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Obbligazioni convertibili: boom di emissioni in USA nel 2023, ecco perché

Obbligazioni convertibili: boom di emissioni in USA nel 2023, ecco perché

Le obbligazioni convertibili sono state tra i pochi strumenti finanziari negli Stati Uniti che in termini di emissioni nel 2023 sono tornate ai livelli pre-pandemici. Secondo i dati forniti da LSEG, c’è stato un aumento della raccolta fondi a 48 miliardi di dollari, +77% rispetto al 2022, perché le società americane hanno adottato questa formula in un ambiente di alti costi di finanziamento conseguenti ai rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Questo risultato è stato ben al di sopra della media di 34 miliardi di dollari per il decennio fino al 2019. Tuttavia, si è rivelato inferiore se paragonato al biennio 2020-2021 in cui i tassi quasi a zero a causa della crisi pandemica avevano spinto le aziende a ricorrere al prestito più che in altri periodi.

Le obbligazioni convertibili sono titoli del reddito fisso che, rispetto ai bond tradizionali, danno la possibilità di essere convertite in azioni limitando il rischio di credito. Solitamente offrono interessi più bassi in confronto alle obbligazioni normali e gli azionisti della società emittente non vedrebbero l’immediata diluizione della propria quota di partecipazione nella società. Il boom di emissioni ha fatto risparmiare qualcosa in termini di costi del prestito agli emittenti, quindi è stato conveniente per i debitori. Michael Youngworth, strategist per le convertibili presso Bank of America, calcola che in genere questo tipo di bond sia in grado di ridurre di 2,5-3 punti percentuali il tasso di interesse del debito. Questo si traduce in un risparmio di svariati miliardi di dollari per le società che le emettono.

 

Obbligazioni convertibili: cosa aspettarsi nel 2024

Gli analisti ritengono che l’interesse per le obbligazioni convertibili potrebbe continuare anche nel 2024, perché le società sono sedute sopra una quantità di debito importante che giungerà a scadenza e ha bisogno di essere rifinanziato. Secondo un rapporto dello scorso anno dell’agenzia di rating Moody’s, le società investment grade negli Stati Uniti hanno un debito monstre di 1.260 miliardi di dollari che dovrà essere rifinanziato nei prossimi 5 anni, mentre quelle con rating “junk” sono pressate da un debito di 1.870 miliardi di dollari.

“Le obbligazioni convertibili rimarranno popolari perché c’è un enorme debito giunto a maturità. Nel 2020 e nel 2021, le aziende hanno emesso tutti questi titoli quinquennali in un contesto di tassi molto più bassi durante l’apice della pandemia”, ha osservato Ken Wallach, co-responsabile dei mercati dei capitali globali presso lo studio legale Simpson Thacher.

Anche Bryan Goldstein, che fornisce consulenza alle aziende sulle operazioni convertibili presso Matthews South, è convinto che nel 2024 le emissioni di questo strumento finanziario si manterranno alte. “Storicamente, i bond convertibili sono stati talvolta visti come uno di quei prodotti più vivaci da cui i nomi investment grade si sono tenuti alla larga. Ora che alcuni grandi emittenti sono arrivati sul mercato, la narrativa è cambiata: il prodotto è diventato attraente per le sue caratteristiche”, ha affermato.

 

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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