Toncoin: cos'è e come funziona la criptovaluta di Telegram - Borsa e Finanza

Toncoin: cos’è e come funziona la criptovaluta di Telegram

Toncoin

Nei giorni in cui esplode il caso della criptovaluta DigitalBits di Zytara Labs – lo sponsor principale dell’Inter non ha ancora pagato un centesimo degli 85 milioni di euro di accordo con la società nerazzurra, che ne ha oscurato i loghi dal sito e dai cartelloni pubblicitari – gli sviluppatori di Telegram sono costantemente a lavoro per perfezionare Toncoin, il progetto crypto del servizio di messaggistica russo.

L’applicazione più scaricata del momento ha lanciato il piano per la sua valuta digitale nel novembre del 2019 con TON (la blockchain Telegram Open Network) e la criptomoneta collegata Gram. Dopo lo stop incassato nel maggio del 2020 dalla SEC statunitense, i fratelli Pavel e Nikolaj Durov sono stati aiutati dall’intera comunità di seguaci e hanno dato la loro “benedizione” a Toncoin. Ma cos’è di preciso e con quali tecnologie funziona la crypto legata a Telegram che promette di rivoluzionare il mondo delle criptovalute?

 

Toncoin, crypto evoluzione di TON

L’idea dei Durov è espressa nel white paper firmato da Nikolaj e datato 26 luglio 2021: mettere a disposizione di miliardi di utenti una piattaforma blockchain e una criptovaluta semplice, immediata e facile da usare. In sostanza, un token destinato al mercato di massa per sdoganare e rendere popolari i pagamenti in crypto con un sistema integrato nell’app alternativa a WhatsApp, capace di unire commissioni minime e approccio ecologico a scalabilità, velocità e sicurezza estreme. Il visionario piano iniziale prevede anche la creazione di una TON Reserve, una “Banca Centrale 2.0” per proteggere la valuta e detenerne il 50% controllato dagli investitori.

Lo sviluppo di TON comincia nel 2018 con l’ICO e due round di finanziamenti privati che raccolgono 2 miliardi di dollari. L’inizio della vendita pubblica viene però bloccato nell’ottobre del 2019 dalla Securities and Exchange Commission in quanto per la SEC i token Gram non sono titoli registrati. TON deve chiudere i battenti nel maggio del 2020. Almeno in apparenza, perché i Durov hanno già calcolato gli imprevisti che sarebbero giunti e soprattutto come risolverli.

Telegram Open Network è un software open source (il codice è di dominio pubblico: è disponibile su GitHub) e alcune community indipendenti di Telegram continuano a sviluppare la piattaforma per portarla a definitivo compimento. Nel maggio del 2021 la criptovaluta cambia nome e si trasforma in Toncoin, una crypto “alternativa” ma nata in seno alla TON Community e diventata la vera e propria erede di TON sotto il dominio web Ton.org. Il risultato è una moneta digitale completamente decentralizzata e totalmente indipendente da Telegram.

 

Toncoin: come funziona la criptovaluta di Telegram

Toncoin si sviluppa a partire dalla costruzione della rete di TON, basata su tre livelli: la masterchain che funziona grazie a un protocollo Proof-of-Stake al primo livello, le workchain al secondo livello e le catene di frammentazione al terzo. Gli altri punti forti del network sono l’archiviazione decentralizzata con il sistema TON Storage, l’instradamento super rapido dei dati, la protezione della privacy e l’anonimato degli utenti con il TON Proxy, la funzionalità di smart contract, il meccanismo di auto-recupero e il DNS decentralizzato.

Giunta al passo successivo di “semplice” crypto nativa di TON, Toncoin ha un’emissione massima di 5 miliardi di token. Il mining, caratterizzato da un approccio che la piattaforma definisce IPoW (Initial Proof-of-Work) con l’uso di validatori che verificano le transazioni tramite il processo di staking, si conclude il 28 giugno 2022 e i miner hanno estratto 200.000 TON al giorno. Ora la crypto può essere utilizzata per diverse funzioni: votare i cambiamenti e lo sviluppo di TON nel programma di governance, effettuare operazioni cross-chain native all’interno della rete, pagare in token per i servizi offerti dalle app decentralizzate.

 

TON è già listato su alcuni exchange, ma sta entrando in maniera sempre più massiccia nei circuiti di Telegram. Nonostante sia originato dai fan, il token ha ottenuto il supporto (diretto e indiretto) della società-madre ed è ormai integrato all’interno dell’app di messaggistica. L’obiettivo di Telegram – realizzare un ecosistema di pagamenti e servizi digitali interconnessi – con TON a fare da rete di scambio e Toncoin come valuta collegata, è ancora più concreto da quando è avvenuto il lancio della Telegram Ad Platform.

Con l’avvento delle pubblicità su Telegram, le sponsorizzate di Toncoin spuntano come funghi sugli schermi degli utenti. Non è chiaro se la promozione sia finanziata e gestita o meno dall’app stessa. Alcuni ritengono che dietro questa strategia ci sia un modo per aggirare il blocco imposto in Russia ai sistemi di pagamento elettronici dai principali attori al mondo, da Visa a Mastercard, e l’espulsione dall’infrastruttura SWIFT, la maggiore sanzione che l’Unione Europea ha imposto alle principali banche russe. Fatto sta che Telegram ha avviato l’integrazione della TON Network e della valuta Toncoin affiancandola alle monete digitali scambiabili sull’app fino ad oggi: Bitcoin, Ethereum e Tether.

Gli utenti di Telegram possono inviare e ricevere TON senza costi di transazione (la commissione è inferiore a 0,01 dollari, per gli swap arriva a 0,05) utilizzando il bot @wallet, che permette di usare un vero e proprio portafoglio virtuale. Acquistati TON su crypto exchange come Bit2Me, Mercuryo e NeoCrypto, direttamente dai bot Wallet e Crypto Bot di Telegram, dal wallet Tonkeeper e da piattaforme di scambio centralizzate e decentralizzate, gli utenti possono inviarli ad amici e parenti nelle chat attraverso il bot Wallet. Si può anche usare il ponte decentralizzato per i trasferimenti a catena incrociata tra TON, Ethereum e BNB Chain.

Ad oggi il massimo storico del valore raggiunto da Toncoin è stato di 5,84 dollari. Ma soprattutto, visti gli ultimi avvenimenti, il sogno dei Durov, grazie al supporto della community di appassionati, sta diventando sempre più realtà.

 

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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