Ford Motor, il colosso Usa dell’auto, ha recentemente comunicato al mercato l’intenzione di interrompere la produzione di diversi modelli di auto elettrica e allo stesso tempo di essere costretta alla svalutazione complessiva di 19,5 miliardi di dollari per coprire i costi legati a questa decisione. “Invece di spendere altri miliardi per grandi auto elettriche che non hanno più alcuna possibilità di redditività, investiamo questo denaro in settori con rendimenti più elevati”, ha affermato Andrew Frick, responsabile della divisione Ford per i motori a combustione interna e le auto elettriche.
Lo storico gruppo statunitense, con sede nel Michigan, intende così concentrarsi maggiormente sui modelli con motore a combustione interna e ibrido, e fermerà la produzione di modelli chiave dell’elettrico, segnando un punto di svolta nella transizione energetica dell’industria automobilistica globale.
Questo cambio di rotta arriva in un momento in cui il mercato Ev americano ha subito un rallentamento significativo, con vendite in calo e incentivi governativi ridotti dall’amministrazione Trump. In particolare, il taglio dei crediti fiscali federali per l’acquisto di veicoli elettrici negli Stati Uniti ha influito pesantemente sulla propensione dei consumatori a scegliere modelli a batteria più costosi.
Ford, le quotazioni in ribasso puntano verso il supporto sul livello 12,50
Quotate sul mercato statunitense NYSE, le azioni Ford sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di venerdì (+1,68%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 13,39, per poi andare a chiudere poco distante sul finale a quota 13,34.
Partendo la minimo relativo battuto lo scorso 9 aprile sul livello 8,44, i titoli Ford hanno drasticamente invertito la propria rotta con un prolungato movimento rialzista, sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente, pur effettuando fisiologici ritracciamenti periodici, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente in area 14 dollari (doppio massimo daily del 24 ottobre e 16 dicembre).
Da quel momento i corsi stanno subendo un lieve storno che ha buone probabilità di accelerare al ribasso nelle prossime sedute, con l’obiettivo di raggiungere presto il primo supporto individuabile a quota 12,50, dove transita anche la già citata linea di tendenza dinamica che ha sostenuto le quotazioni in questi ultimi mesi. Solo a quel punto sarà conveniente entrare nuovamente a mercato essendo Ford ritornata ad essere una buona occasione di acquisto.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 13,32 con target nell’intorno dei 13,74 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 13,06 con obiettivo molto vicino al livello 12,50. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati negativi dalla scorsa ottava. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 51.

L’andamento di breve termine delle azioni FORD









