Investimenti e pensioni: cosa sono e come funzionano le rendite vitalizie

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

I consulenti finanziari non sono tutti concordi nel consigliare ai propri clienti di trasformare il proprio patrimonio in rendite vitalizie. Alcuni sono dell’idea che farlo dia un senso di sicurezza a un individuo, ma altri ritengono che questa non sia la soluzione più ottimale. Questi strumenti sono definiti anche “assicurazione di lunga vita“, però come tutte le formule finanziarie presentano un rovescio della medaglia che dovrà essere tenuto in debita considerazione.

 

In questo articolo:

 

  • Rendite vitalizie: definizione e caratteristiche
  • Rendite vitalizie: tipologie
  • Vantaggi e svantaggi

 

Rendite vitalizie: definizione e caratteristiche

Le rendite vitalizie sono contratti stipulati con una compagnia di assicurazione o un ente finanziario a cui un investitore versa una somma di denaro per garantirsi pagamenti periodici a intervalli regolari, solitamente per tutta la vita. Il principio di base è che il sottoscrittore della polizza fornisce un capitale iniziale alla compagnia assicurativa o all’ente finanziario e in cambio riceve un reddito fisso vita natural durante a partire da una certa data.

La contribuzione dell’investitore può essere unica o periodica. Nel primo caso il versamento dell’importo è una tantum o a “premio unico”. Questa modalità spesso è utilizzata da persone che vogliono convertire un tesoretto che hanno a disposizione in un flusso costante di reddito. Con la contribuzione periodica, invece, il contraente versa contributi regolari, solitamente a intervalli mensili o annuali, per un certo periodo di tempo.

In entrambe le circostanze, l’erogatore verserà la rendita a partire da una certa data, che può essere immediata come nel caso della conversione del premio unico oppure spostata in avanti, solitamente dopo il pensionamento. La funzione principale che esercitano queste rendite è quella di integrare la pensione o comunque come strumento di pianificazione finanziaria a lungo termine. 

 

Rendite vitalizie: tipologie

I contratti che è possibile stipulare tra il beneficiario della rendita vitalizia e l’ente erogatore sono diversi a seconda delle esigenze del contraente che riceve i pagamenti. Per questo esistono:

 

Rendita vitalizia semplice

La rendita vitalizia semplice è quella più comune, in cui il beneficiario è il contraente e l’importo viene erogato fino alla morte dello stesso. Una volta che ciò avviene, i versamenti dell’assicuratore o della società finanziaria si interrompono e le rendite non verranno trasferite agli eredi. Essendo che il contratto si estingue con il decesso dell’unico beneficiario, l’importo della rendita è più elevato rispetto ad altre soluzioni. 

 

Rendita vitalizia reversibile

Come variante vi è la rendita vitalizia reversibile, in cui c’è un beneficiario principale (il contraente) che percepisce la rendita fino alla sua morte e successivamente un secondo beneficiario (di solito un coniuge o un familiare) a cui viene trasferita la rendita. Questa formula risponde all’esigenza di non lasciare nulla al secondo beneficiario in caso di morte prematura. La garanzia ha un prezzo, ossia una rendita periodica più bassa.

La reversibilità può essere totale o parziale. In questo secondo caso, il secondo beneficiario può ricevere solo una parte della rendita originaria. È possibile stabilire una rendita certa per un periodo di tempo, con reversibilità se il beneficiario muore prima del termine garantito fino alla scadenza. Ad esempio, si può fissare una scadenza di 20 anni da quando il contraente inizia a percepire la rendita; se al decimo anno egli muore, per 10 anni il pagamento continua a essere effettuato agli eredi o ad altri beneficiari designati. 

 

Rendita a tempo determinato

Per quanto questo contratto sia poco comune, è possibile stabilire il pagamento per un periodo fisso di tempo. Quindi, anche se il beneficiario è ancora in vita dopo quel periodo, il versamento della rendita si interrompe.

 

Rendita variabile

Con il passare degli anni, l’inflazione riduce il potere d’acquisto dei pagamenti ricevuti. Per tale ragione, molti preferiscono acquistare rendite vitalizie variabili. Si tratta di rendite che garantiscono la possibilità di ottenere somme di denaro crescenti in funzione del tipo di strumenti di investimento scelti dai contraenti della polizza. Se vengono scelte le azioni, quando il mercato sale il valore delle rendite si comporta di conseguenza. Tuttavia, le rendite seguono lo stesso destino nel caso in cui il mercato scenda. Un’altra possibilità è legare esplicitamente le rendite vitalizie all’inflazione. Normalmente, in questa circostanza l’importo delle rendite periodiche sarà più ridotto nei primi pagamenti.

 

Vantaggi e svantaggi

Le rendite vitalizie offrono numerosi vantaggi, ma hanno anche punti deboli che vale la pena di sottolineare. Tra gli aspetti positivi si possono elencare:

 

  • garanzia di non dover sopravvivere ai propri soldi. La rendita vitalizia dà il beneficio di ricevere un reddito fisso per tutta la vita, senza preoccuparsi di non avere più una fonte di reddito o di esaurire i propri risparmi. Se si ha la fortuna di vivere più a lungo del previsto, è un grande vantaggio. In tal caso, tutto il rischio cade sulle spalle dell’ente che eroga la rendita;
  • previdenza integrativa. La pensione pubblica ormai non è più soddisfacente nella grande maggioranza dei casi e spesso non permette di vivere dignitosamente. Quindi, il flusso di reddito aggiuntivo permette di migliorare il proprio tenore di vita;
  • pianificazione ereditaria. Tramite la rendita reversibile, un soggetto può pianificare la distribuzione del proprio patrimonio agli eredi dopo il decesso. In questo modo, ha la possibilità di tutelare gli interessi economici dei familiari;
  • gestione del rischio di investimento. Il beneficiario otterrà una rendita fissa per tutta la vita, quindi non dovrà preoccuparsi delle oscillazioni di mercato nell’ambito della gestione degli investimenti del proprio patrimonio. In tal caso, è l’ente assicurativo o finanziario che sopporta il rischio di mercato dell’impiego del capitale;
  • flessibilità nelle contribuzioni. Il beneficiario può decidere liberamente se versare all’assicurazione o alla società finanziaria l’importo che verrà tramutato in rendita in un’unica soluzione oppure attraverso contributi periodici.
  •  

Ovviamente non è tutto rosa e fiori. Le rendite vitalizie presentano alcuni inconvenienti. Tra questi si possono citare:

 

  • rischio di morte prematura. A meno di non stipulare un contratto di rendita reversibile, c’è il rischio che gran parte del patrimonio venga trasferito alla società assicurativa o finanziaria in caso di morte prematura. La situazione è tanto più evidente quanto maggiore è il patrimonio del soggetto;
  • scarsa flessibilità nei consumi. Se dopo la stipulazione della polizza subentrano dei cambiamenti importanti nella vita del beneficiario tali per cui sono richieste delle spese significative (ad esempio per curarsi da una malattia), la rendita vitalizia non permette di accedere al capitale. Questo è un grosso limite via via che passano gli anni e le esigenze diventano più stringenti;
  • il peso dell’inflazione. Come si è visto, l’inflazione può essere un nemico delle rendite vitalizie, a meno che non si facciano contratti indicizzati al carovita. Soprattutto in periodi di elevata crescita dei prezzi, la percezione dell’importo periodico rischia di non garantire un buon tenore di vita;
  • elevati costi. Alcune rendite vitalizie possono essere molto costose, in quanto l’acquirente paga sia gli onorari e le spese della compagnia erogatrice, sia le commissioni di vendita degli agenti.
Immagine di Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari