Da Global X un ETF per investire nei materiali innovativi - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Da Global X un ETF per investire nei materiali innovativi

Terre rare e materiali disruptive, il nuovo ETF di Global X per investirvi

La mobilità elettrica, l’Internet of Things, le energie rinnovabili sono settori in forte crescita e tutti hanno subito una accelerazione negli ultimi anni, determinata dalla pandemia prima e dalla crisi energetica oggi. Dietro a ciascuno di questi settori c’è una domanda di materie prime “disruptive”, come le tecnologie di cui sono elemento essenziale. Alcune di queste commodity vengono classificate nel gruppo delle Terre rare, altre sono già ampiamente note e utilizzate ma l’accresciuta domanda genera un fenomeno di crescente scarsità. Su questi materiali investe il nuovo ETF Global X Disruptive Materials UCITS (DMAT), quotato da Global X ETF a Londra, Francoforte e Milano. L’ETF fa parte della gamma di tematici nei quali Global X è specializzata. Il fondo ha un TER dello 0,5% e investe in società che producono metalli e altri materiali grezzi o compositi che sono essenziali per le tecnologie più avanzate e in forte diffusione. L’indice di riferimento è il Solactive Disruptive Materials V2.

Esempi di materie prime “disruptive” sono il cobalto, utilizzato nella produzione di batterie al litio e leghe magnetiche; il grafene e la grafite, presenti nei sensori di impronte digitali, negli schermi flessibili, nelle batterie, nella produzione di chip più performanti per la buona conduttività al calore; il litio, materiale essenziale per le batterie; e poi nichel, manganese, platino, palladio, zinco, ma anche il rame. E non vanno dimenticate le Terre rare, un gruppo di diciassette elementi chimici, più precisamente: cerio, disprosio, erbio, europio, gadolinio, olmio, lantanio, lutezio, neodimio, praseodimio, promezio, samario, scandio, terbio, tulio, itterbio e ittrio.

 

Dai combustibili fossili alle Terre rare

Come i combustibili fossili sono stati fondamentali per l’economia del ventesimo secolo, i materiali disruptive lo sono per l’economia del ventunesimo secolo. Per esempio, secondo Carbon Tracker Iniziative, un think tank indipendente che analizza l’impatto della transizione energetica sui mercati dei capitali, i combustibili fossili hanno già superato il picco di domanda a livello mondiale: il petrolio nel 2019, i combustibili fossili utilizzati per la produzione di energia elettrica nel 2018, il carbone nel 2013. Al contrario la domanda di Terre rare è in forte crescita. Grand View Research stima che nei soli Stati Uniti la dimensione del mercato delle Terre rare crescerà con un tasso annuo globale del 10,4% tra il 2019 e il 2025. Per Morgane Delle Donne, responsabile Investment strategy per l’Europa di Global X, nei prossimi decenni ci sarà una forte domanda per i disruptive material “di cui gli investitori potranno beneficiare con il nuovo ETF che investe in società con un ruolo cruciale nell’estrazione e nella produzione dei materiali alla base delle tecnologie del ventunesimo secolo”.

AUTORE

Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *