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Amazon chiude 8 supermercati senza cassa, cosa fare con l’azione?

Un supermercato Amazon Go, la catena di supermercati fisici di Amazon, senza le casse

Amazon Go, la divisione di supermercati senza cassa di Amazon, si riduce in dimensioni. Lanciati nel 2016, i negozi fisici di Jeff Bezos subiranno una cura dimagrante negli Stati Uniti con la cessione di 29 punti vendita. Nei supermarket Amazon Go è possibile entrare identificandosi con il proprio account e uscire senza passare alla casa, che non c’è, grazie alla tecnologia “just walk out” che con telecamere e sensori montati sulle pareti è in grado di riconoscere i prodotti presi dagli scaffali e addebitarli direttamente all’utente.

Gli shop di Amazon Go volevano rivoluzionare la vendita retail fisica offrendo numerosi vantaggi sia ai clienti che all’azienda ma a 7 anni dal lancio anche loro finiscono nel piano di riduzione dei costi del colosso dell’e-commerce. Oltre alla conferma del taglio di circa 18mila posti di lavoro rispetto alla sua forza lavoro globale, la scorsa settimana la società ha annunciato la sospensione della costruzione del sua seconda sede centrale ad Arlington, in Virginia, poco fuori Washington DC.

Il primo negozio Amazon Go è stato aperto a Seattle, nella città dove si trova il quartier generale di Amazon. La catena di store, nel corso del 2022 ha generato un volume d’affari di 470 miliardi di dollari, registrando un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Tendenza inversa, invece, per l’utile operativo che dai 23 miliardi di dollari del 2021 si è contratto a 11 miliardi lo scorso anno.

 

Amazon, quotazioni sono alle prese con la soglia psicologica dei 100 dollari

Quotato sul mercato statunitense Nasdaq, il titolo Amazon sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura molto al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni si sono mantenute per tutta la giornata all’interno di uno stretto trading range compreso tra i livelli 99,29 e 101,06.

La violenta discesa avvenuta nel mese di febbraio si è arrestata lo scorso 13 marzo con un importante minimo toccato a quota 88,12 dollari. Da quel momento i corsi sono prontamente rimbalzati, prima superando la propria media mobile a 25 e successivamente anche l’indicatore Parabolic Sar. Infine, martedì scorso anche l’importante indicatore Supertrend è stato rotto al rialzo anche se presenta la criticità di essere posizionato proprio sulla soglia psicologica dei 100 dollari. Si tratta di una resistenza davvero ostica, tant’è che sebbene il Supertrend sia stato tecnicamente oltrepassato non è riuscito a fornire quella forza propulsiva per continuare il rialzo. Al contrario, sono tre sedute che le quotazioni si muovono in laterale proprio nell’intorno di quota 100: una fase di stallo di cui è difficile prevedere gli sviluppi se non analizzando anche la struttura del comparto tecnologico americano nel suo insieme, al momento moderatamente positiva.

L’impostazione algoritmica, infatti, vede un indicatore Macd che ha appena incrociato il proprio Signal, mentre l’indicatore RSI è posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 58. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 102,10 con target nell’intorno dei 108,78 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 99,29 con obiettivo molto vicino al livello 95,43.


L’andamento di breve termine del titolo AMAZON

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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