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Adidas: secondo profit warning in 3 mesi, azioni cadono in Borsa

Adidas: secondo profit warning in tre mesi, le azioni cadono in Borsa

Momento difficile questo per Adidas, che ha annunciato il secondo profit warning nell’arco di tre mesi. Il secondo gruppo di abbigliamento sportivo ha avvertito che per quest’anno i guadagni saranno inferiori di circa il 60% rispetto a quanto previsto nei mesi scorsi, per via di un forte rallentamento delle vendite. Con ciò, il margine operativo lordo è destinato a scendere al 4% rispetto al target del 7%, collocandosi a meno della metà rispetto al 9,4% del 2021. I problemi di Adidas riguardano soprattutto la Cina, dove le vendite hanno subito lo scotto delle chiusure da Covid-19. A questo si è aggiunto anche un accumulo di scorte nei mercati occidentali da inizio settembre, per via della più ridotta domanda da parte dei consumatori.

La società ha anche messo in luce i costi una tantum che ammontano a oltre 150 milioni di euro per aver chiuso i ponti con la Russia e che finiranno per incidere nei conti dell’azienda da qui alla fine dell’anno. Adidas ha interrotto le vendite nel Paese dopo lo scoppio della guerra Russia-Ucraina, il che non è poco visto che Mosca rappresentava circa il 2% del fatturato. Ad ogni modo, ora il gruppo tedesco ha deciso di chiudere tutti i 500 negozi fisici e il suo negozio online. Oggi alla Borsa di Francoforte le azioni sono in calo del 9% quando manca poco alla chiusura delle contrattazioni.

 

Adidas: i problemi di gestione

La società nel terzo trimestre ha registrato un aumento dei ricavi dell’11% a 6,4 miliardi di euro, ma l’utile netto è precipitato del 63% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno passando da 479 a 179 milioni di euro. Il margine operativo è stato dell’8,8%, segnando un calo dell’11,7% in confronto allo stesso periodo del 2021.

Adidas affronta ora grossi problemi di gestione per effetto della partenza anticipata dell’Amministratore Delegato Kasper Rørsted, a seguito del primo profit warning di fine luglio. Il top manager abbandonerà la società il prossimo anno, ovvero tre anni prima della sua scadenza naturale del contratto. Le ragioni delle dimissioni di Rørsted deriverebbero dal fatto che i grandi investitori nella società manifestavano segni di insofferenza sempre più frequenti a causa delle vendite poco brillanti dell’azienda e delle azioni che negli ultimi 12 mesi hanno perso il 62% di capitalizzazione. Ieri Adidas ha peraltro annunciato un programma di taglio dei costi per 500 milioni di euro al fine di cercare di compensare gli effetti inflazionistici lungo tutta la catena del valore e quelli valutari derivanti dalla debolezza dell’euro nei confronti del dollaro USA.

 

Cosa pensano gli analisti

Gli analisti sono divisi sulle valutazioni delle azioni di Adidas. La delusione per la trimestrale e il profit warning dell’azienda non hanno impedito a Jefferies di confermare il rating BUY sul titolo con prezzo obiettivo di 170 euro, dai 105 attuali. A giudizio della banca americana, nel lungo periodo Adidas ha un potenziale interessante. Tuttavia, in una nota ai clienti l’istituto finanziario ha scritto: “la velocità con cui la guidance precedentemente abbassata di Adidas si è sgretolata sotto il controllo di un consumatore più stressato innervosirà gli investitori”.

Anche Adam Cochrane di Deutsche Bank mantiene un giudizio di acquisto sulle azioni, ma il target price lo ha abbassato da 210 a 165 euro. Goldman Sachs, invece, mantiene il rating neutral con obiettivo a 145 euro, così come JP Morgan con livello di prezzo ridotto dai 215 euro precedenti ai 185 euro attuali. “In dieci anni di monitoraggio del settore, il sentiment non è mai stato così negativo”, hanno scritto gli analisti della banca più grande del mondo. Citi invece consiglia l’acquisto con prezzo obiettivo a 174 euro, sfruttando il forte calo delle azioni di quest’anno.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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