Intesa Sanpaolo: Messina punta a 16 miliardi di utili nel 2029 (con Mps)

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“I migliori sei mesi della nostra storia”. Inizia dalla celebrazione l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nella presentazione dei risultati del primo semestre 2026, conclusosi con record di ricavi, commissioni e attività assicurativa. I numeri presentati dal primo gruppo bancario italiano confermano la capacità di “mantenere una crescita sostenuta anche in un contesto complesso”. Nei primi sei mesi del 2026 la banca ha registrato un utile netto di 5,55 miliardi di euro, in aumento del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, rafforzando le prospettive sull’intero esercizio.

Il risultato netto del secondo trimestre si è attestato invece a 2,793 miliardi di euro, mentre la gestione operativa ha evidenziato un ulteriore miglioramento grazie alla crescita dei ricavi e al controllo dei costi.

“I risultati del primo semestre 2026 dimostrano la forte capacità di Intesa Sanpaolo di dare piena esecuzione al Piano d’Impresa 2026-2029 e di conseguire tutti gli obiettivi prefissati” ha aggiunto Messina.

 

In questo articolo:

 

  • Ricavi in crescita e margini operativi più forti per Intesa Sanpaolo
  • Credito solido, distribuzioni agli azinisti e sostegno all’economia
  • Intesa Sanpaolo migliora la guidance 2026
  • Intesa Sanpaolo ed Mps insieme verso i 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie

 

Ricavi in crescita e margini operativi più forti per Intesa Sanpaolo

Nel primo semestre 2026 il risultato della gestione operativa di Intesa Sanpaolo ha raggiunto quota 9,311 miliardi di euro, con un incremento del 9,1% rispetto agli 8,535 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. I proventi operativi netti si sono attestati a 14,533 miliardi di euro, in crescita del 5,3% rispetto ai 13,795 miliardi del primo semestre 2025. A sostenere il conto economico sono stati diversi segmenti di attività. Gli interessi netti hanno raggiunto 7,480 miliardi di euro, segnando un aumento dello 0,6% rispetto ai 7,432 miliardi del primo semestre 2025. Le commissioni nette hanno invece registrato una dinamica più vivace, arrivando a 5,131 miliardi di euro, in crescita del 4,9% rispetto ai 4,891 miliardi dell’anno precedente. Positivo anche il contributo dell’attività assicurativa, che ha generato un risultato pari a 973 milioni di euro, superiore ai 922 milioni registrati nel primo semestre 2025.

Nel solo secondo trimestre gli interessi netti sono stati pari a 3,844 miliardi di euro, in aumento dell’1,2% rispetto ai 3,800 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il risultato dell’attività assicurativa si è attestato a 497 milioni di euro, contro i 476 milioni del primo trimestre 2026 e i 460 milioni del secondo trimestre 2025. Sul fronte dei costi, la banca ha proseguito il percorso di efficienza: le spese operative sono scese a 5,222 miliardi di euro, in calo dello 0,7% rispetto ai 5,260 miliardi del primo semestre dello scorso anno.

Credito solido, distribuzioni agli azionisti e sostegno all’economia

I risultati di Intesa Sanpaolo evidenziano anche una qualità del credito ai vertici del settore. A fine giugno 2026 l’incidenza dei crediti deteriorati sul totale degli impieghi è risultata pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all’1,8% al lordo. Considerando la metodologia EBA, il rapporto scende rispettivamente allo 0,8% netto e all’1,6% lordo. La banca dispone inoltre di livelli elevati di copertura: quella specifica sui crediti deteriorati si è attestata al 50,1%, con una copertura delle sofferenze pari al 69,2%. A questo si aggiunge un buffer di riserva sui crediti in bonis pari allo 0,4%.

Il semestre si è tradotto anche in una significativa remunerazione per gli azionisti. Intesa Sanpaolo segnala infatti 5,3 miliardi di euro di distribuzioni maturate nel periodo, di cui 4,2 miliardi in dividendi e 2,3 miliardi relativi al programma di riacquisto di azioni proprie avviato nel luglio 2026.

La banca conferma inoltre il proprio ruolo di sostegno all’economia reale, con circa 44 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine erogato nei primi sei mesi dell’anno. Di questi, circa 25 miliardi sono stati destinati all’Italia, con 23 miliardi rivolti principalmente a famiglie e piccole e medie imprese.

Intesa Sanpaolo migliora la guidance sul 2026

Alla luce dei risultati raggiunti, Intesa Sanpaolo ha migliorato le prospettive per l’intero esercizio. La banca sottolinea che i dati del semestre dimostrano la capacità “di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore”. Il gruppo indica ora una prospettiva di utile netto per il 2026 superiore ai 10 miliardi di euro, confermando una traiettoria di crescita sostenuta.

Tra gli elementi evidenziati dalla banca figura anche l’impatto positivo sul sistema produttivo: nel primo semestre circa 1.200 aziende italiane sono state riportate da posizioni di credito deteriorato alla situazione di normalità finanziaria. Dal 2014 il numero complessivo sale a circa 148.000 imprese, con la salvaguardia stimata di circa 740.000 posti di lavoro.

I risultati delineano quindi il profilo di un gruppo con redditività elevata, qualità del credito stabile e capacità di generare valore per azionisti, clienti e territorio. La banca si presenta alla seconda metà dell’anno con una posizione patrimoniale solida e con una previsione di utile superiore alla precedente indicazione, sostenuta dalla crescita dei ricavi e dall’efficienza operativa.

Intesa Sapaolo ed Mps insieme verso i 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie

Non poteva mancare, nel corso della presentazione dei risultati del primo semestre 2026, il riferimento all’opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Banca Mps. L’amministratore delegato, Carlo Messina, ha disegnato i contorni del gruppo che potrebbe nascere dalla fusione: “L’unione delle forze di Intesa Sanpaolo, della componente di Monte dei Paschi di Siena destinata a far parte del nuovo Gruppo e di Mediobanca consentirà di raggiungere i 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela entro il 2029, di espandere la leadership nelle attività al servizio di famiglie, imprese e gestioni patrimoniali, di dar vita ad un operatore di riferimento nel Credito al consumo, nel Wealth Management, nel Corporate & Investment Banking, e di crescere a livello internazionale”.

Secondo i numeri snocciolati dall’ad, l’utile netto del nuovo gruppo al 2026 dovrebbe raggiungere i 16 miliardi di euro con una distribuzione a favore degli azionisti che ammonterebbe a 61 miliardi di euro nel periodo 2025-2029, con un dividendo per azione in aumento già da quest’anno.

Per Messina “L’obiettivo è dar vita insieme a un gruppo ancora più solido e profittevole, protagonista in uno scenario globale di crescente complessità, in grado di mantenere un forte radicamento nell’economia, nella società, nelle capacità di sviluppo del nostro Paese”.

Immagine di Redazione

Redazione

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