Amazon è presente in Italia da 15 anni, dove ha investito oltre 20 miliardi di euro. In questo lasso di tempo ha creato più di 60 strutture in tutto il Paese – sedi logistiche, uffici, data center e servizio clienti – e ha impiegato quasi 20 mila lavoratori. Secondo uno studio della società di analisi e ricerca TEHA Group, il colosso di Seattle è l’azienda che ha prodotto più posti di lavoro in Italia nel periodo 2014-2023, nonché la terza in termini di occupazione totale tra le società straniere e al 20 esimo posto tra tutte le grandi aziende operanti nel suolo italiano. La retribuzioni offerte sono tra le più alte per ciascun settore di operatività. Ad esempio, lo stipendio di ingresso per i magazzinieri ammonta a 1.764 euro lordi mensili, con un pacchetto completo di benefit che include assistenza sanitaria, assicurazione medica e sulla vita, opportunità di carriera e di formazione.
Ma quante sono le tasse che Amazon paga in Italia? È una domanda che riecheggia spesso nei dibattiti tra analisti, osservatori finanziari e persone comuni. Vediamo quindi quant’è il carico fiscale del colosso tecnologico statunitense e come è suddiviso.
Amazon: ecco le tasse che paga in Italia
Le imposte che Amazon versa allo Stato italiano per l’attività esercitata nel suo territorio si dividono in due categorie:
- imposte dirette;
- imposte indirette.
Le imposte dirette sono maturate e pagate direttamente dall’azienda. In questo gruppo rientrano: l’imposta sulle società (Ires e Irap); le imposte per l’acquisizione di terreni e costruzioni (imposta di proprietà e tassa di registro); le imposte su salari e stipendi; l’imposta per la parte di previdenza sociale a carico del datore di lavoro; i dazi di importazione; e la Digital service tax.
Le imposte indirette si riferiscono a quelle raccolte e pagate per conto dei clienti, dei dipendenti e di terze parti nell’ambito dello svolgimento delle attività commerciali in Italia. Il gruppo include l’Iva e le tasse a carico dei dipendenti.
Facendo riferimento al bilancio fiscale depositato nel 2023, su oltre 10 miliardi di euro di ricavi realizzati in Italia, Amazon ha registrato un contributo fiscale complessivo di oltre 1,4 miliardi di euro, segnando un incremento di circa il 22% rispetto a 1,15 miliardi di euro del 2022. L’esborso totale è ripartito tra: 344 milioni di euro di imposte dirette (+7% a/a) e 1,06 miliardi di euro di imposte indirette (+28% a/a).
Secondo una ricerca condotta dalla Luiss Business School con la collaborazione di Amazon, il settore del commercio al dettaglio, tradizionale e online, è caratterizzato da livelli di tassazione tra i più elevati in Italia rispetto al valore aggiunto creato. I risultati dello studio riportano che nel 2022 il carico fiscale nell’e-commerce ammonta in media a circa il 21%, in confronto a circa il 19% nel commercio tradizionale. Alla luce dei dati emersi nella ricerca, le imposte versate da Amazon in rapporto ai ricavi sono in linea con i valori del settore del commercio al dettaglio.









