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Prestito personale: cos’è e come funziona

Prestito personale: cos'è e come funziona

Il prestito personale rappresenta la forma di finanziamento ancora più diffusa nel nostro Paese. E la cosa assume oggi più rilevanza dal momento che la crisi economica generata dalla pandemia ha aumentato l’esigenza da parte di famiglie e imprese di ricorrere a delle fonti di sostegno della propria attività. Vediamo quindi quali sono le principali caratteristiche e qual è il funzionamento di questa tipologia di concessione di denaro.

 

Prestito personale: definizione e caratteristiche

Il prestito personale è un prodotto riconducibile al credito al consumo attraverso il quale vi è l’erogazione sottoforma di finanziamento di una somma prestabilita, che prevede il rimborso in base a un piano di ammortamento a un tasso d’interesse prefissato. Il prestito personale non fa parte dei finanziamenti finalizzati, cioè elargiti per l’acquisto di un bene specifico come può essere una casa, un’auto o un elettrodomestico, ad esempio. Quindi le categorie di soggetti coinvolti sono 2, ovvero l’ente che eroga il prestito e colui che lo richiede, senza la presenza del soggetto venditore con cui è stata fatta una convenzione. La principale caratteristica quindi è che il prestito personale può essere domandato da chiunque senza la necessità di giustificare il motivo per cui lo si utilizza. Un’altra caratteristica è che manca una garanzia rappresentata dalla presenza di un bene e servizio che possa proteggere dall’insolvenza del debitore, pertanto il finanziatore assume un rischio maggiore rispetto al prestito garantito. L’erogatore normalmente è una banca o una società finanziaria specializzata, con il web che funge sempre più spesso da canale distributivo. Questo per accorciare i tempi rispetto ai canali tradizionali che però, vista la minore rischiosità, offrono normalmente condizioni più favorevoli.

 

Prestito personale: perché viene richiesto

Le ragioni per cui viene richiesto il prestito personale sono molteplici e, sebbene come detto l’erogazione non è collegata all’acquisto di un bene o servizio, di solito fanno riferimento ai seguenti fatti:

 

  • arredamento, ristrutturazione e acquisto di una casa;
  • liquidità per la propria attività aziendale;
  • matrimonio;
  • sostegno spese mediche;
  • viaggi e vacanze;
  • consolidamento debiti;
  • acquisto auto, moto, bicicletta;
  • acquisto PC o altri mezzi elettronici.

 

 

Prestito personale: il contratto e chi può richiederlo

Il contratto viene stipulato direttamente tra la banca o la finanziaria e il soggetto debitore, prevedendo la concessione di una certa somma di denaro da rimborsare a rate in un certo arco di tempo. Nelle condizioni contrattuali esplicitate il finanziarore deve essere chiaro e preciso, facendo comprendere pienamente tutte le caratteristiche e l’onerosità del contratto al finanziato. La legge stabilisce che quanto sottoscritto da entrambe le parti debba contenere i seguenti elementi:

 

  • la tipologia di finanziamento e l’ammontare dello stesso;
  • il numero, l’entità e la scadenza di ogni rata da rimborsare;
  • il TAN, ovvero il Tasso Annuo Nominale sul capitale espresso in termini percenuali su base annua;
  • il TAEG, ossia il Tasso Annuo Effettivo Globale che riguarda il costo complessivo del finanziamento in termini percentuali, comprendendo quindi tutti gli oneri accessori come ad esempio spese di istruttoria e assicurative;
  • le eventuali garanzie richieste.

 

Su quest’ultimo punto è bene ribadire che il prestito non è finalizzato, quindi di norma non vengono chieste garanzie, essendo sufficiente una fonte di reddito soddisfacente. In alcuni casi però l’istituto finanziario può chiedere conto al soggetto debitore di come verrà utilizzato il denaro, attraverso magari un preventivo delle spese. 

In altri casi, sebbene non venga effettuata una presentazione di garanzie reali come pegno e ipoteca su beni di proprietà, può succedere che il contratto preveda la cambializzazione di almeno una parte delle rate. La forma di garanzia più diffusa però è una fidejussione rilasciata da un terzo soggetto, solitamente una banca, che faccia da garante per il buon esito dell’operazione. 

Ciò avviene in particolare quando l’importo richiesto a prestito è abbastanza elevato e l’anzianità lavorativa da parte del richiedente non è alta. Alcuni istituti erogatori a volte cercano di cautelarsi facendo sottoscrivere prodotti assicurativi al debitore che coprono dal rischio morte o perdita del lavoro. Questo ovviamente finisce per gravare sull’onerosità del prestito.

Il prestito personale potrà essere richiesto di norma da tutte le persone di età compresa tra 18 e 70 anni, che sono in grado di rimborsare la somma erogata. Quindi sarà necessario esibire la busta paga e il cedolino della pensione nel caso rispettivamente di lavoratori dipendenti e pensionati, la dichiarazione dei redditi qualora si tratti di lavoratori autonomi. 

 

Come viene erogato e rimborsato

Solitamente l’importo richiedibile non supera i 30.000 euro e dovrà essere restituito in un tempo che va da 12 a 120 mesi. Ovviamente più lungo è il termine del contratto, minore sarà l’entità della rata periodica da rimborsare. In via generale la somma erogata viene accreditata direttamente sul conto corrente del richiedente, mentre il pagamento delle rate può avvenire o attraverso l’addebito periodico sempre sul conto, oppure tramite l’emissione di bollettini postali. Qualora una rata sia in ritardo, l’ente erogatore del prestito avvisa il debitore con un preavviso di iscrizione, ossia che il suo nome potrà essere comunicato alle Centrali Rischi come protestato. Nel caso in cui una rata non venga pagata, ciò comporta l’inadempienza del debitore, con la conseguenza che la banca o la finanziaria possono recedere dal contratto. In tale circostanza il soggetto inadempiente si vedrà richiesto il pagamento delle somme dovute, maggiorate degli oneri incorsi per il recupero delle stesse e di possibili penali previste dal contratto. Inoltre, gli interessi verrebbero aumentati con l’applicazione di una mora e il nominativo del debitore potrebbe essere segnalato tra i cattivi pagatori alle Centrali Rischi, che a loro volta condivideranno le informazioni con altri istituti.

 

Prestito personale: estinzione anticipata

Il debitore ha sempre la facoltà di estinguere in via anticipata il contratto di finanziamento rispetto alla scadenza. Chi sceglie questa formula dovrà rimborsare il capitale ancora da corrispondere e una penale che non potrà superare però l’1% dell’importo totale prestato. Nel caso in cui il contratto non specifica l’importo del capitale residuo dopo ogni rata pagata, la somma da rimborsare verrà calcolata come valore attuale di tutte le rate non ancora scadute alla data del rimborso anticipato.

 

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