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Panda Bond: cosa sono e come funzionano

Panda Bond: cosa sono e come funzionano

La Cina darà il via libera a un programma pilota da parte delle Autorità di regolamentazione, sotto la supervisione della People’s Bank of China, per favorire l’emissione dei Panda Bond da parte degli organismi stranieri che operano nel territorio. Lo scopo è quello di sostenere lo sviluppo ambientale e sociale del Paese, promuovendo nel contempo lo status del mercato obbligazionario cinese. Ma cosa sono i Panda Bond e come si sono sviluppati? Vediamolo insieme.

 

Panda Bond: cosa sono e come si sono sviluppati

I Panda Bond sono obbligazioni in valuta cinese emesse in Cina da soggetti stranieri. Vengono chiamati così per far riferimento alla mascotte del Paese. La loro origine risale all’ottobre del 2005, quando nello stesso giorno l’International Finance Corporation e l’Asian Development Bank emisero i primi Panda Bond rispettivamente di 1,13 miliardi di yuan con scadenza a 10 anni e rendimento del 3,4% e di 1 miliardo di yuan con la stessa scadenza e rendimento del 3,34%. 

Prima di permettere l’attuazione di questi strumenti finanziari, il Governo di Pechino contrattò a lungo con gli organismi emittenti in quanto temeva ripercussioni sulla valuta domestica. Alla fine diede il lasciapassare a condizione che i fondi raccolti non sarebbero poi stati rimpatriati ma sarebbero rimasti in Cina. Questo vincolo fu abolito successivamente e altre istituzioni furono ammesse all’emissione dei Panda Bond. 

Nel 2016 la Polonia fu il primo Governo sovrano europeo a mettere sul mercato cinese tali obbligazioni. Due anni più tardi toccò alle Filippine che emisero bond in renminbi e furono il primo membro del Sud-Est Asiatico a cui fu concessa questa possibilità. 

Nel tempo i Panda Bond hanno visto un interesse sempre crescente a mano a mano che la Cina si apriva sempre più ai capitali stranieri. Nel 2019 la casa automobilistica tedesca BMW è entrata nel mercato interbancario cinese con l’emissione di un primo lotto di Panda Bond, diventando la società europea che inaugurò questo traguardo. Visto il successo, l’esperienza si è ripetuta e a giugno di quest’anno sono state piazzate altre 2 obbligazioni per complessivi 3,5 miliardi di yuan, pari a 546 milioni di dollari. L’interesse riscosso è stato enorme, dal momento che le sottoscrizioni sono state di 2,99 e 3,35 volte l’offerta.

 

L’esperienza italiana su questo tipo di obbligazioni

L’Italia è arrivata nel 2019 attraverso la Cassa Depositi e Prestiti con lo scopo di supportare circa 60 imprese italiane attive in Cina. L’istituto di proprietà statale ha emesso Panda Bond per circa 1 miliardo di renminbi, equivalenti a circa 130 milioni di euro. 

La raccolta è stata impiegata sia in modalità diretta per il 77% del totale con la sottoscrizione di 8 contratti bilaterali con imprese italiane operanti in loco, sia in modalità indiretta per il 23% attraverso la filiale di Shangai di Banca Monte dei Paschi di Siena. L’ultima tranche si è avuta all’inizio di quest’anno con l’erogazione di un finanziamento di 94 milioni di renminbi, pari a 12 milioni di euro, al Gruppo Danieli, leader nel settore siderurgico nel nostro Paese.

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