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Andare in pensione all’estero? 4 cose di cui tener conto

Andare in pensione all'estero, cosa è necessario fare

Da un po’ di anni un numero sempre più nutrito di persone ha scelto o è in procinto di scegliere di andare in pensione all’estero per godersi gli ultimi anni di vita dopo un lungo percorso lavorativo. Le ragioni per cui in molti stanno optando per questa soluzione possono essere diverse. La più ricorrente ha carattere fiscale, ovverosia il trasferimento è motivato dal fatto che si sceglie di andare a vivere in un posto dove la tassazione è più bassa e l’importo netto percepito dall’assegno pensionistico mensile è più alto.

Associato a questo fattore vi è un costo della vita meno opprimente, il che permette di condurre una vita più agiata, con meno preoccupazioni di dover far quadrare i conti alla fine del mese. Oltre agli aspetti di carattere economico, non sono da trascurare considerazioni di natura sociale, come quello di andare a vivere vicino a persone care o in una comunità accogliente con un modello di vita che si armonizza con le proprie esigenze.

 

Cosa bisogna fare prima di andare in pensione all’estero

Andare in pensione all’estero è un fatto di non poca rilevanza, soprattutto se il trasferimento dovesse comportare dei sacrifici principalmente dal punto di vista umano, tipo lasciare un Paese dove si è trascorsa gran parte della propria esistenza. Il ragionamento che occorre fare si basa su alcuni aspetti che vanno tenuti in debita considerazione. Ve ne sono 4 in particolare, vediamoli di seguito.

 

Fare un giro di prova

Una volta che si è scelto di trasferirsi all’estero poi è difficile tornare indietro, per questo prima della decisione definitiva sarebbe opportuno fare un giro di prova per alcune settimane o mesi. Ovviamente fare il turista non è la stessa cosa che andare a vivere in un posto, però in quel tempo è possibile prendere informazioni varie sul luogo, tipo sul costo degli affitti, su abitudini e usanze, sullo stile di vita che si conduce, sul clima e su tutto ciò che caratterizza il Paese. A quel punto va fatto un confronto con le proprie esigenze e disponibilità, per vedere se sono compatibili con il cambiamento che si vuole attuare.

 

Garantire la residenza

Per trasferirsi all’estero a volte è necessario avere un visto di residenza e per farlo occorre dotarsi di tutta la documentazione occorrente, che potrebbe richiedere una tempistica anche relativamente lunga. La documentazione di base riguarda il passaporto, l’assicurazione di viaggio, l’assenza di eventuali procedimenti penali, la residenza locale e il permesso di soggiorno ove richiesto.

Occorre ricordarsi che ogni Paese ha un suo processo di residenza, che può differire sensibilmente da quello di un altro. Pertanto, è bene assicurarsi di aver considerato tutto ciò che è necessario fare, onde evitare di rendere l’aspetto burocratico più lungo del previsto.

Alcune Nazioni come Portogallo e Grecia consentono di ottenere la residenza anche attraverso i cosiddetti permessi d’investimento, tipo l’acquisto di una proprietà. Il Portogallo richiede una spesa che varia da 250 mila a 500 mila euro, in base a dove si trova la proprietà, mentre in Grecia gli investitori stranieri possono spendere una cifra intorno a 250 mila euro per ottenere la residenza. Fino a quando l’investimento è in essere, quest’ultima può essere rinnovata.

 

Aspetti fiscali

Alcune persone che si sono trasferite all’estero sono rimaste sorprese quando hanno saputo che ancora dovevano pagare le imposte sul reddito nel Paese di origine. Questo perché tra gli Stati vi sono degli accordi fiscali che è importante conoscere per sapere dove e quanto bisogna sborsare in termini di tasse. Per tale motivo, prima muoversi bisogna farsi assistere da un esperto commercialista che conosca tutta la normativa dal punto di vista dei trattati internazionali.

 

Assistenza sanitaria

Le politiche sanitarie variano da Paese a Paese e quindi non è detto che determinate coperture che si ottenevano nello Stato di adozione continuino a essere garantite in quello in cui viene fatto il trasferimento. Quindi, si rende opportuno prendere tutte le informazioni riguardo ciò che garantisce e ciò che esclude il sistema sanitario nazionale e le coperture assicurative che possono essere messe in atto. Non bisogna trascurare che, proprio perché si è raggiunto l’età del pensionamento, si ha maggior bisogno di accedere a servizi e cure mediche. Così come non bisogna troppo cullarsi del fatto che magari in quel momento si disponga di ottima salute.

 

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Redazione

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