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Abercrombie & Fitch: i giovani comprano meno ed il titolo crolla

Abercrombie & Fitch: i giovani comprano meno ed il titolo crolla

Dopo aver perso oltre un quarto del suo valore nella giornata di ieri, il titolo Abercrombie & Fitch sarà tra poche ore ancora uno degli osservati speciali a Wall Street. Ma quali sono stati i motivi che hanno causato questo crollo? I motivi risiedono in primis nei dati del primo trimestre, terminato il 30 aprile scorso,  che ha visto la società di abbigliamento, che si rivolge principalmente ad un pubblico giovane, registrare una perdita di 16,5 milioni di dollari ( -0,32 dollari per azione), che si confronta con i 41,8 milioni di dollari (+ 0,64 dollari per azioni) toccati 12 mesi prima. La perdita, escluse le voci di bilancio straordinarie, è stata di 27 centesimi di dollari per azione rispetto ai 2 centesimi di profitto che era il consensus atteso dagli analisti. Inoltre ad impensierire gli investitori anche le scorte che sono balzate, rispetto ad un anno fa, del 45% a 563 milioni di dollari.

In questo contesto i ricavi del trimestre sono invece aumentati del 4% a 812,8 milioni di dollari, cifra che supera il consensus posto a 1,4%. Nello specifico ottimo l’andamento negli Stati Uniti (+6%) mentre le vendite nette nel Vecchio Continente sono tornate in territorio positivo (+3%). Al contrario delude l’area asiatica che ha pagato i nuovi lockdown in Cina (-35%). Infine a pesare sul sentiment degli investitori è stato il profit warning sull’anno in corso, con ricavi che passano da un +2/+4% agli attuali 0/+2%. Tra i motivi che hanno portato al peggioramento delle stime, sia l’alto costo delle materie prime ma anche le aspettative di un effetto negativo del cambio e dell’inflazione sulla spesa dei consumatori.

 

Azioni Abercrombie: analisi tecnica e strategie operative.

Andiamo ora a vedere l’impostazione grafica del titolo. Il sell-off di ieri (-28%) ha peggiorato quell’impostazione ribassista presente sul titolo e che era partita dai massimi di novembre 2021 in area 49 dollari. Nel breve termine importante sarà ora la tenuta dei 18,70 dollari, che rappresentano i minimi toccati dall’azione nel dicembre 2020, per evitare che questa fase discendente possa spingere le quotazioni verso i minimi di ottobre 2020 in area 14 dollari , con target intermedi situati nei pressi dei 16 dollari. Al contrario il superamento dei massimi di ieri in area 20,23 dollari, potrebbe innescare un recupero delle quotazioni con un primissimo target sui 22,20-22,30 dollari, oltre i quali si avrebbero ulteriori allunghi in direzione dei 23,80-24 euro.

Inutile sottolineare che nel caso si realizzasse questo movimento, il tutto verrebbe catalogato come un normale rimbalzo tecnico che non cambierebbe il trend primario al ribasso. Per avere invece un vero e proprio segnale di forza il titolo dovrebbe recuperare gli ex supporti, ora diventati resistenze, posti nei pressi dei 26,40-26,50 dollari.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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