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URBANO CAIRO: I NEMICI DELL’EDITORIA? GOOGLE E FACEBOOK

E’ un Urbano Cairo a 360 gradi quello che emerge nell’intervista esclusiva rilasciata a Le Fonti Tv a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana. Rispondendo alle domande di Angela Tuccia, il presidente del Torino Calcio, Rcs Group e La7 ha parlato della sua carriera, del futuro dell’editoria e della televisione, di politica, e ovviamente di calcio.
Ecco i passaggi più significativi.

QUELLA TELEFONATA A BERLUSCONI
“La mia carriera? Decisiva fu una telefonata che feci a Silvio Berlusconi. Avevo idee, e mi decisi a contattarlo”.

LA7? E’ STATO UN MIRACOLO
“La7 perdeva 100 milioni all’anno quando la acquistai. L’abbiamo risanata mantenendo tutti i dipendenti, riducendo gli sprechi e rinforzando il team con i giornalisti migliori. A gennaio e febbraio abbiamo superato Italia1 e Rete4 nel prime time. E’ stato un piccolo miracolo”.

CON LA MIA RICETTA ITALIA FUORI DAL BUDGET
“Anche in Italia si potrebbero ridurre le spese e gli sprechi senza andare a intaccare il bilancio delle famiglie. Se l’Italia riuscisse a fare ciò che è stato fatto in Rcs, cioè tagliare il 25% dei costi e delle improduttività, l’aumento dell’Iva non sarebbe necessario”.

NON TEMO LA CONCORRENZA DELLO STREAMING
“La7 propone un tipo di televisione incentrata su informazione e servizio pubblico, legata ai grandi eventi di attualità. Proprio per il tipo di televisione che proponiamo, subiremo meno l’impatto della riorganizzazione televisiva che, tra l’altro, non so in quanto tempo avverrà”

EDITORIA, GOOGLE E FACEBOOK I VERI NEMICI
“Non sono favorevole agli aiuti pubblici. Servono delle leggi fatte da chi governa atte a tutelare il diritto d’autore che viene usato senza corresponsioni dagli over the top, da tutte le OTT come Facebook, Twitter, Instagram. E questo rappresenta una grande penalizzazione per gli editori. Se gli articoli dei giornalisti che pago vengono ricercati attraverso Facebook o Google, le pubblicità andranno a Google”.

NEL 2017 HO RIFIUTATO 50 MILIONI PER BELOTTI
“Nel 2017 ho fissato una clausola rescissoria da 100 milioni per Belotti. Nessuno è arrivato con quella cifra. Qualche club italiano ha fatto un’offerta ma con la metà del budget. Con i tifosi mi ero impegnato a cederlo per una cifra straordinaria, decisi di non venderlo ma di tenerlo”.

DISCESA IN CAMPO? NON ME LO POSSO PERMETTERE
“Quasi 10.000 famiglie gravitano intorno il nostro gruppo che opera in un settore molto bello ma molto difficile e complicato. E’ molto importante preservare l’occupazione. Quindi, non posso permettermi una discesa in campo. E’ una cosa che non posso fare. Ci saranno altri che spero lo facciano meglio di me”.

 

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