Factoring: cos'è, come funziona e perché è importante

Factoring: cos’è, come funziona e perché è importante

Factoring: cos'è, come funziona e perché è importante

La necessità delle aziende di accedere ai finanziamenti è cresciuta negli ultimi anni, soprattutto in considerazione di eventi come il Covid-19 e la guerra Russia-Ucraina che hanno dato vita a crisi economiche gravi. Tra le modalità attraverso cui le imprese possono ottenere credito figura uno strumento divenuto sempre più indispensabile, ovverosia il factoring. Entriamo nel dettaglio per fare un po’ di chiarezza su questo mezzo di finanziamento, mettendone in luce le caratteristiche, il funzionamento e i vantaggi.

 

Factoring: definizione e caratteristiche

Il factoring è un contratto attraverso cui un’impresa cede dietro corrispettivo, a una società specializzata denominata factor, i propri crediti in essere e futuri, ottenendo in questo modo liquidità e una serie di servizi. Questi possono riguardare la contabilizzazione, la gestione, la riscossione e la garanzia dell’adempimento di tutti o parte dei crediti. I servizi aggiuntivi sono quelli che distinguono il factoring dalla cessione di credito tout court. Con tale operazione l’impresa cedente ottiene finanziamenti per sostenere la propria attività, mentre il factor guadagna dalla differenza tra la somma incassata dai debitori e l’importo anticipato al cedente per i crediti acquistati. Tale differenza sarà rappresentata dagli interessi, dalle commissioni e da uno scarto di garanzia.

Il factoring è un contratto atipico, regolato dalla legge n.52 del 1991. In base alla normativa, il factor deve essere una società o ente iscritto all’albo tenuto presso la Banca d’Italia relativo a banche e intermediari finanziari. Il cedente deve essere un imprenditore e i crediti devono riguardare contratti stipulati nell’esercizio dell’impresa.

La cessione dei crediti può avvenire in due modi: pro soluto e pro solvendo. Nel primo caso, se i debitori saranno insolventi alla scadenza, il rischio grava sul factor, che non potrà quindi avere alcuna pretesa nei confronti del cedente sull’anticipazione delle somme corrisposte. L’unica garanzia che l’impresa cedente deve dare è che il credito sia esistente. Nel secondo caso, l’insolvenza da parte del debitore grava tutta sul cedente, che sarà tenuto a restituire qualsiasi somma ricevuta dal factor a titolo di anticipazione e a corrispondere interessi e commissioni pattuiti.

 

Factoring: tipologie

Nell’ambito del factoring esistono diverse tipologie contrattuali, ognuna con delle caratteristiche distintive. Vediamo di seguito quali sono le principali:

 

Full factoring

Il full factoring consiste in un acquisto continuativo di crediti commerciali via via che vengono creati all’interno dell’azienda. In questa circostanza, il factor partecipa in maniera attiva al finanziamento dell’azienda e alla gestione della liquidità. Con tale modalità, tutte le componenti del factoring vengono comprese, tipo l’anticipazione del corrispettivo, la gestione dei crediti e la garanzia di pagamento da parte del debitore (pro soluto).

 

Maturity factoring

Il maturity factoring riguarda il pagamento dei crediti all’impresa cedente alla scadenza oppure a una data prefissata. Quindi non vi è un’anticipazione immediata del credito da parte del factor. In questo ambito, a volte il factor concede un’ulteriore dilazione ai debitori.

 

International factoring

L’international factoring fa riferimento a imprese cedenti che si trovano in Paesi differenti rispetto ai debitori. In questo caso, il factor svolge un importante ruolo per rendere più fluide le operazioni di aziende che sviluppano un’attività molto consistente con l’estero tramite importazioni ed esportazioni.

 

Reverse Factoring

Il reverse factoring è una modalità dove ad avviare la procedura è il debitore (da questo il termine reverse), che solitamente è una grande azienda o la Pubblica Amministrazione. Lo scopo è quello di permettere alle piccole imprese di ottenere finanziamenti in tempi rapidi. La caratteristica di questa tipologia di factoring riguarda l’alta credibilità da parte del debitore, per cui solitamente gli interessi corrisposti al factor risultano essere più esigui in virtù di un minor rischio di inadempienza.

 

Conclusioni

In genere le aziende che ricorrono al factoring sono piccole imprese che operano in settori dove la dilazione di pagamento è un aspetto cruciale della propria attività e quindi hanno bisogno di conciliare questo con le esigenze di liquidità. Spesso si tratta di imprese che fatturano alla pubblica amministrazione, il che determina tempistiche di pagamento non proprio rapidissime. Per questa ragione, la presenza di un factor che dispone di risorse finanziarie in grado di poter anticipare denaro riveste una grande importanza, potendo contare sul fatto che la figura pubblica costituisce la migliore delle garanzie. In questo modo tutto l’indotto viene agevolato, poiché i fornitori possono essere pagati puntualmente e non si corre il rischio di creare increspature nel sistema economico.

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Redazione

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