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Mutuo a tasso combinato: cos’è e come funziona

Mutuo a tasso combinato: cos'è e come funziona

Acquistare un immobile pone quasi sempre davanti al dilemma se accendere un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile. La scelta non è sempre banale perché, seppur ognuno abbia una diversa attitudine di fronte al rischio sulla base delle proprie condizioni economiche e della propria pianificazione finanziaria, spesso si è attirati o respinti da una soluzione a seconda della situazione di mercato. In ogni caso, le opzioni possono essere di diverso tipo e al riguardo si distingue tra mutuo:

  • a tasso fisso;
  • a tasso variabile;
  • a tasso variabile a rata costante;
  • capped rate a tasso variabile;
  • a tasso misto;
  • a tasso combinato.

Qui ci occuperemo del mutuo a tasso combinato, mettendo in risalto tutte le caratteristiche peculiari, i vantaggi e gli svantaggi che tale scelta comporta e quando è conveniente optare per questa tipologia.

 

Mutuo: definizione

Prima di addentrarci nel mutuo a tasso combinato, facciamo un ripasso della definizione generica di mutuo ipotecario. Si tratta di un contratto previsto dall’articolo 1813 del codice civile con cui un soggetto, denominato mutuante, concede un prestito a lunga scadenza (da 5 a 40 anni) per l’acquisto di un immobile a un altro soggetto, detto mutuatario, che si impegna a restituire l’importo maggiorato degli interessi attraverso il pagamento di rate periodiche, secondo un piano di ammortamento. Questo può essere:

  • alla francese, in cui la rata è costante, la quota di capitale è crescente e la quota di interessi è decrescente;
  • all’italiana, dove la rata è decrescente, la quota di capitale è costante e la quota di interessi è decrescente;
  • alla tedesca, in cui la rata è costante tranne la prima, costituita solamente da tutti gli interessi del prestito.

Mutuo a tasso combinato: definizione e caratteristiche

Il mutuo a tasso combinato è un contratto che combina il tasso fisso con quello variabile. In sostanza, il cliente può decidere quale peso dare alla parte a tasso fisso e quale quella a tasso variabile, sulla base delle proprie aspettative di mercato. In condizioni di normalità, aumentare la componente fissa può significare un importo complessivo delle rate da pagare superiore, ma maggiore stabilità nelle uscite periodiche. La componente variabile fa aumentare o diminuire la rate mensile in funzione delle oscillazioni di mercato dei tassi interesse, quindi si è sottoposti al rischio che esse risultino sfavorevoli.

Per calcolare il tasso bilanciato si fa la media tra tasso fisso e tasso variabile, basandosi sulle percentuali che il mutuatario fornisce alla banca. Il tasso di interesse risultante determina l’importo finale della rata da corrispondere.

Il mutuo a tasso combinato non va confuso con il mutuo a tasso misto. Quest’ultimo si riferisce a un contratto dove il mutuatario ha la possibilità di scegliere dopo un certo periodo se passare da un tasso fisso a uno variabile o viceversa. Mentre nel mutuo a tasso bilanciato, sono stabilite dal principio e per tutta la durata del contratto le somme del mutuo da pagare a tasso fisso e quelle da rimborsare a tasso variabile.

 

Mutuo a tasso combinato: vantaggi e svantaggi

Nel mutuo a tasso combinato risultano vantaggi e svantaggi. Tra i primi possiamo enunciare la possibilità di unire i benefici del tasso fisso (maggiore sicurezza) a quelli del variabile (di base con un’aliquota più bassa). Tuttavia, stabilire il peso da assegnare alla componente a tasso fisso e alla componente a tasso variabile non è facile. Bisogna avere delle capacità predittive riguardo l’andamento di mercato dei tassi di interesse per azzeccare il mix ideale. Chiaramente, conviene aumentare la componente fissa se si prevedono nei prossimi anni tassi di interesse in salita. Viceversa, se le aspettative sono di tassi in discesa, come in questo periodo storico, potrebbe essere più opportuno dare maggior peso alla componente a tasso variabile.

Il principale inconveniente del mutuo a tasso combinato sta nel fatto che normalmente il tasso è più alto rispetto a un mutuo a tasso solo variabile, perché la banca si assume il rischio di variazione dei tassi in relazione alla componente fissa.

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