Ombre, il caso Enron: Brucia, piccola, brucia (seconda parte)

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Il 16 gennaio 2001, mentre un ordine federale di emergenza impone a tutti i generatori della Costa Ovest americana di restare operativi, un trader di Enron chiama un impianto elettrico a Las Vegas e chiede ai tecnici di essere “un po’ creativi”. Il giorno dopo, mentre quasi un milione di clienti in California resta senza corrente, quell’impianto tiene offline abbastanza energia da alimentare oltre 36.000 case. Non è un incidente. È una strategia con un nome in codice.

Prosegue con questo episodio la seconda e ultima parte della puntata di Ombre – Il lato oscuro dei soldi dedicata a Enron, il podcast di Borsa&Finanza condotto da Massimiliano Carrà e Hillary Di Lernia. La prima parte, già disponibile sulle principali piattaforme di streaming, ha ricostruito l’ascesa dell’azienda texana e i protagonisti che l’hanno guidata al successo. Questo secondo capitolo racconta invece come quel successo si sia rivelato un’illusione contabile, e come l’illusione sia crollata.

 

Ombre – Enron, il prezzo di Nonna Millie

La puntata si apre sul mercato elettrico californiano, liberalizzato nel 1996 e sfruttato da Enron con una serie di strategie di manipolazione ribattezzate con nomi da videogioco: Fat Boy, Death Star, Ricochet, Get Shorty. Dietro quei nomi, però, non c’è nessun gioco: ci sono blackout pilotati, centrali chiuse ad arte, prezzi dell’energia saliti dell’800% in meno di un anno e un danno complessivo per lo stato stimato tra i 40 e i 45 miliardi di dollari. Alcune delle telefonate tra i trader di Enron, oggi conservate agli atti giudiziari, restituiscono un linguaggio che la puntata riporta senza filtri.

Mentre la California va al buio, a Houston il sistema costruito dal direttore finanziario Andrew Fastow – le decine di società esterne usate per nascondere debiti e gonfiare utili – comincia a mostrare le prime crepe, proprio nel momento in cui il titolo Enron inizia a scendere in Borsa. La puntata ripercorre le dimissioni improvvise di Jeffrey Skilling dopo appena sei mesi da amministratore delegato, ufficialmente per “ragioni personali”, e la lettera anonima di sette pagine che il vicepresidente Sherron Watkins recapita a Kenneth Lay, mettendo per iscritto il timore che Enron possa “finire travolta da uno scandalo contabile”.

Da lì, la caduta si racconta quasi da sola: le inchieste del Wall Street Journal, le rettifiche contabili miliardarie, l’accordo di salvataggio con Dynegy saltato in pochi giorni e infine, il 2 dicembre 2001, la bancarotta più grande nella storia americana fino a quel momento. La puntata chiude sul processo ai vertici dell’azienda, sulle conseguenze per i dipendenti che avevano investito i propri fondi pensione in azioni Enron, e sulla riforma Sarbanes-Oxley che ha cambiato per sempre le regole della governance societaria americana – lasciando aperta una domanda che il podcast rilancia fino ai giorni nostri. La seconda parte della puntata di Ombre dedicata al caso Enron è disponibile da oggi su Spotify, Apple Podcast, Amazon Music, YouTube e sulle principali piattaforme di ascolto.

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Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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