Dopo l’accordo con il gruppo LG per integrare i robot umanoidi nella tecnologia motoristica e nei sistemi meccanici, Nvidia ha chiuso una serie di partnership con le più importanti aziende giapponesi di automazione di fabbrica e robotica per accelerare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale fisica. “Con l’AI, i robot diventeranno intelligenti, facilmente adattabili e accessibili”, ha dichiarato l’amministratore delegato Jensen Huang a margine di un evento che si è tenuto a Tokyo.
“Al Giappone manca una nuova tecnologia, e questa nuova tecnologia si chiama Physical AI”, ha aggiunto il Ceo di Nvidia, facendo riferimento a quella che è a tutti gli effetti la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale. Accolto come una vera e propria rockstar, Huang sta tenendo diversi incontri strategici in Giappone, dove hanno sede alcune delle principali aziende della filiera di approvvigionamento globale dei chip avanzati.
In questo articolo:
- Nvidia punta sul Giappone per la crescita dell’AI fisica
- Gli accordi strategici di Jensen Huang a Tokyo
- Dalla finanza all’automotive nell’ecosistema IA giapponese
- Il quantum computing e il gaming
Nvidia punta sul Giappone per la crescita dell’AI fisica
L’azienda di Santa Clara considera il Giappone uno dei centri mondiali dell’AI. Nonostante la sua quota di mercato nel settore della produzione di microprocessori sia diminuita a partire dagli anni Ottanta, il paese asiatico mantiene una posizione di leadership in molti segmenti di nicchia relativi ai materiali e alle attrezzature. Huang ha incontrato il ministro dell’Economia Ryosei Akazawa per finalizzare la presenza della società americana nel programma giapponese che svilupperà un modello di intelligenza artificiale nazionale.
Il consorzio tecnologico Noetra, joint venture sostenuta dal governo con un finanziamento da oltre 6 miliardi di dollari e partecipata da colossi del calibro di SoftBank, Sony, Nec e Honda, è nato con l’obiettivo di sviluppare 10 milioni di robot dotati di intelligenza artificiale entro il 2040, da assegnare ai settori automobilistico, elettronico e manifatturiero. Da Nvidia acquisterà 27.500 Gpu Rubin e 13.750 Cpu Vera per costruire un’AI factory da 140 megawatt di potenza di calcolo, destinata a robotica, modelli multimodali, intelligenza artificiale agentica e applicazioni di AI fisica. La costruzione partirà nell’aprile 2027, con l’avvio delle operazioni previsto da giugno 2028.
In vista della trasformazione industriale che integrerà sempre di più gli algoritmi nelle macchine, gli investitori stanno valutando la solidità del ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale. Pochi giorni prima della visita di Huang a Tokyo, l’azienda olandese Asml, leader mondiale nella tecnologia Euvl (litografia ultravioletta estrema), ha rivisto al rialzo le proprie previsioni di fatturato e ha annunciato un ampliamento della capacità produttiva. Tsmc, il più grande produttore conto terzi di semiconduttori al mondo, ha battuto le stime di Wall Street con un utile netto trimestrale record (+77% su base annua) e investirà 100 miliardi di dollari per ampliare la produzione di chip negli Stati Uniti.
Gli accordi strategici di Jensen Huang a Tokyo
Il coinvolgimento di Nvidia nell’ecosistema giapponese è lungo tutto lo stack tecnologico, a partire dall’automazione di fabbrica integrata con l’intelligenza artificiale fisica. L’azienda ha stretto accordi con Fanuc, colosso dei controlli numerici e uno dei principali produttori a livello mondiale di robot industriali e Cnc intelligenti, e con Yaskawa Electric, pioniere della tecnologia di azionamento, della robotica e del motion control.
Diverse aziende stanno usando le librerie Metropolis per portare l’AI visiva (il ramo che permette ai computer di analizzare e comprendere immagini e video) in fabbriche, cantieri, negozi e spazi pubblici. È il caso di Asilla, Awl, Fujitsu, Hitachi, Omron, Shimizu Corporation e Yazaki North America. Sul fronte materiali e attrezzature, Huang ha incontrato i dirigenti di due realtà di punta giapponesi: Kioxia e Tokyo Electron.
Kioxia è una delle aziende più importanti del Giappone nella fornitura di memorie flash e Ssd. Grazie al boom dell’AI, il prezzo delle sue azioni è aumentato di sette volte quest’anno e a giugno è diventata la più grande società giapponese per capitalizzazione di mercato, superando Toyota. Non è da meno Tokyo Electron, big assoluto nella produzione di dispositivi per la realizzazione di semiconduttori.
Dalla finanza all’automotive nell’ecosistema IA giapponese
Non c’è solo la robotica industriale nell’orizzonte di Nvidia. Le grandi banche giapponesi stanno collaborando con l’azienda per costruire infrastrutture AI proprietarie. Mizuho lavora ad una gigantesca AI factory con sistemi Dgx B200. Anche il Japan Research Institute (Jri) del gruppo Smbc ha implementato la sua factory basata sui modelli aperti Nemotron, mentre Rakuten Bank e Ippu Senkin si stanno dedicando a modelli di transazione basati sull’agent toolkit Nvidia e ad agenti di coding basati su Blackwell, Nemotron e NemoClaw.
Nell’automotive, Nvidia punta a espandere la collaborazione con Toyota sui veicoli L2++ con Drive Agx/DriveOs, un assistente AI per il codice conforme agli standard Misra, la simulazione di fabbrica con Omniverse/Isaac Sim e un modello visione-linguaggio sviluppato da Woven by Toyota per l’intelligenza del traffico urbano.
Nella sanità e nelle scienze della vita, la piattaforma BioNeMo è stata messa a disposizione del consorzio farmaceutico Tokyo-1, focalizzato sulla scoperta di farmaci tramite l’AI. Gestita da Xeureka, Tokyo-1 include Astellas, Daiichi Sankyo, Ono Pharmaceuticals e i nuovi arrivati SyntheticGestalt, Biomy e Takeda.
Sul fronte della robotica chirurgica, Kawasaki Heavy Industries fornisce tecnologia progettata per migliorare l’efficienza operativa ospedaliera, mentre Direava sviluppa innovativi modelli visione-linguaggio. Nell’imaging, Canon ha lanciato il primo sistema Tc a conteggio di fotoni accelerato da Nvidia e Fujifilm ha commercializzato il primo sistema Tc whole-body basato su architettura Blackwell.
Il quantum computing e il gaming
Non poteva mancare all’appello il calcolo quantistico. Nvidia ha rafforzato la partnership con l’istituto di ricerca nazionale Riken per i due supercomputer Rikyu (1.600 Gpu Blackwell, inserito nella classifica Top500 dei sistemi di calcolo più potenti al mondo grazie ai suoi 19,80 petaflops) e Roquo (540 Gpu Blackwell, una piattaforma ibrida sviluppata nell’ambito del progetto Jhpc-quantum). Nella collaborazione sono coinvolti anche Aist, Mitsubishi Chemical, l’università Keio e Fujitsu per applicazioni di chimica quantistica.
Huang, infine, è passato in vista ad Akihabara, il quartiere dell’elettronica di Tokyo (la famosa “città elettrica”) per partecipare a un evento organizzato da Sega Sammy, la holding leader nei videogame, nei casinò e nei pachinko. Nvidia e Sega collaborano da trent’anni e nell’immediato futuro porteranno il fighting game Virtua Fighter Crossroads e i prossimi titoli Sega sulla nuova piattaforma Rtx Spark.









