Obbligazioni BEI: cosa sono e come funzionano - Borsa e Finanza

Obbligazioni BEI: cosa sono e come funzionano

Obbligazioni BEI: cosa sono e come funzionano

Le obbligazioni BEI non sono molto note al grande pubblico, però rappresentano dei titoli che offrono un elevato grado di sicurezza per gli investitori, soprattutto per quelli che sono particolarmente avversi al rischio. Vediamo quindi nel dettaglio di cosa si tratta e quali sono le caratteristiche principali di questa particolare categoria di titoli a reddito fisso.

 

Obbligazioni BEI: caratteristiche e funzionamento

Le obbligazioni BEI sono titoli emessi dalla Banca Europea per gli Investimenti. Questo è un istituto sovranazionale il cui capitale è costituito dalle quote degli Stati membri dell’Unione Europea e che si pone come obiettivi di creare sviluppo a livello regionale per quanto riguarda le infrastrutture, i trasporti, le telecomunicazioni, l’energia, l’innovazione, l’ambiente, la salute e l’istruzione. 

La caratteristica peculiare del debito emesso dalla BEI è determinata dal giudizio molto alto assegnato da parte delle agenzie di rating, il che comporta che il rischio sostenuto dagli investitori che comprano i bond rasenti praticamente lo zero. Ciò avviene in quanto è praticamente impossibile che un istituto i cui azionisti sono i Governi europei vada in default, o solo anche in difficoltà economiche. 

Le obbligazioni BEI addirittura fungono da beni rifugio quando sui mercati finanziari si scatena una tempesta. Rispetto alle obbligazioni private, inoltre, hanno il grande vantaggio di una tassazione sui rendimenti appena del 12,5%, mentre le altre scontano un’aliquota del 26%. In definitiva, vengono considerate alla stregua dei titoli pubblici emessi dai Governi.

 

Obbligazioni BEI: tipologie

Le obbligazioni BEI sono di diverso tipo e, in base alla categoria, è possibile delineare un differente livello di rischio. Una distinzione va fatta tra le obbligazioni BEI a tasso fisso e quelle a tasso variabile. Nel primo caso l’acquirente sa con esattezza quanto sarà l’interesse percepito dalla cedola periodica. Nel secondo invece questo dipenderà da alcune variabili il cui andamento non si può conoscere a priori. Il rendimento quindi sarà legato ad esempio a parametri come il tasso d’inflazione o le performance di indici, titoli e materie prime. 

Poi vi sono le obbligazioni BEI zero coupon, che non prevedono stacchi di cedole periodiche ma un prezzo finale di rimborso superiore a quello di acquisto. Quindi il rendimento del risparmiatore sarà determinato dalla differenza tra quanto ottiene alla scadenza del titolo e l’importo che paga al momento dell’acquisto, proporzionato per il tempo di detenzione. La scadenza di tali bond è notoriamente breve, anche perché sarebbe difficile accettare di non percepire alcun flusso di denaro dall’investimento per un periodo molto lungo. 

Un’altra tipologia consiste nelle obbligazioni BEI espresse in valuta straniera. In tal caso, si è di fronte a titoli con un rischio maggiore, determinato proprio dall’andamento del cambio. Chi effettua questo tipo di investimento deve fare prima di tutto una valutazione sulle aspettative della valuta in cui viene denominata l’obbligazione. Se ad esempio si prevede che il dollaro si indebolisca nel periodo di durata del titolo, non ha molto senso acquistare un’obbligazione BEI in dollari, a meno che non venga garantito un rendimento cedolare particolarmente allettante.

 

Obbligazioni BEI: lo sviluppo sostenibile

La BEI si è resa protagonista anche di emissioni di obbligazioni per finanziare l’economia sostenibile. In particolare nel 2018 ha lanciato i Sustainability Awareness Bonds per 500 milioni di euro, con lo scopo di sostenere alcuni progetti idrici nel mondo. Questi comprendevano l’uso e la protezione delle acque e delle risorse marine, la transizione a un’economia circolare, la prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti, la prevenzione e il controllo dell’inquinamento e la protezione degli ecosistemi sani. Inizialmente tali obbligazione erano indirizzate per finanziare gli investimenti sull’approvvigionamento idrico, sui servizi igienico-sanitari e sulla protezione dalle alluvioni. In seguito si è spostato il tiro su settori come salute e istruzione.

 

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