Bitcoin: 3 catalizzatori per la ripartenza delle quotazioni - Borsa e Finanza

Bitcoin: 3 catalizzatori per la ripartenza delle quotazioni

Bitcoin: 3 catalizzatori per la ripartenza delle quotazioni

Bitcoin è letteralmente naufragato dal suo massimo valore storico del novembre 2021, quando era arrivato a ridosso dei 69.000 dollari. Da allora ha perso oltre il 70%, accompagnato dal calo di tutto il mercato crittografico. Il fuoco sacro che guidava le scelte degli investitori fino a poco tempo fa sembra essersi incredibilmente spento, alla luce di un quadro generale che è radicalmente mutato. Molti si sono allontanati dalle attività a rischio, a mano a mano che le Banche centrali alzavano i tassi d’interesse e soffiavano più forti i venti di recessione. Tutto ciò in tandem con lo scoppio della guerra Russia-Ucraina, che ha trasferito incertezza agli operatori di mercato. Da questo è emerso che Bitcoin non può mai funzionare come asset rifugio, a differenza di quanto invece hanno sostenuto finora i più accaniti fan della criptovaluta. Tantomeno può servire a proteggere dagli effetti inflazionistici, essendo privo di vero valore intrinseco, come ha sempre affermato finora Warren Buffett.

 

Bitcoin: ecco come il prezzo potrebbe risalire

I maggiori detrattori di Bitcoin ritengono che la bolla sia finalmente scoppiata e i nodi siano venuti al pettine. Seguendo tale linea, è difficile immaginare in questo momento come le quotazioni possano risollevarsi dal fondo e ripartire per un nuovo rally. Tuttavia, in realtà vi sono tre catalizzatori che potrebbero giocare a favore della principale moneta virtuale.

Il primo riguarda il miglioramento del quadro macroeconomico generale. Ormai è apparso chiaro che il timore del deterioramento dell’economia determinato dalla politica aggressiva della Federal Reserve abbia spaventato gli investitori sulle attività a rischio come le azioni e le criptovalute, vista l’alta correlazione tra i due assets. Le prospettive per i prossimi mesi non sono delle migliori, in quanto l’inflazione USA si sta mostrando sempre più calda e la Fed dovrà alzare ancora di molto il costo del denaro. La speranza è che nel frattempo dai dati dell’economia sopraggiungano buone notizie, con conseguenti benefici per le quotazioni di Bitcoin.

Secondo CK Zheng, co-fondatore di un hedge fund focalizzato sulla criptovaluta ZX Squared, il mercato crittografico si stabilizzerà se l’inflazione e l’economia saranno sotto controllo e non si manifesterà una recessione grave. Dello stesso avviso è Vijay Ayyar, Vicepresidente dello sviluppo aziendale e internazionale presso l’exchange di criptovalute Luno, che ha affermato che segnali in questo e nei prossimi mesi positivi sul fronte inflazionistico ed economico darebbero una maggiore fiducia al mercato che si sia raggiunto il fondo.

Il secondo fattore fa riferimento alla leva finanziaria. Questa dovrebbe ridursi dopo quanto successo negli ultimi mesi con la bancarotta di alcuni grandi operatori crittografici. L’ultimo della lista è stato Celsius, il prestatore di criptovalute che ha presentato istanza di fallimento, dopo che per settimane ha congelato i prelievi da parte degli investitori. L’operatore riceveva in deposito le criptovalute riconoscendo al cliente un tasso di interesse fino al 18%. Le monete poi venivano girate a soggetti che a loro volta prendevano in prestito per speculare sull’andamento delle cripto, pagando un interesse ben superiore. La differenza di interessi costituiva il guadagno per Celsius. Il meccanismo ha funzionato fino a quando le criptovalute sono cresciute di valore, ma con il crollo degli ultimi mesi tutto il sistema è saltato.

Il default di Celsius segue quello dell’azienda d’investimento crittografico Three Arrows Capital, che prendeva a prestito per investire nelle valute digitali, e del broker Voyager Digital, trascinato a fondo proprio da Three Arrows il quale non ha restituito un prestito di 670 milioni di dollari. L’uscita di scena di operatori che mettevano in moto il meccanismo della leva finanziaria probabilmente comporterà un certo deleveraging del sistema e maggiore stabilità. Zheng reputa che “non si sa se sia completo o meno tale processo, ma di certo eliminerà i giocatori deboli”.

Il terzo fattore concerne le fasi di trading. Una potrebbe essere quella dove il prezzo di Bitcoin scende ancora spazzando via le ultime mani deboli rimaste e poi risale con forza. Ayyar osserva che ciò sia avvenuto a marzo 2020, quando arrivò la pandemia. Nell’occasione la cripto scese di oltre il 30% in un giorno, per poi risalire in maniera costante nelle settimane successive. Un’altra fase potrebbe essere quella chiamata di accumulo, dove Bitcoin scende e si posiziona in un intervallo di trading, prima di ripartire. Secondo Zheng, tale intervallo potrebbe essere compreso tra 13.000 e 15.000 dollari.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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