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Kering trascina al ribasso il settore lusso, azione da vendere?

L'esterno di un negozio Gucci negli USA. Il marchio è controllato da Kering

Mercoledì scorso Kering, il colosso del lusso francese guidato da François-Henri Pinault, è arrivato a perdere nell’intraday in Borsa oltre il 14%, dopo il profit warning comunicato il giorno precedente a mercati chiusi. Il gruppo ha annunciato una previsione di calo delle vendite “di circa il 10%” nel primo trimestre del 2024, rispetto al primo trimestre dello scorso anno.

Una performance che, ha spiegato una nota del gruppo, riflette principalmente una discesa più marcata delle vendite di Gucci, in particolare nella regione Asia-Pacifico, che arriverebbe a perdere il 20% nel primo trimestre su base annua. Il colosso francese comunicherà ufficialmente i ricavi del primo trimestre 2024 il 23 aprile prossimo, a chiusura mercati, ma intanto il comparto è già in fermento.

A Piazza Affari, infatti, nella stessa giornata Brunello Cucinelli ha registrato un minimo a -3,5% e Moncler a -2.1%, dopo che la famiglia Rivetti, tramite il suo veicolo Grinta, ha venduto 3,23 milioni di azioni con uno sconto rispetto all’ultima chiusura. Anche Salvatore Ferragamo ha chiuso in negativo a -2%, dopo un crollo in apertura che ha raggiunto il -5,4%.

Secondo gli analisti di Citi, Kering potrebbe subire una revisione al ribasso delle stime di consenso, mentre l’inversione di tendenza del suo marchio principale Gucci potrebbe essere più lenta del previsto. L’avvertimento di Kering è un segnale piuttosto preoccupante per il settore del lusso. Le stime di consenso sugli utili erano già state ridotte dopo che Kering aveva dichiarato di aspettarsi un calo dell’Ebit quest’anno a causa degli investimenti previsti per rinvigorire Gucci e altri marchi, dicono gli analisti. Citi prevede che il consenso per l’Ebit e l’Eps per il 2024 sarà ridotto di circa il 15% solo a causa di Gucci.

 

Kering, le quotazioni sono in caduta libera e puntano al supporto in area 360

Quotato sul mercato Euronext di Parigi, il titolo Kering è decisamente impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-1,67%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 381,55, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un minimo a quota 366,70, andando a chiudere sul finale non distante a 368,95 euro.

Dopo il minimo toccato lo scorso 17 gennaio sul livello 343,40, l’azione ha ripreso a salire con forza realizzando un vero e proprio rally senza alcun fisiologico ritracciamento degno di nota. La corsa, però, si è arrestata in prossimità della resistenza presente quota 440, dove tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo si è manifestata una configurazione di doppio massimo.

Da quel momento i corsi, pur mantenendosi su valori elevati, hanno cominciato a muoversi in laterale all’interno di uno stretto trading range privo di spunti operativi interessanti. Il tutto fino alla débacle di mercoledì (profit warning sui conti trimestrali e consensus rivisti al ribasso per il 2024), che unitamente alla negatività protrattasi anche ieri, porterà molto probabilmente Kering a testare il supporto posto in area 360.

Sarà quest’ultimo il vero livello spartiacque per osservare il futuro comportamento del titolo. Una sua violazione, infatti, genererà una ulteriore accelerazione ribassista verso il già citato minimo di gennaio. Altrimenti, solo nell’immediato, non è da escludere invece un rimbalzo tecnico che vada a ricoprire almeno in parte il vistoso gap down di due giorni fa, rimasto ovviamente ancora aperto a quota 420,55.

Riguardo ai segnali di trading di breve periodo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 381,55 con target nell’intorno dei 400 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 366,70 con obiettivo molto vicino al livello 360. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da mercoledì. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipervenduto” vicino al livello 26.


L’andamento di breve termine del titolo KERING

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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