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Visual merchandiser: chi è, cosa fa e quanto guadagna

La vetrina di una boutique

Nonostante i continui cambiamenti socio-economici e gli scossoni incessanti che stravolgono il mercato del lavoro, sono sempre molto richieste figure professionali come quella del visual merchandiser. Un profilo proiettato al futuro ma che affonda le sue radici nel passato, in questo caso addirittura nella seconda metà dell’Ottocento. È in quel periodo infatti che si diffondono i primi grandi magazzini e con queste attività i lavori del vetrinista e dell’allestitore, antenati del visual merchandiser. Un tecnico specializzato con caratteristiche e sfaccettature diverse: non è certo un caso se agli inizi delle loro carriere personalità del calibro di Giorgio Armani e Ralph Lauren hanno svolto questo mestiere.

 

Visual merchandiser, chi è e cosa fa

Il visual merchandising è l’insieme tecniche e strategie di commercializzazione che si fonda sugli stimoli sensoriali (la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto e il gusto) per indurre il cliente all’acquisto e aumentare i volumi di vendita. Forte di un bagaglio di solide basi tecniche, il visual merchandiser è il professionista creativo che lavora nel settore marketing e commerciale per curare l’immagine e l’identità visiva di un punto vendita, organizzare la disposizione dei prodotti all’interno dello spazio, assicurarsi che i prodotti ottengano la massima visibilità e il miglior posizionamento possibile nella mente e nei desideri d’acquisto dei consumatori.

L’obiettivo del visual merchandiser è esaltare l’identità del brand e trasformare in un avvenimento indimenticabile l’esperienza del cliente in un punto vendita retail di qualsiasi settore. È suo compito catturare l’attenzione dei consumatori rendendo l’ambiente di vendita piacevole, attraente e accattivante. Tramite l’analisi dei ranking di vendita e lo studio degli indicatori di comportamento e prestazione dei clienti, il visual merchandiser intercetta e anticipa i loro gusti e le loro abitudini. Per farlo migliora il layout del negozio e delle vetrine, l’atmosfera del punto vendita con le luci, la musica, i profumi e i colori adatti, la visibilità e il raggruppamento della merce, la grafica e la fotografia.

 

Quali competenze deve avere

La figura professionale del visual merchandiser deve essere capace di sviluppare un linguaggio commerciale creativo e personale. Le sue competenze tecniche e informatiche di base sono in vendite e marketing, merchandising e strategia d’impresa, arte e design, software di elaborazione grafica e per la progettazione. Al suo arco ha frecce come la pianificazione delle attività commerciali e promozionali, l’analisi delle vendite, la teoria del colore e l’illuminotecnica, la comunicazione visiva e l’estetica, la sensibilità artistica e la psicologia, la comprensione e diffusione dei nuovi trend, l’attenzione ai dettagli.

Nel suo bagaglio non possono mancare precise soft skills. Le più importanti sono forti doti di comunicazione e di ascolto (per illustrare chiaramente concetti, presentare idee, negoziare accordi, descrivere dettagli tecnici e fornire feedback circostanziati), spirito di iniziativa e intraprendenza, capacità di identificare obiettivi e priorità e di pianificare e organizzare il lavoro, abilità nel risolvere i problemi, prendere decisioni difficili e far fronte a situazioni critiche. Tra le altre soft skills ci sono il pensiero alternativo e fuori dagli schemi, l’approccio gestionale basato sulla focalizzazione al miglioramento continuo, alla soddisfazione del cliente e al coinvolgimento di tutte le componenti che operano nell’impresa.

 

Dove lavorare come visual merchandiser

Abitualmente il visual merchandiser collabora con i dipartimenti vendite, fornisce tutte le indicazioni necessarie ai clienti per l’esposizione della merce nei punti vendita, l’ambientazione, l’illuminazione, la grafica e contratta personalmente la disposizione e la disponibilità degli spazi espositivi. In azione si confronta con i responsabili di negozio, i marketing e communication manager, ma anche con gli addetti alla vendita diretta. Questa figura può lavorare come dipendente per aziende, catene e agenzie di distribuzione oppure da libero professionista con Partita IVA come freelance e consulente esterno.

I visual merchandiser lavorano in numerosi settori. Quelli più richiesti (e con gli stipendi più alti) sono impegnati nella moda e abbigliamento e nel fashion retail, gli ambiti in cui quest’attività è più conosciuta e ricercata perché ha la fondamentale responsabilità dell’immagine e del layout di negozi e boutique. Oltre a nicchie come design, gioielleria e lusso, profumeria e cosmesi, i visual merchandiser operano anche nella GDO (è particolarmente apprezzato lo specialista multibrand che si divide tra alimentari, elettrodomestici e prodotti tecnologici), nel comparto salute e bellezza e nell’automotive.

 

Lo stipendio e gli studi da fare

Stando ai dati riportati dal sito specializzato Glassdoor, uno dei più grandi portali di lavoro e di reclutamento al mondo, lo stipendio di un visual merchandiser in Italia è in media tra i 35.000 e i 45.000 euro all’anno. Naturalmente si tratta di una fascia retributiva di base, variabile a seconda dell’azienda per cui si lavora e del livello di ruolo ricoperto. Per esempio, gli stipendi sono in questa media nelle grosse catene come Harrods, Carrefour, Primark e Ikea, mentre diventano molto più alti per i visual merchandiser specializzati e i visual manager esperti e qualificati assunti da brand rinomati del fashion quali Armani, Gucci, Zara e Max Mara.

Dal punto di vista della formazione, i percorsi didattici che preparano meglio ad una carriera da visual merchandiser sono i corsi di studi nell’ambito dei beni culturali (soprattutto storia dell’arte e discipline dello spettacolo) e in economia e management, strategia e comunicazione d’impresa. In Italia esistono corsi veri e propri in visual merchandising. La sede milanese dello IED ha nella sua proposta un corso formativo per visual merchandiser della durata di sette mesi e dal costo di 3.800 euro. Alla NABA, la Nuova Accademia delle Belle Arti con sede a Milano e Roma, c’è un biennio specialistico in fashion design che permette di diventare fashion visual merchandiser.

A Londra l’Istituto Marangoni ha un BA in fashion styling e visual merchandising nei percorsi di studio di fashion styling: la tassa d’iscrizione è di 3.300 sterline, la retta internazionale di 21.800 sterline. L’Italian Design Institute organizza corsi per chi vuole diventare visual merchandiser a Roma e a Milano, così come Professione Accademia a Milano e Torino e la MKS Milano Fashion School. SDA Bocconi School of Management offre un corso online di visual merchandaising della durata di otto settimane e al prezzo di 600 euro + IVA, con particolare attenzione al retail 4.0 e alle nuove tecnologie. Anche NAD, la Nuova Accademia del Design di Verona, ha un corso professionale in visual merchandising di 160 ore: l’accesso è a numero chiuso e la modalità live streaming.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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