PECHINO, PALETTI AGLI USA. E L'EUROPA PERDE SMALTO - Borsa e Finanza

PECHINO, PALETTI AGLI USA. E L’EUROPA PERDE SMALTO

E’ una chiusura contrastata quella delle borse europee in attesa del pronti via a Osaka per il G20. Ma dopo un’apertura in territorio positivo, il vecchio continente perde smalto, limitandosi a guadagni sotto il mezzo punto percentuale con Spagna e Francia negative, ricevendo poco sostegno da Wall Street che viaggia a due velocità, con il Nasdaq a +1,25% e un S&P500 attorno al +0,3%. I mercati hanno scommesso sulla tregua tra Usa e Cina nella  loro trade war, anche se stando alle ultime indiscrezioni, Pechino accetterà di riavviare i negoziati a patto che gli States rimuovano alcune tariffe e il divieto alle proprie aziende di esportare tecnologia al gigante asiatico Huawei. Donald Trump non sembra la persona adatta a cui imporre determinati paletti, tutto si deciderà sabato a pranzo, momento in cui il presidente americano incontrerà il premier cinese Xi Jinping.

Stabile l‘Euro / Dollaro a fronte di dati macroeconomici contrastanti, a partire da quelli americani, dove il Pil nel primo trimestre 2019 cresce parallelamente alle richieste di disoccupazione nella settimana che si è chiusa il 15 giugno.

Seduta interlocutoria per il prezzo del petrolio, ancora sotto la resistenza dei 59,9 dollari al barile. Perde qualcosa l’oro, che rimane comunque al di sopra dei 1.400 dollari l’oncia.

Il Bund decennale rende  -0,316, resta in area 2,13%, pressoché invariato, il Btp italiano.


EQUITY
Dax: 12.271 (+0,21%)
Rialzo poco significativo per Francoforte, che si mantiene appena sotto i 12.300 punti. Il dato preliminare dell‘inflazione a giugno riporta +1,6% su base annuale, al di sopra dell’1,4% atteso dagli analisti. Se fosse confermato, sarebbe l’aumento più significativo degli ultimi tre mesi.

Ftse Mib 21.110 ( +0,26%)
Timido rimbalzo per Piazza Affari dopo tre sedute negative, nel giorno in cui il Decreto Crescita è stato approvato dal Senato in via definitiva, diventando legge. Fiducia delle aziende e dei consumatori inferiori al previsto nel mese di giugno. L’indice continua a trattare in area dei massimi valori raggiunti l’8 maggio scorso.

Cac40 5493 (-0,13%)
Negativa Parigi, la peggiore, dove crescono  le aspettative per l’incontro a Osaka tra il presidente Macron e il premier giapponese Shinzo Abe, pronti a discutere dei rapporti tra Renault e Nissan che potrebbe far ripartire le trattative della fusione tra la società francese e Fca. Macron che, con Angela Merkel, sarebbe tra i primi a voler tendere la mano all’Italia per evitare la procedura, nel timore che elezioni anticipate possano portare a Palazzo Chigi un partito antieuropeista.

Ibex 9.147 (-0,1%)
Debole anche la Spagna, dove il dato preliminare sull’inflazione misura -0,1%, ben inferiore alle attese pari allo 0%. Anche l’indice dei prezzi alla produzione delude le stime degli analisti: 0,4%, a fronte dello 0,8% atteso. Giù anche il livello di fiducia nel settore affari, -3,7 a fronte del -3,3 rilevato nel periodo precedente (dato peggiore degli ultimi 4 mesi).

VALUTE
Euro / Dollaro stabile sui livelli della vigilia. Il rapporto tra moneta unica e biglietto verde viaggia comunque ai massimi dal 22 marzo scorso, periodo in cui la Fed aveva dichiarato la decisione di alzare i tassi. In lieve ribasso la Sterlina, in chiusura di seduta europea l’euro cede qualcosa al Franco Svizzero, dopo i minimi degli ultimi due anni raggiunti il 20 giugno scorso.

Euro / Dollaro 1,1369 (+0,01%) Euro / Sterlina 0,8967 (+0,12%) Euro / Franco Svizzero 1,110 (-0,14%)

MATERIE PRIME
Frena il rally del prezzo del petrolio dopo il dato pubblicato ieri sulle scorte, crollate oltre le attese dopo l’incendio alla raffineria di Philadelphia che ne ha bloccato la produzione. Il Wti resta ancorato a 59,25 dollari al barile, in attesa della riunione dell’Opec a luglio.

L’oro perde qualcosa per il secondo giorno consecutivo ma continua a trattare sopra quota 1.400 dollari l’oncia, che non raggiungeva da agosto 21013: alla chiusura dei mercati europei il valore è 1.405 $.

Il rame, dopo un buon avvio durante le contrattazioni europee (alla vigilia raggiunti i 2,74 dollari per libbra, ai massimi dal 12 maggio scorso), ritraccia nel pomeriggio, pur rimanendo ancorato a quota 2,70.

TASSI D’INTERESSE
Riesce ad allontanarsi dal supporto di -0,300 il Bund decennale tedesco anche se per poco, toccando il -2,80% prima di tornare nell’area dei minimi storici, a -0,320%. Stabile il Btp decennale italiano, fermo al 2,13%.

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Redazione

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