Peter Lynch: ecco quando comprare le azioni

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Quando è il momento migliore per comprare le azioni? Si sono consumati fiumi di inchiostro teorizzando i motivi che dovrebbero indurre gli investitori a entrare a mercato in un determinato momento. E lo si è fatto sia attraverso spiegazioni tecniche, sia affidandosi ai fondamentali delle aziende. Tuttavia, in molti casi, gli effetti delle proprie scelte sono stati diversi da quelli sperati, specialmente perché fattori comportamentali hanno preso il sopravvento sul resto, rendendo improduttive anche intuizioni valide. In altri termini, si è fatto tutto ciò che occorreva fare per giustificare l’acquisto di un’azione, ma poi non si è avuta la pazienza necessaria per attendere i risultati, o ci si è fatti travolgere dal panico derivante dalle turbolenze di mercato.

 

In questo articolo:

 

  • Analisi tecnica o fondamentale?
  • Ecco quando comprare azioni secondo Peter Lynch

 

Analisi tecnica o fondamentale

La comunità finanziaria si è spaccata negli anni tra coloro che decidono di acquistare le azioni sulla base dell’analisi tecnica e quelli che, invece, ritengono opportuno effettuare un’analisi delle fondamenta di un’azienda prima di compiere qualsiasi passo. I fautori dell’analisi tecnica basano le loro valutazioni sulla rappresentazione grafica dell’andamento di un titolo, affidandosi spesso a ciò che è successo in passato. Qui entrano in gioco parametri come medie mobili, indici di forza relativa, volumi e altri numeri tecnici. L’azienda che c’è dietro le azioni conta poco.

Secondo questo tipo di analisti, tutte le informazioni relative a quella società sono già incorporate nei prezzi; quindi, ciò a cui bisogna prestare attenzione è il percorso del titolo espresso da un grafico. L’analisi tecnica prevede stop loss, take profit, trailing stop o profit, ed è più in sintonia con il day trading o, comunque, con il trading di breve periodo.

I sostenitori dell’analisi fondamentale disconoscono, per gran parte, l’analisi tecnica, perché ritengono che a guidare l’andamento delle azioni in Borsa sia, alla lunga, il contenuto dell’azienda. Se quest’ultima è redditizia e soprattutto produce utili in crescita, sarà premiata dal mercato; in caso contrario, presto o tardi, verrà punita da esso. Nell’analisi fondamentale prevalgono altri parametri, come il rapporto prezzo/utili, i flussi di cassa prodotti, il livello di indebitamento e altre misure di natura economica, finanziaria e patrimoniale. A differenza dell’analisi tecnica, quella fondamentale guarda di più al lungo periodo.

 

Ecco quando comprare azioni secondo Peter Lynch

Peter Lynch appartiene alla scuola dei tecnici o dei fondamentali? Senza ombra di dubbio, il grande investitore ex-gestore del fondo Magellan di Fidelity fa parte della seconda categoria. A suo avviso, non c’è veramente un market timing ideale per comprare le azioni. Il momento migliore è quello in cui ci si rende conto che la società individuata sia una buona azienda e le sue azioni sono scambiate a buon prezzo. Tuttavia, Lynch segnala due periodi in cui è più probabile fare dei buoni affari.

Il primo ricade alla fine dell’anno. In quella fase, molti investitori chiudono le posizioni in perdita per ottenere vantaggi fiscali, spinti anche dai broker che vogliono aumentare l’ammontare delle loro commissioni in vista delle vacanze di Natale. Inoltre, alcuni fondi preferiscono liberarsi delle azioni perdenti, in modo da far vedere portafogli più sani ai loro investitori. L’effetto di tutte queste vendite è che sovente si trovano diverse azioni di ottima qualità a un prezzo basso, o comunque non giustificato dai fondamentali.

Il secondo periodo per trovare occasioni interessanti è durante i grandi crolli di Borsa. Periodicamente, sui mercati si verificano tempeste finanziarie derivanti da crisi economiche, guerre, incidenti di percorso e quant’altro sia in grado di far abbassare le quotazioni. In quelle circostanze, benché la pancia dica di vendere, entrare a mercato acquistando titoli di aziende sane non è soltanto una scelta coraggiosa, ma anche potenzialmente profittevole. La buona notizia per gli investitori è che, prima o poi, i mercati si riprendono sempre dopo ogni disastro.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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