Come funzionano donazioni e prestiti tra familiari: le regole
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Come funzionano donazioni e prestiti tra familiari: le regole

Come funzionano i prestiti tra familiari

Anche quando si effettuano dei prestiti o delle donazioni tra familiari è necessario rispettare alcune regole. No, in questa sede non vogliamo andare a minare la fiducia che si può avere nei confronti di un fratello, di un figlio o di un qualsiasi altro congiunto. Ci permettiamo, semplicemente, di suggerire quelle regole che permettono di fare delle donazioni ad un figlio o di fare un prestito ad un fratello rispettando la legge. In modo che non si aprano spiacevoli contenzioni con il fisco.

Per facilitare questo tipo di operazioni, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione una tabella particolareggiata con aliquote e franchigie per trasferire denaro tra parenti. Attenzione, però, le cifre variano in base ai vari gradi di parentela. Nella maggior parte dei casi, comunque, è possibile affermare che le donazioni, il cui importo superi il milione di euro, sono soggette ad un’aliquota del 4%.

Nel momento in cui si effettua una regalo in denaro e la somma sia cospicua, è sempre opportuno recarsi da un notaio per ufficializzare l’operazione. Quando gli importi sono modesti, invece, è possibile optare per un prestito tra familiari, che non è mai sottoposto ad una verifica o ad una tassazione. Ma vediamo come funziona questa operazione.

Senza dubbio un prestito tra familiare è un modo per trasferire del denaro tra genitori e figli, senza che questo passaggio sia soggetto ad una ritenuta. Il prestito, però, deve essere infruttifero: non vi devono maturare degli interessi.

Per concludere l’operazione alla perfezione, comunque, è necessario mettere tutto per iscritto: è necessario indicare che si tratta di un prestito infruttifero ed è indispensabile elencare le condizioni. Per procedere con la registrazione della data si possono scegliere diverse opzioni: è possibile registrare l’atto privato presso l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate: in questo caso sarà necessario applicare una marca da bollo da 16 euro. In alternativa è possibile inviare una PEC o una raccomandata senza busta.

 

Prestiti tra familiari, quali somme non si possono superare?

Quando si effettuano dei prestiti tra familiari, quali cifre non possono essere superate? A questa domanda si può rispondere in modo molto chiaro: la legge non prevede alcun limite. Questo significa, in estrema sintesi, che si possono prestare quanti soldi si vuole. Nel caso in cui una persona avesse a disposizione una cifra del genere, potrebbe prestare ad un figlio anche un milione.

Gli istituti di credito, a differenza dei privati, hanno dei criteri di rating da rispettare. Devono, quindi, seguire delle regole molto precise e ben dettagliate per garantire la stabilità del sistema bancario. Solo per fare un esempio: nel caso in cui viene rilasciato un mutuo fondiario, l’importo erogabile non può superare l’80% del valore del bene sul quale viene iscritta l’ipoteca.

Diverso è il discorso che riguarda i privati: i prestiti tra familiari non hanno limiti. Si possono prestare quanti soldi si vogliono. In fondo, ognuno può fare dei propri soldi ciò che vuole.

 

Quali causali utilizzare per bonifici tra familiari

Se da un lato non ci sono limiti per quanto riguarda gli importi che costituiscono i prestiti tra famigliari, altro discorso, invece, è quello che riguarda la causale del bonifico. Questo è un capitolo particolarmente importante, a cui è necessario stare attenti.
Le somme che i genitori possono bonificare ad un figlio, ad esempio, potrebbero apparire come lesione dei diritti ereditari degli eventuali fratelli. O, addirittura, nel caso in cui chi dovesse percepire questi fondi è un libero professionista, possono apparire dei ricavi in nero, che, almeno formalmente, è stato fatto passare come prestito o come donazione da parte di un parente.

