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Allianz: trimestrale oltre le attese, salgono le azioni in Borsa

Il quartier generale di Allianz a Berlino, le Treptowers, alle spalle di un lago artificiale

La trimestrale di Allianz ha battuto le stime degli analisti, grazie anche all’apporto dell’asset manager PIMCO che ha attirato grandi capitali sulle strategie in obbligazioni. Secondo il direttore finanziario di Allianz, Giulio Terzariol, ci sarà un’ulteriore accelerazione con i tassi d’interesse che si avvicinano al picco rendendo le obbligazioni più attraenti. L’unica nota stonata nei conti di Allianz è la mancanza di un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie, mentre quello da 1,5 miliardi di euro iniziato a maggio sta per essere completato.

“Parleremo di nuovo della nostra allocazione di capitale a febbraio” ha affermato Terziariol. Il manager ha aggiunto che la società rimarrà attiva nell’impiego del capitale in futuro. Quest’anno ha annunciato alcuni importanti accordi, come l’acquisizione di Tua Assicurazioni di Generali per 280 milioni di euro, la vendita di una partecipazione del 51% in Allianz Saudi Fransi e la cessione di una quota di minoranza in CPIC Fund Management. Dopo la presentazione della trimestrale le azioni Allianz si sono mosse al rialzo alla Borsa di Francoforte.

 

Allianz: i numeri della trimestrale

Nel terzo trimestre 2023 la compagnia assicurativa tedesca ha riportato ricavi per 36,5 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto ai 34,9 miliardi di euro dello stesso trimestre del 2022, ripartiti principalmente tra il comparto assicurativo danni a 17,2 miliardi di euro e il ramo vita a 17,5 miliardi di euro. L’asset management ha contribuito per 2 miliardi di euro. In questo contesto, PIMCO ha attirato 10 miliardi di euro di afflussi segnando il terzo mese consecutivo di ingressi netti.

L’utile operativo del gruppo è sceso del 15% su base annua a 3,47 miliardi di euro, battendo però le stime degli analisti a 3,26 miliardi di euro. Sul risultato netto ha inciso il settore danni, i cui guadagni sono scivolati del 25% per via del “livello eccezionalmente elevato di sinistri da catastrofi naturali” ha riferito la società. Riguardo le assicurazioni sulla vita e sulla salute, la contrazione si è attestata al 4,9%. Alla fine, il buon risultato rispetto alle attese è stato frutto della politica accorta eseguita dall’amministratore delegato Oliver Baete, che si è concentrato su operazioni più piccole rimanendo distante da acquisizioni di grandi dimensioni. Questo ha anche permesso all’azienda di premiare gli investitori con il buyback e l’aumento dei dividendi.

L’utile netto è risultato di 2,13 miliardi, in calo del 29% rispetto ai 3 miliardi del trimestre a settembre 2022. Mentre gli utili per azione si sono attestati a 5,22 euro, a fronte di utili per azione di 7,23 del terzo trimestre dello scorso anno. Il crollo dell’utile trimestrale appare in contrasto con i guadagni realizzati nei quarti precedenti allorché la società si era ripresa dalle perdite derivanti dalla pandemia, dal nervosismo dei mercati per effetto dell’aumento dei tassi d’interesse e della guerra Russia-Ucraina.

In peggioramento il combined ratio. L’indice di redditività è aumentato su base annua dal 92,5% al 96,2%. Quanto più il parametro è basso e sotto il 100%, tanto più un’azienda assicurativa è redditizia. Il coefficiente di capitalizzazione Solvency II era pari al 212% alla fine del terzo trimestre 2023 rispetto al 208% dei tre mesi precedenti. Compresa l’applicazione delle misure transitorie per le riserve tecniche, il rapporto di capitalizzazione era pari al 238% alla fine del terzo trimestre del 2023 in confronto al 235% della fine del secondo quarto dello stesso anno. Secondo quanto stabilito dalla Solvency II, il solvency ratio minimo deve essere del 100%, quindi quanto più il parametro è elevato tanto più la compagnia risulta solida dal punto di vista patrimoniale.

Riguardo gli obiettivi per l’intero anno, Allianz ha confermato un profitto di 14,2 miliardi di euro. Tuttavia, ha precisato che catastrofi naturali e sviluppi avversi nei mercati dei capitali, nonché fattori relativi alle dichiarazioni previsionali, possono influenzare gravemente il profitto operativo e/o il reddito delle attività.

 

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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