La successione di un conto corrente è un passaggio che molti si trovano ad affrontare dopo la perdita di una persona cara. Tra gli aspetti più rilevanti in questo senso c’è senza dubbio la tassa di successione, un onere fiscale che può incidere notevolmente sulle finanze degli eredi. Scopriamo insieme i dettagli della tassa di successione sul conto corrente, come affrontare il processo ereditario e cosa accade nei casi di conto corrente cointestato.
Cos’è la tassa di successione sul conto corrente e a quanto ammonta
La tassa di successione sul conto corrente è un’imposta che colpisce il trasferimento delle somme depositate in banca al momento del decesso del titolare. Regolata dalla normativa fiscale italiana, varia in base al grado di parentela tra il defunto e gli eredi, oltre che al valore complessivo dell’eredità.
Per coniugi e parenti in linea retta, come figli e genitori, l’aliquota è fissata al 4% con una franchigia di 1 milione di euro per ciascun erede. In pratica, patrimoni al di sotto di questa soglia non sono soggetti all’imposta. Fratelli e sorelle pagano il 6% con una franchigia di 100.000 euro. Per altri parenti fino al quarto grado e affini, l’imposta è del 6% senza franchigia. Gli altri soggetti sono invece tassati con un’aliquota dell‘8%, franchigia esclusa.
Le banche, in qualità di sostituti d’imposta, bloccano automaticamente i conti intestati al defunto fino a quando non viene presentata la dichiarazione di successione. Tale adempimento è essenziale per regolarizzare la situazione fiscale e consentire lo sblocco delle somme.
Come affrontare la successione del conto
Affrontare la successione ereditaria del conto corrente richiede attenzione e una gestione oculata dei vari passaggi burocratici. Il primo step è ottenere il certificato di morte e verificare l’eventuale presenza di un testamento della persona venuta a mancare. Successivamente è necessario presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate in cui sono indicati tutti i beni ereditati, conti correnti inclusi.
Per compilare la dichiarazione è indispensabile richiedere alla banca il saldo del conto corrente al momento del decesso. Questo documento deve essere presentato entro 12 mesi dalla morte. Solo dopo aver completato la procedura, la banca può sbloccare il conto e suddividere le somme tra gli eredi.
Se gli eredi sono più di uno, la suddivisione del denaro segue le disposizioni del testamento o, in assenza di quest’ultimo, le regole della successione legittima. Il consiglio è di affidarsi a un notaio o a un consulente esperto per avere una panoramica chiara delle operazioni da eseguire e per prevenire possibili conflitti tra gli eredi.
Come funziona per il conto cointestato
I conti correnti cointestati presentano dinamiche particolari quando si tratta di successione. La prima distinzione da fare è tra cointestazione a firme congiunte e a firme disgiunte. Nel primo caso ogni operazione richiede il consenso di tutti i cointestatari, mentre nel secondo ogni titolare può operare in autonomia.
Alla morte di uno dei cointestatari, la quota del defunto entra a far parte dell’asse ereditario e viene trattata secondo le regole della successione. Ad esempio, in un conto cointestato tra due persone, la metà del saldo è considerata parte del patrimonio del defunto, salvo accordi diversi tra i cointestatari.
Anche i conti cointestati vengono bloccati dalla banca fino alla presentazione della dichiarazione di successione. Tale blocco può creare disagi per i superstiti, che potrebbero trovarsi in difficoltà nell’accedere alle somme necessarie per le spese quotidiane o funerarie. Ciononostante, alcune banche consentono un accesso parziale ai fondi per fronteggiare urgenze, garantendo un minimo di liquidità.