Purtroppo non esistono delle indicazioni precise e ben delineate per redigere quella che potrebbe essere la causale perfetta. Soprattutto quando si deve disporre un bonifico a favore di un parente o di un amico: anche in questo la legge non dà alcuna indicazione precisa circa la causale. È, comunque, importante, per non avere problemi con l’Agenzia delle Entrate o con il tuo stesso parente, indicare una causale precisa e corretta. Ricordiamo che ogni movimento bancario deve sempre essere giustificato, anche perché è pur sempre un sistema tracciabile.

Ma quale causale è possibile utilizzare? Nel caso in cui si sia effettuato un bonifico tra familiari ed il suo importo di modico valore, sarà possibile indicare la dicitura: prestito infruttifero per la persona XXX. Nel caso in cui non si dovesse indicare che si tratta di un prestito, il fisco potrebbe pensare che il beneficiario stia ricevendo una somma che si è dimenticato di inserire nella dichiarazione dei redditi. Un ulteriore suggerimento, per evitare problemi con l’amministrazione tributaria, è quello di redigere una scrittura privata, con una data certa. Questa scelta è importante quando si trasferiscono degli importi di particolare valore.

 

Come trasferire il denaro per prestiti tra familiari infruttiferi

Non ci sono particolari formalità da seguire, nel momento in cui si effettua un prestito tra familiari. Quindi è sufficiente redigere un atto privato e provvedere ad inviarlo tramite una raccomandata: in questo modo si certifica la data di stipula. In alternativa è possibile recarsi all’Agenzia delle Entrate con una marca da bollo da 16 euro per registrare l’atto.

Il trasferimento del denaro deve avvenire in maniera tracciabile, nel momento in cui si superano i limiti previsti dalla legge. Quindi il modo migliore per effettuare un prestito infruttifero tra parenti è attraverso un bonifico.

 

Si pagano le tasse su donazioni e prestiti tra parenti?

Ci sono delle tasse da pagare quando si effettuano delle donazioni? Sì, e variano in base ai soggetti beneficiari di questi importi e in base alle somme che sono state trasferite. Vediamo quali sono:

  • regali effettuati a moglie, marito, genitori e figli: non sono tassati se rimangono sotto la soglia del milione di euro. Da questa cifra in poi si applica l’aliquota del 4%;
  • sodi regalati a sorelle e fratelli: in questo caso la franchigia per la non tassazione è a 100.000 euro. Oltre questa cifra vengono tassati al 6%;
  • parenti fino al quarto grado: qualsiasi donazione è tassata al 6%;
  • amici ed estranei: tutte le donazioni sono tassate all’8%.

 

Nel caso in cui i beneficiari di una donazione siano dei soggetti portatori di handicap, la franchigia è fissata a 1.500.000 euro. L’aliquota, per gli importi superiore, è variabile in base al grado di parentela.

 

Le donazioni di un immobile

Quando si effettua la donazione di un immobile, invece, è obbligatorio recarsi da un notaio. In questo caso i costi da sostenere sono quelli relativi al compenso del professionista e delle relative imposte. La normativa italiana, in questo caso, prevede alcune franchigie per quanto riguarda le tasse, che sono condizionato dai gradi di parentela e si articolo nei seguenti modi:

  • franchigia è di 1.500.000 euro, per coniugi o parenti in linea retta, quindi figli;
  • franchigia è di 100.000 euro, per fratelli o sorelle;
  • franchigia di 1.500.000 euro, per i soggetti portatori di handicap.

 

Oltre queste franchigie si devono pagare le tasse secondo queste aliquote:

  • 4%: per i coniugi e i parenti in linea retta;
  • 6%: per i fratelli e le sorelle;
  • 6%: per i parenti fino al quarto grado, senza franchigia;
  • 8%: per altre persone, senza franchigia.

 

Inoltre, sono dovute anche:

  • l’imposta catastale, pari al 1% del valore;
  • l’imposta ipotecaria, pari al 2% del valore.

AUTORE

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Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo, giornalista, ha una laurea in materie letterarie ed ha iniziato ad occuparsi di economia fin dal 2002, concentrandosi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i suoi interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrive di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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