni del Consiglio UE;
  • avere un bilancio sostenibile, accertato mediante la considerazione si analisi svolte dalla Commissione Europea, dal Meccanismo Europeo di Stabilità, dal Fondo Monetario Internazionale e da altre istituzioni, oltre
    ovviamente dall’analisi interna della BCE;
  • aver rispettato gli impegni dei piani di ripresa e resilienza, nonché le raccomandazioni specifiche della Commissione Europea in ambito fiscale con riferimento al semestre europeo.

 

Quando e per quanto verrà attivato

Sarà il Consiglio direttivo della BCE a valutare il momento più adatto per l’attivazione del TPI, una volta che avrà considerato globalmente tutti gli indicatori di mercato, i criteri di ammissibilità e la proporzione del piano di azione per un determinato Paese con quello che è l’obiettivo primario dell’istituto centrale. In altri termini, il Consiglio prenderà in esame alcuni parametri come ad esempio il costo del prestito per Governi e imprese e determinerà se l’acquisto di obbligazioni sarebbe proporzionato nel perseguire il suo obiettivo di inflazione del 2%.
L’aspetto importante è che, rispetto ai programmi di acquisto di titoli messi in atto durante la pandemia, il TPI entrerà in gioco solo dopo una decisione del Consiglio direttivo, la quale verrà scrutinata con grande attenzione per indagare le ragioni che hanno causato la sofferenza del Paese  per cui viene dibattuta l’attivazione. Ad ogni modo il Governatore della BCE Christine Lagarde ha detto che il Consiglio direttivo deciderà quando utilizzare i nuovi strumenti “a propria discrezione” e senza”dipendere da nessuno”. Una volta messo in azione, l’intervento del TPI non ha una durata precisa e potrà essere sospeso qualora si verificasse un miglioramento non transitorio nella trasmissione della politica monetaria oppure ove le tensioni sul debito di un Paese risultassero derivanti dai fondamentali dello stesso.

 

TPI: cosa significa per l’Italia

L’Italia è forse il Paese dell’UE più interessato a questo strumento, vista la delicata situazione che sta vivendo dal punto di vista finanziario. I titoli di Stato sono stati attaccati dal mercato all’insorgere della crisi politica con le dimissioni di Mario Draghi, quindi la garanzia di un pronto intervento della BCE rappresenta una forma di rassicurazione. La cosa però non è del tutto scontata. Se dalle prossime elezioni dovesse nascere un Governo non in grado di attuare le riforme strutturali richieste dal piano di ripresa e resilienza, la BCE potrebbe decidere di non attivare il TPI. Lagarde stessa ha suggerito che
Francoforte non interverrebbe qualora giudicasse l’atteggiamento degli investitori come conseguenza di preoccupazioni giustificate sulla direzione della politica economica italiana.

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