Peter Lynch: ecco quando comprare e vendere una società a crescita veloce

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Nel valutare un investimento azionario, Peter Lynch partiva sempre da un’analisi della tipologia di azienda, distinguendola in base al suo potenziale di sviluppo. Tra le categorie individuate, un ruolo centrale era occupato dalle società a crescita rapida, realtà dinamiche e in forte espansione. In funzione di questa classificazione, l’ex gestore del fondo Magellan di Fidelity adottava strategie coerenti sia nella fase di acquisto sia in quella di vendita, adattando le proprie decisioni alle caratteristiche specifiche del titolo.

 

In questo articolo:

 

  • Peter Lynch: cosa intendeva per società a crescita veloce
  • Quando comprare e vendere?

 

Peter Lynch: cosa intendeva per società a crescita veloce

Peter Lynch considera a crescita rapida piccole realtà innovative che si pongono in maniera aggressiva sul mercato. Il loro ritmo di crescita si aggira tra il 20% e il 25% annuo. Le azioni di società di questo tipo possono aumentare dalle dieci alle quaranta volte, fino ad arrivare anche a 200 volte, secondo Lynch. Questo significa che la loro presenza in un portafoglio potrebbe determinare una vera svolta per i propri investimenti. Il leggendario investitore sottolinea che non è necessario, per una società a crescita rapida, far parte di un settore che cresce con la stessa velocità. Anzi, se ciò non avviene, è anche meglio, perché quell’azienda potrebbe emergere come un vero elemento distintivo rispetto alle altre. L’importante è che abbia il giusto spazio per crescere.

 

Quando comprare e vendere?

Le società a crescita rapida sono le preferite di Peter Lynch, che però avverte di alcuni aspetti da tenere in considerazione prima di comprare. Le aziende di piccola dimensione rischiano di estinguersi se hanno scarsa capacità di accedere ai finanziamenti, in particolare quando tendono a essere eccessivamente dinamiche. Se, invece, una società diventa troppo grande in fretta, con la stessa velocità rischia di svalutarsi incontrando incidenti di percorso. L’ideale sarebbe individuare aziende redditizie caratterizzate da una buona situazione patrimoniale e finanziaria, perché, fin quando riescono a mantenere un vantaggio competitivo, risulteranno i migliori “winner” nel mercato. Il punto è prestare la massima attenzione per capire quando smetteranno di crescere, tenendo conto che il prezzo da pagare è proprio quello legato a tale crescita.

Una volta inserite in portafoglio le azioni di società a crescita rapida, si pone il problema di quando sbarazzarsene. Lynch suggerisce di guardare, prima di tutto, il rapporto prezzo/utili. Nelle società che crescono rapidamente, tale parametro tende a raggiungere livelli spesso scollati da ogni logica: quello è il momento di darsela a gambe. Un altro dato da osservare meticolosamente è il fatturato, sia con riferimento ai punti vendita esistenti sia riguardo a quelli nuovi. Nel primo caso, bisogna considerare di vendere se i ricavi sono calati di circa il 3% nell’ultimo trimestre; nel secondo, semplicemente quando le entrate si rivelano deludenti. Un altro segnale importante è il comportamento dei dipendenti in alcune posizioni chiave dell’azienda: se decidono di licenziarsi per passare alla concorrenza, potrebbe essere un segno che non credono più alle prospettive della società in cui lavoravano.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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