GIUSY VERSACE: IN AULA IN PUNTA DI PIEDI... DI CARBONIO - Borsa e Finanza

GIUSY VERSACE: IN AULA IN PUNTA DI PIEDI… DI CARBONIO

Ospite di Women in Finance, il programma condotto da Annabella D’Argento su Le Fonti Tv, ogni venerdì alle 10.30, la deputata Giusy Versace, reggina ma milanese di adozione, atleta paralimpica, classe 1977, ha parlato a 360 gradi della sua vita. La politica, lo sport, i social network, il lavoro in Italia fino all’attualità più stretta.
Questi i passaggi più importanti dell’intervista.

LA VITA DA PARLAMENTARE MI HA INVECCHIATA DI 10 ANNI
E’ durissima. Prendo con serietà e impegno tutte le cose che faccio e ho dovuto rinunciare a tante altre cose. Questa è un’opportunità per prestare la mia voce a chi non ce l’ha. Sto cercando di tenere i riflettori accesi su tematiche che altri non ritengono prioritarie.

IN PARLAMENTO IN PUNTA DI PIEDI, ANCHE SE DI CARBONIO
“Ho presentato una proposta di legge per sostenere la pratica sportiva per i disabili, con l’aiuto dello Stato, proprio per sottolineare come lo sport possa rappresentare una ragione di vita. Mi occupo anche di violenza sulle donne e di progetti formativi nelle scuole. Non ho il tempo di annoiarmi.

I VALORI DELLO SPORT DA APPLICARE ALLA POLITICA
“E’ la prima volta che viene istituito un premio fair play per la politica. Magari i valori dello sport entrassero in politica, mi riferisco alla lealtà e alla correttezza del gioco! Sono contenta che anche gli altri colleghi abbiano fatto il mio nome per questo premio, sapere di essermi contraddistinta per l’approccio e il modo in cui mi rapporto ai miei avversari politici, avversari, non nemici, mi rende orgogliosa”.

IN AULA A VOLTE MI SENTO UN’ALIENA
La politica nasce con uno spirito di servizio. Oggi viviamo in un mondo dominato dai social, dove ci si dimentica dell’ottica comune per fare la gara a chi affossa l’altro per primi. Lo stesso vale in Parlamento, dove la gara si fa a chi mette la firma per primo su un provvedimento. Alzare i toni non è una cosa che mi appartiene, per questo in Aula certe volte mi sento un po’ un aliena.

TWITTER ROVINA DELLA POLITICA. MI SCRIVONO: INFORMATI. RISPONDO: INFORMATI TU
L’ambiente parlamentare è un campo di battaglia, ma  trovato anche molta gente preparata che ci mette cuore e passione: non c’è l’assoluto lassismo percepito nell’immaginario collettivo. La responsabilità è un po’ nostra, e un po’ dei media che vogliono raccontare gli aspetti più negativi e piccanti, senza dare spazio al grande lavoro che c’è dietro. Invito le persone ad approfondire e a non limitarsi a leggere un tweet. Quando la gente mi scrive: “Giusy informati bene”, io rispondo: “Ma informati tu, io sto lì e lo so quello che succede”.

POLITICA COME CALCIO, APPENA TI SCHIERI SEI FINITO
“Non mi diverto in politica. Preferivo andare a teatro e avevo il tempo di allenarmi. Il mio ultimo libro, Wonder Giusy, l’ho scritto di notte, proprio per mancanza di tempo. Nonostante tutto rifarei questa scelta, perché mi sono presa questo impegno. La politica però è come il calcio, appena ti schieri e dichiari per quale squadra tifi, sei finito”.

SE HO PERSO LE GAMBE UN MOTIVO CI DEVE ESSERE
“Attraverso la Onlus voglio aiutare chi è più fragile e si trova in difficoltà. Lo stesso vale per lo sport e la scrittura del libro e l’impegno politico. Voglio davvero prestare la mia voce a chi non ce l’ha, questa cosa mi aiuta a guardarmi allo specchio e a dare un senso a quello che mi è successo. Sono riuscita a fare tante cose belle e sarei una grande egoista se non le mettessi a disposizione degli altri”.

NAZIONALE FEMMINILE DI CALCIO DILETTANTE UNA VERGOGNA
“Sulla parità di genere c’è tanto da fare. Mi sto battendo per un provvedimento che riconosca alle donne lo status di professioniste nelle sport. Per il Coni molte donne atlete sono ancora dilettanti. Nazionale di calcio femminile femminile compresa. E non c’è solo la questione stipendi, ci sono i contributi e le tutele sanitarie. Uno step culturale importante che richiede tempo. io sono fiduciosa”.

IN ITALIA IL DELINQUENTE VA AL BAR E IL DISABILE SI CHIUDE IN CASA PER LA VERGOGNA
“Di battaglie culturali ne dobbiamo fare tante. Viviamo in un Paese dove il delinquente esce di casa e va tranquillamente al bar a prendersi da bere mentre il disabile è chiuso in casa perché si vergogna della sua condizione”.

HO AVUTO MESI IN CUI NON ARRIVAVO A FINE MESE
“Con il denaro ho un buon rapporto, non ho l’assillo ma non sono una sprecona. Ho passato i miei momenti difficili, il cognome Versace non rende tutto facile e scontato. Sono sempre stata una ribelle, sono arrivata a Milano a 19 anni, ho fatto la gavetta come tutti e ho iniziato a lavorare per aziende concorrenti alla Versace, quindi è stato tutto più difficile. Ho avuto mesi in cui non arrivavo a fine mese, so cosa significa sacrificarsi. Poi io sono una che condivide molto, quando ho metto a disposizione di chi non ha. Oggi ho la Partita e Iva e lavoro da professionista, negli ultimi anni, con le consulenze, sto attenta alle dinamiche che ci sono in Italia. Presto una grande attenzione a temi come l’Iva e le tasse”.

SE ITALIA DICHIARA GUERRA ALL’UE SIAMO ROVINATI
“Con la Commissione Europea non puoi entrare a gamba tesa. Siamo noi l’Europa, mentre spesso parliamo dell’Europa come una cosa astratta. Non possiamo assolutamente pensare di uscire. Le regole vanno riviste, sotto certi aspetti. L’Italia è grande ma anche piccola, se dichiara guerra da sola non va da nessuna parte. Noi abbiamo bisogno dell’Europa così come l’Europa ha bisogno di noi.

MILIONI DI LAUREATI E NESSUNO CHE SAPPIA FARE UNA TOMAIA
Nel Paese si è creato un clima di allarmismo. E’ vero che c’è crisi ma ci sono anche aziende che investono e crescono. Ci sono tantissimi laureati e nessuno che voglia tornare a fare lavori artigianali. Manca la formazione su alcuni settori, perché i posti ci sono. E serve anche l’impegno dello Stato a investire.

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