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Venture Capital: nel 2023 in USA la raccolta più bassa degli ultimi 6 anni

Venture capital: nel 2023 in USA la raccolta più bassa degli ultimi 6 anni

Gli investitori sono in fuga dalle società di Venture Capital statunitensi. Secondo i dati rilasciati da PitchBook e dalla National Venture Capital Association (NVCA), nel 2023 sono stati raccolti nel settore solamente 67 miliardi di dollari, registrando un crollo del 60% rispetto ai 173 miliari di dollari del 2022 e soprattutto segnando il minimo dal 2017.

I motivi per cui i grandi partner dei Venture Capital come i fondi pensione, le assicurazioni e le fondazioni si sono fatti da parte sono da ascrivere soprattutto ai tassi di interesse alti. Questi hanno reso poco conveniente puntare sulle aziende tecnologiche su cui investono i Venture Capital. Inoltre, vi è da rilevare il problema delle start-up che fanno fatica a uscire dal perimetro del Venture Capital attraverso una quotazione in Borsa o un’acquisizione. Ciò rende più difficoltoso restituire il capitale investito ai loro sostenitori. PitchBook e NVCA hanno riportato come il valore di uscita delle start-up nel 2023 sia stato inferiore a 12 miliardi di dollari, al livello più basso dell’ultimo decennio.

 

Venture Capital: cosa significa per le start-up il crollo dei fondi

Il forte calo della raccolta rischia di produrre un effetto dirompente sulle start-up, le cui valutazioni hanno giù subito un colpo importante nell’ultimo anno e mezzo. PitchBook osserva che lo scorso anno una start-up su sei ha tagliato le sue valutazioni e la percentuale potrebbe essere destinata a salire. Tra le società più importanti che hanno visto un crollo verticale sono da rilevare la start-up di autotrasporti Convoy e l’azienda sanitaria Olive, che un tempo erano valorizzate fino a 4 miliardi di dollari. Mentre la società di scooter elettrici Bird, valutata al suo apice 2,5 miliardi di dollari, nel mese di dicembre ha presentato istanza di fallimento.

“Il fondo sembra ancora lontano. Molte di queste aziende che sono ancora private faranno ancora fatica, vedremo molti più round al ribasso e una lotta per uscire. Ci sarà molta concorrenza per i soldi che sono disponibili”, ha affermato Kyle Stanford, analista capo VC di PitchBook. Secondo Peter Hébert, co-fondatore del fondo di Venture Capital statunitense Lux Capital, tutto questo porterà alla fine ad accettare condizioni più impegnative per il denaro ricevuto. “Per i nuovi finanziamenti, si sta iniziando a vedere la presenza di offerte basse. Nel 2023 le persone si vergognavano a parlare di questo argomento, ora tutti stanno diventando più costruttivi”. Alla fine, però, quelli che la spunteranno sono gli investitori più danarosi, a giudizio di Hérbert. “Coloro che hanno capitale sono i re in questo mercato”, ha detto.

Ad ogni modo, molte start-up aspetteranno che le acque si calmino, in attesa di un mercato che offra un quadro più stimolante per diventare quotarsi in Borsa. Nick Schneider, Amministratore delegato della società di sicurezza informatica Arctic Wolf, ha dichiarato che aspetterà “quanta più chiarezza possibile sulle condizioni di mercato” prima di lanciare un’IPO a lungo attesa.

 

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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