Chi desidera investire in argento ha diverse possibilità da sfruttare sul mercato, che includono sia metodi diretti che indiretti. Prima di iniziare a vedere come fare, va però tenuta presente la natura peculiare della commodity argento, un metallo prezioso più volatile e accessibile dell’oro (è spesso definito the poor man’s gold, l’oro dei poveri), rifugio sicuro in tempi di incertezze economiche e turbolenze politiche globali per la sua capacità di resistere a inflazione e deflazione e al tempo stesso utilizzato in numerosi settori come la gioielleria, l’industria e l’elettronica.
Il World Silver Survey 2024 del Silver Institute rivela che nel 2023 il consumo mondiale di argento è arrivato a 36.000 tonnellate, con la domanda industriale che pesa per quasi il 60% sul totale. Pur venendone estratte imponenti quantità ogni anno, il fratello minore del giallo si rivela più adatto agli investimenti a breve termine e più influenzato da fattori macroeconomici. Ci sono diversi elementi che incidono sul suo prezzo e numerose possibilità per “scommettere sull’oro con leva”, come lo chiamano nel mondo del trading: l’acquisto di asset fisici, Etf, Etc e titoli minerari, la negoziazione attraverso Cfd, futures, prezzi spot e opzioni.
In questo articolo:
- Come fare per investire in argento
- Da cosa dipende l’andamento dell’argento
Come fare per investire in argento
È possibile investire in argento in maniera diretta o in maniera indiretta: nel primo caso, acquistando l’argento fisico in lingotti, in monete e in gioielli; nel secondo, puntando su prodotti finanziari come gli Etf e gli Etc sull’argento, le azioni di società minerarie o i derivati come i Cfd. Comprare fisicamente l’argento ha il triplice vantaggio della frazionabilità, dell’alta liquidità e della bassa correlazione con i mercati finanziari, ma pone il duplice problema dell’assenza di rendimento passivo (possedere argento non genera interessi o dividendi) e della conservazione fisica, soprattutto in quantitativi massicci.
L’alternativa è ottenere un’esposizione ai movimenti di prezzo dell’argento senza possedere direttamente l’asset fisico. Etf ed Etc sull’argento sono fondi quotati in Borsa che permettono di investire nel metallo prezioso senza averlo fisicamente. Con gli Etf si investe su fondi comuni che detengono argento reale in caveau o che replicano l’andamento di indici di materie prime, senza dover acquistare le attività sottostanti; con gli Etc si scommette su prodotti sintetici che replicano l’andamento del prezzo dell’argento tramite strumenti derivati come i futures.
Etf ed Etc Silver sono adatti a chi vuole diversificare il portafoglio, proteggersi dall’inflazione ed evitare i costi di stoccaggio e assicurazione rispetto al possesso fisico. Questi strumenti possono essere acquistati in qualsiasi Borsa regolamentata in cui sono quotati, nel caso dell’Italia su Borsa Italiana. Gli Etf si comprano come le azioni e le obbligazioni, tramite una banca o un broker. Per quanto riguarda gli Etc, è invece necessario aprire un conto titoli con un broker online o una Sim. Inoltre la selezione può variare a seconda del fornitore.
Anche i Cfd, ovvero i contratti per differenza, sono strumenti finanziari derivati che consentono agli investitori di puntare sul movimento dei prezzi dell’argento senza doverlo possedere fisicamente, avvantaggiandosi dei rialzi e dei ribassi dei prezzi. I prezzi spot, viceversa, consentono di investire sull’argento al suo valore corrente. Un’alternativa sono le opzioni vanilla, ossia contratti semplificati (come appunto il gusto del gelato alla vaniglia) che danno al titolare il diritto, ma non l’obbligo, di negoziare l’argento a un prezzo prestabilito, entro una certa scadenza o ad una determinata data. Le opzioni vanilla sono call e put: nel primo caso danno il diritto all’acquisto, nel secondo alla vendita.
C’è poi la possibilità di investire nelle azioni di società minerarie, ovvero aziende che operano nell’industria dell’estrazione e nei processi di trasporto, produzione, trasformazione e commercio dei metalli preziosi. I titoli minerari offrono un flusso di reddito attraverso dividendi e buyback e possono seguire l’andamento del prezzo dell’argento, anche se sono più volatili rispetto al suo prezzo. La scelta dipende dagli obiettivi del portafoglio. Naturalmente non mancano forti rischi, legati alla volatilità, alla dipendenza dai prezzi delle materie prime, all’impatto ambientale e alle tensioni sociali che l’estrazione scatena.
Da cosa dipende l’andamento dell’argento
Il prezzo dell’argento è determinato dalla domanda e dall’offerta globali, come accade in ogni mercato. Tuttavia, il suo andamento è molto più volatile rispetto a quello di altri metalli perché ha una varietà di usi diversi e di fattori economici che riescono ad influenzare il suo andamento. Il primo è l’utilizzo industriale, capace di generare una domanda costante che non dipende dagli investimenti. L’argento ha particolari proprietà chimiche e fisiche che l’industria sfrutta nelle sue applicazioni, non solo in gioielleria: elettronica, automotive, difesa, energie rinnovabili, medico e farmaceutico, chimico e alimentare.
A muovere il mercato dell’argento è ovviamente il suo status di bene rifugio: è un metallo scelto come riserva, quindi aumenta di valore nei periodi di crisi e incertezze e diminuisce nelle fasi di stabilità e crescita economica. Non bisogna poi trascurare il legame con il dollaro statunitense: l’argento è denominato in Usd e il metallo e la valuta hanno una relazione inversa. Se il dollaro si indebolisce, la commodity diventa più economica da acquistare: in questo caso, aumenta la domanda e di conseguenza il prezzo. Se il dollaro si rafforza, l’argento diventa più costoso: la domanda diminuisce e così il suo prezzo.
L’andamento dell’argento, infine, ha una correlazione con la domanda di altri metalli. I giacimenti d’argento si trovano soprattutto tra Messico (il principale produttore al mondo), Cina, Perù, Cile, Russia, Canada, Australia e Stati Uniti, ma il metallo non viene estratto da solo: si trova comunemente nel processo di estrazione di tutti gli altri metalli. Al tempo stesso, non è da sottovalutare il rapporto con l’oro, il tasso di cambio più antico della storia. La cosiddetta ratio oro-argento (Gsr, Gold Silver Ratio) è una metrica utilizzata per determinare il valore relativo dell’argento rispetto all’oro, basata su quante once d’argento servono per acquistare un’oncia d’oro.
Il Gsr serve a valutare se l’argento è considerato più costoso, equilibrato o conveniente rispetto all’oro. Se il rapporto aumenta, significa che l’oro è più costoso dell’argento; se diminuisce, l’argento diventa più costoso rispetto all’oro. Per molto tempo, il rapporto oro-argento ha oscillato tra la parità e 15,5: oggi la media è un valore compreso tra 40 e 80. Per esempio, il significativo aumento del prezzo dell’oro avvenuto tra il 2023 e il 2025 ha inevitabilmente influenzato anche il prezzo dell’argento, portandolo ai suoi massimi storici negli ultimi anni. In genere, il rapporto tende ad aumentare durante i mercati ribassisti dei metalli preziosi e a diminuire con mercati rialzisti. In ogni caso, per investire in argento è sempre consigliabile avere un approccio olistico e tenere in considerazione tutti gli indicatori che contribuiscono in modi diversi alla complessa formazione del suo prezzo sui mercati delle materie prime.








