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CRO e TRN: cosa sono e a che servono questi codici

CRO e TRN: cosa sono e a che servono questi codici

Cosa sono i codici CRO e TRN? A cosa servono? Quando viene effettuato un bonifico bancario potrebbe essere necessario verificarne la veridicità, sia che il trasferimento avvenga in forma cartacea che con modalità online. A questo riguardo esistono 2 codici, che sono riportati nella ricevuta dell’avvenuta esecuzione del bonifico e che svolgono una funzione fondamentale: il CRO e il TRN. Entrambi non sono la prova che la somma di denaro trasferita sia stata effettivamente versata, ma attestano che l’operazione sia stata realmente effettuata. 

In sostanza, permettono di verificare l’esistenza del bonifico e spesso vengono richiesti dal destinatario al mittente come prova dell’avvenuto trasferimento del denaro. Infatti, ogni CRO e TRN sono diversi dagli altri, perché distinguono le transazioni che vengono eseguite in maniera più rapida. Hanno una funzione importante soprattutto quando vi sono ritardi nel completamento del passaggio dei fondi e si ricorre all’istituto di credito per ulteriori indagini. Vediamo quindi più nel dettaglio cosa sono e le loro caratteristiche.

 

 

Codice CRO: definizione e caratteristiche

Il Codice Riferimento Operazione, il cui acronimo è CRO, è una stringa di 11 caratteri numerici che vengono rilasciati dall’istituto bancario attraverso cui si effettua il bonifico. Se l’operazione però viene effettuata con Poste Italiane, tale codice sarà composto da 15 cifre, dove le prime 4 sono costituite dalla serie 7601 che identifica l’istituto, mentre le successive 11 seguono le regole che valgono per tutte le banche. 

Al riguardo è molto importante fare una distinzione tra bonifici area SEPA e bonifici extra area SEPA. SEPA sta per Single Payment Euro Area e concerne solo i trasferimenti di denaro all’interno dell’Unione Europea e con valuta espressa in euro. Mentre per quel che attiene le transazioni extra SEPA, esse avvengono con Paesi fuori dall’UE e con valuta espressa in divise diverse dalla moneta unica. Nel primo caso il CRO è incorporato nei 30 numeri del codice TRN, nel secondo caso invece è separato.

 

Codice TRN: definizione e caratteristiche

Il Transaction Reference Number, il sui acronimo è TRN, svolge la stessa funzione del CRO e lo ha in sostanza sostituito nel 2016, quanto vi è stata l’introduzione dei bonifici SEPA. Il codice è composto da 30 caratteri alfanumerici, dove i primi 16 sono solo numeri e dal sesto al sedicesimo viene riportato il codice CRO. Gli ultimi 2 caratteri sono costituti esclusivamente da lettere. 

Il TRN rappresenta il modo più sicuro ed efficace affinché una transazione riesca e la stessa venga identificata in maniera univoca. Inoltre serve per verificare l’autenticità e la correttezza formale dell’operazione eseguita. Ha infine una certa rilevanza sotto il profilo fiscale quando è necessario individuare il versamento a un destinatario che usufruisce di alcune agevolazioni d’imposta.

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Redazione

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