Airbnb: conti record ma view deludente, a Wall Street titolo KO
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Airbnb: conti record ma view deludente, a Wall Street titolo KO

Airbnb: conti record ma view deludente per l'ultimo trimestre. Titolo ko

A Wall Street si prevede una giornata all’insegna delle vendite per il titolo Airbnb , che nella serata di ieri ha comunicato i dati riguardanti il terzo trimestre dell’anno in corso. Con la domanda dei viaggi che rimane elevata, la società ha chiuso il periodo luglio-settembre con ricavi a 2,88 miliardi di dollari, battendo non solo le attese degli analisti che erano poste a 2,85 miliardi di dollari ma in aumento del 29% rispetto allo stesso periodo di 12 mesi fa. L’aumento delle prenotazioni ed i soggiorni più lunghi hanno spinto l’utile a segnare un record a 1,21 miliardi di euro, che si confronta con gli 834 milioni registrati nel trimestre precedente. Inoltre questi numeri superano il consensus che era posto a 1,03 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda il free cash flow si porta a 960 milioni di euro, in aumento dell’80% se confrontato al periodo luglio-settembre 2021. In questo contesto l’utile per azione si porta a 1,79 dollari per azioni rispetto agli 1,47 dollari attesi dagli analisti. A deludere gli investitori è invece la view sull’ultimo trimestre del 2022 che vede un fatturato compreso tra gli 1,8 e gli 1,88 miliardi di dollari rispetto ad attese poste a 1,87 miliardi di dollari. Ad impattare su questi numeri il leggero calo, rispetto al trimestre precedente, che si dovrebbe avere sui pernottamenti e sulle prenotazioni.

 

Azioni Airbnb: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa aspettarsi dall’azione nel breve e medio periodo. Dopo aver perso nel corso del 2022 oltre il 35% del proprio valore, il trend del titolo Airbnb rimane sempre impostato al ribasso nonostante il recupero partito dai minimi di giugno 2022 in area 86,50 dollari. Nel breve termine le attese, dopo aver chiuso la seduta di ieri nei pressi dei 109 dollari, sono per un test sui minimi di settembre 2022 posizionati sulla soglia dei 100 dollari. L’eventuale rottura di questa fascia di prezzo farebbe proseguire quella nuova gamba ribassista innescatosi nella seconda parte del mese di ottobre, in direzione dei 90-91 dollari e successivamente verso i minimi degli ultimi anni situati sugli 86-87 dollari.

Al contrario un primo segnale di positività si avrebbe oltre le prime resistenze posizionate sui 121 dollari. Sopra queste aree dovremmo assistere ad una recupero dei corsi verso i massimi di settembre in area 129-129,50 dollari, dove peraltro transita la media mobile a lungo periodo. Solo dinanzi ad un eventuale break di queste resistenze che si avrebbe un miglioramento della struttura grafica del titolo, aprendo di conseguenza le porte a nuovi acquisti.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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