Energie rinnovabili: le prossime 6 grandi scommesse future

Energie rinnovabili: le prossime 6 grandi scommesse future

Energie rinnovabili: le prossime 6 grandi scommesse future

Il tema delle energie rinnovabili è esploso in questi ultimi anni, con gli impegni di tutti i Paesi del pianeta per abbattere le emissioni di CO2 nell’emisfero terrestre, staccandosi in questo modo dai combustibili fossili. Tuttavia, il percorso è diventato più accidentato da quando è scoppiata la guerra Russia-Ucraina, la quale ha fatto emergere un’esigenza di fabbisogno energetico che non può prescindere anche dalle sostanze inquinanti. 

Nel contempo però è venuto a galla quanto pericoloso sia dipendere da un Paese come la Russia dal punto di vista energetico e quanto di conseguenza vi sia ancora di più la necessità e l’urgenza di trovare fonti di energia alternativa a gas e petrolio. Le energie rinnovabili ancora non sono sufficienti per coprire la domanda, ma se ne stanno sviluppando di nuove e con tecnologie assolutamente innovative. Alcune sono in fase sperimentale, mentre altre hanno già fatto il passaggio alle dimostrazioni commerciali. Ecco quali sono i più recenti sviluppi.

 

Turbine impilate

La struttura è stata sviluppata dalla società norvegese Wind Catching Systems e si basa sull’energia catturata dal vento su una piattaforma galleggiante nel fondo dell’oceano a circa 50 miglia dalla costa, alta 1.000 piedi e composta da 126 turbine impilate. 

L’energia generata dovrebbe essere maggiore di 5 volte quella di una turbina eolica da 15 MW, attraverso la rotazione di 360 gradi dell’unità per catturare il vento da ogni direzione e inviare energia a riva per mezzo di linee di trasmissione sottomarine. Il primo prototipo sarà costruito nel Mare del Nord nel 2023 ed è prevista la commercializzazione nel Regno Unito.

 

Potenza dell’aquilone

La compagnia elettrica tedesca SkySails Group sta sviluppando aquiloni che volano a un quarto di miglio da terra e sono in grado produrre energia attraverso lo srotolamento di un cavo collegato a un generatore che converte la forza del cavo stesso in elettricità. Gli aquiloni più grandi sono di quasi 1.940 piedi quadrati e possono generare fino a 200 KW di potenza. 

L’azienda ha già installato alcuni aquiloni pilota nell’Oceano Indiano e dal 2023 conta di effettuare il lancio commerciale, sperando nel frattempo di riuscire ad aumentare sia le dimensioni dell’aquilone che l’altitudine, in quanto ad altezze maggiori la quantità di energia sprigionata cresce.

 

Energia dalle maree

La società scozzese Orbital Marine Power ha progettato una turbina di marea galleggiante denominata Orbital O2 che sfrutta l’energia cinetica derivante dal naturale aumento e diminuzione delle maree. La turbina, posizionata al largo delle Isole Orcadi, ha una lunghezza di 236 piedi e rotatori di circa 65 piedi di diametro con gambe che affondano nelle onde. 

Un cavo sottomarino la collega alla rete locale ed è in grado di alimentare energia per 2.000 case nel Regno Unito, eliminando così oltre 2.400 tonnellate di carbonio all’anno. Questa tecnica risolve anche il problema dell’alto costo di costruire e mantenere turbine sul fondo del mare per generare energia.

 

Energia delle onde

La compagnia svedese Eco Wave Power sta progettando un sistema per sfruttare l’energia delle onde dalla riva attraverso dispositivi galleggianti lunghi 10 piedi attaccati a moli e strutture marine. I galleggianti inviano un fluido pressurizzato che serve per azionare un generatore che, attraverso le linee di trasmissione esistenti, trasferisce energia alla rete. Per produrre energia la tecnica richiede meno di 2 piedi d’acqua e quindi potrebbe in teoria essere installata ovunque. 

Qualora le onde diventano troppo agitate, i dispositivi si bloccano verso l’alto sopra la linea di galleggiamento. Una struttura da 100 KW è stata aperta nel 2016 a Gibilterra e sarà trasferita a Los Angeles prossimamente. Inoltre, la società prevede entro la prima metà del 2022 di collegare un’altra centrale a Jaffa, in Israele, nonché di costruire impianti nel New Jersey, in California e in Portogallo.

 

Energia geotermica

Vi sono diverse centrali geotermiche che sfruttano pozzi perforati fino a 2-3 miglia nella crosta terrestre per generare energia attraverso il calore della Terra e gli elementi radioattivi in decomposizione. Le risorse idrotermali vengono poi reimmesse nel terreno una volta eseguito il processo di raffreddamento. 

In USA esistono oltre 60 impianti geotermici in grado di fornire fino a 4 GW di elettricità, alimentando più di 1 milione di case. In particolare le aree sfruttate sono la California e il Nevada dove vi sono punti geotermici caldi come geyser e vulcani.

 

Energia solare

Alcuni progetti sperimentali mirano a raccogliere la luce solare, dove il sole splende, per trasferirla a terra, risolvendo in questa maniera il problema dell’intermittenza della potenza del sole determinata dalla variazione del tempo, dal cambio di stagione e dalle ore notturne. La trasmissione avviene in modalità wireless attraverso microonde o raggi laser da satelliti in orbita alle stazioni di ricezione collegate alla rete elettrica. 

Il meccanismo è stato già testato dall’US Naval Research Laboratory nel 2021, inviando 1,6 kw su una distanza di 0,6 miglia. Altri Paesi hanno espresso interesse rispetto a questa forma di generare energia, come Australia, Russia, Giappone e Cina.

 

Post correlati

PayPlug: cos’è la soluzione di pagamento per le PMI

Stripe: cos’è e come funziona la piattaforma per inviare e ricevere pagamenti

Libretti postali dormienti: come evitarne l’estinzione

UnipolMove: cos’è e come funziona lo sfidante di Telepass

Tassi ipotecari alle stelle? Ecco come stanno reagendo i mutuatari in USA

Lascia un commento