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Europa: recessione alle porte con la crisi energetica, quanto grave?

Europa: la crisi energetica non farà evitare una recessione

L’Europa sta facendo i conti con uno dei periodi più difficili della sua storia. La crisi energetica che alimenta l’inflazione rischia di portare a una grave recessione da cui il Vecchio Continente potrebbe far fatica a rialzarsi. Il caro energia sta seriamente mettendo in difficoltà le famiglie e le imprese. Le sorti delle seconde vanno ulteriormente a incidere su quelle delle prime. Infatti, gli altissimi costi energetici che le aziende dovranno sostenere per l’aumento del prezzo del gas potrebbero comportare un ridimensionamento delle attività, con il taglio della forza lavoro. Questo sarebbe un colpo mortale per molte famiglie che faticano a sostenere il pagamento delle bollette, dal momento che si ritroverebbero prive di una fonte di reddito.

L’Europa sta cercando disperatamente una soluzione alla crisi energetica e nei prossimi giorni si prevede un meeting di emergenza per affrontare il problema. Oggetto della discussione saranno sicuramente i razionamenti del consumo del gas e un eventuale tetto al prezzo del combustibile. Nel primo caso, se ciò potrebbe essere poco doloroso per le famiglie, per le imprese invece significherebbe limitare l’attività produttiva con conseguenti perdite. A cosa potrebbe portare tutto questo? La sensazione è che se da un lato si contiene il problema, dall’altro lato se ne crea uno ulteriore.

Qualora si decida di stabilire un prezzo massimo per il gas, bisognerà vedere quanto ciò sia effettivamente attuabile. In altri termini: quanto si corre il rischio di rimanere a corto di forniture, soprattutto se la Russia troverà canali alternativi di smercio della materia prima? L’impressione è che l’Europa sia in questo momento come un navigatore senza stelle, assalita da molte incertezze e con una sola vera certezza: la dipendenza ancora molto forte da Mosca e dai capricci di Putin sulle forniture di gas.

 

Europa: per gli analisti la crisi energetica porterà alla recessione

Se in questo momento si sta parlando di una possibile grave recessione nei prossimi mesi, gli economisti di UBS ritengono che l’Europa sia già entrata in una recessione superficiale che durerà fino alla fine dell’anno. Le previsioni della banca svizzera sono per una contrazione dell’economia dello 0,1% nel terzo trimestre e dello 0,2% nel quarto. Per quanto riguarda il 2023, UBS ha rivisto le stime di crescita, passate dall’1,2% allo 0,8%. La recessione è inevitabile secondo gli analisti, in quanto significativi aumenti dei prezzi dell’energia metteranno pressione ai consumi delle famiglie e agli investimenti fissi. Inoltre, gli esperti ritengono che il danno economico sarebbe molto peggiore se si dovesse ricorrere a un razionamento del gas.

L’analisi di UBS è molto simile a quella fatta da Morgan Stanley, che prevede dal quarto trimestre una riduzione dell’attività economica molto più consistente rispetto al passato. A giudizio della banca d’affari americana i prezzi più alti dell’energia e l’incertezza sulla catena di approvvigionamento energetico persisteranno fino all’inverno del 2023. Tuttavia, la nota lieta deriverà da una “ripresa susseguente alla crisi che sarà guidata da investimenti pubblici e privati”, sostengono gli analisti dell’istituto finanziario statunitense.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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