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AMD: guerra dei chip e Fed possono innescare la reazione dell’azione

Il chip Epyc del produttore statunitense AMD

La notizia, risalente a metà novembre, che Berskshire Hathaway ha acquistato 4,1 miliardi di dollari di azioni del produttore di semiconduttori Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) non è passata inosservata sui mercati azionari. Nulla di quello che la società creata e guidata da Warren Buffet fa passa inosservato. In questo caso, l’ingresso nel settore della produzione di chip ha avuto un effetto segnaletico ancora maggiore per un settore che sta ridisegnando la sua struttura anche in base a linee geopolitiche.

 

La guerra dei chip

L’impatto è meno rumoroso dei bombardamenti in atto in Ucraina e ha effetti meno immediati di quelli della crisi energetica, tuttavia la guerra dei chip, meno rumorosa, deciderà del futuro delle singole aree geografiche. Secondo le stime di The Motley Fool le vendite di chip saliranno a 1.000 miliardi di dollari entro il 2030 (nel 2022 sono stimate a 600 miliardi. Ecco perché tutti i grandi produttori stanno prendendo posizione: Taiwan, Stati Uniti, Corea del Sud, Cina, Giappone e Unione europea. La linea di frizione più importante è quella che passa per lo stretto di Taiwan. La Cina vuole riportare sotto il suo controllo l’isola supertecnologica e militarizzata del Mar cinese meridionale, con le buone o con le cattive. In entrambi i casi per gli attori non asiatici il rischio è di perdere uno dei maggiori fornitori mondiali di chip.

Ecco perché gli Stati Uniti giocano d’anticipo. L’amministrazione Biden ha approvato il CHIPS for America Act con l’obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza da fornitori stranieri, in particolare la Cina, e rilanciare la produzione interna. L’acronimo CHIPS sta per Creating Helpful Incentives to Produce Semiconductor. Difficile essere più chiari. Il CHIPS for America Act mette a disposizione 52,7 miliardi di dollari per la ricerca, lo sviluppo, la produzione di semiconduttori negli Stati Uniti d’America. Il provvedimento prevede anche degli incentivi fiscali. Gli Usa vogliono riportare in patria la produzione nazionale spostata in Asia dai produttori domestici.

L’Europa, che rischiava di diventare come spesso le accade il vaso di cristallo tra vasi di acciaio, ha reagito adottando a inizio dicembre il Chips Act. La direttiva ha l’obiettivo di raddoppiare la quota di produzione europea nel mercato mondiale dei semiconduttori, arrivando almeno al 20% entro il 2030. Una volta adottata metterà a disposizione 43 miliardi di euro in investimenti pubblici e privati per difendere la “sovranità” europea nella produzione di chip e ridurne la dipendenza dall’estero.

 

AMD, le previsioni per il quarto trimestre

Uno dei leader nella produzione di semiconduttori, specializzata in Cpu per computer, è la statunitense AMD (Advanced Micro Devices) con sede a Sunnyvale in California. Come tutti i titoli tecnologici non ha evitato le vendite in Borsa nel 2022 tanto che la performance nei primi undici mesi dell’anno è negativa del 48% nonostante il rimbalzo dai minimi del 13 ottobre (+37%). Le azioni dei settori tecnologici, a forte intensità di capitale, sono rimaste spiazzate di fronte al rapido aumento dei tassi di interesse operato dalla Federal Reserve nel corso dell’anno. In aggiunta il processo produttivo dei chip richiede un elevato utilizzo di energia il cui prezzo è aumentato.

Ciò si è riflesso sui risultati del terzo trimestre che hanno deluso le aspettative degli analisti. Nonostante una crescita dei ricavi, +29% a 5,565 miliardi di dollari rispetto allo stesso trimestre del 2021, il risultato operativo è andato in negativo per 64 milioni di dollari (da +948) con un raddoppio delle spese operative a 2,426 miliardi di dollari da 1,141. L’utile per azione è sceso del 95% a 0,04 dollari.

Per il quarto trimestre dell’anno AMD si attende ricavi a 5,5 miliardi di dollari (con una forchetta di variazione di 300 milioni al ribasso o al rialzo) in crescita di circa il 14% rispetto all’anno passato. Per l’intero anno la guidance stima ricavi a 23,5 miliardi di dollari (+43% rispetto al 2021).

 

L’analisi tecnica sul titolo AMD

Come già evidenziato, nonostante il rimbalzo messo a segno dai minimi del mese di ottobre, il bilancio in Borsa dell’azione AMD è ancora deficitario. L’inizio del mese di dicembre è stata l’occasione per “festeggiare” un anno di trend ribassista. È infatti dai massimi del 30 novembre 2021 che AMD si muove al ribasso all’interno di un canale che ha portato il titolo a perdere il 54% di capitalizzazione. Il rimbalzo messo a segno dai minimi del 13 ottobre ha portato le quotazioni a contatto con la parte alta del trading range in area 76,5/77 dollari. È l’occasione giusta per una violazione al rialzo? Tra i fattori che potrebbero far propendere per questa strada è da segnalare l’incrocio al rialzo che la media di breve termine ha effettuato su quella di medio termine così come, al di fuori dell’ambito dell’analisi tecnica, l’attesa riduzione della pressione sui tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Sopra quota 79,5 dollari potremmo assistere ad accelerazioni verso l’area degli 85/85,5 dollari dove arriverebbe molto probabilmente il pull-back sul canale appena violato al rialzo. Al ribasso la soglia da monitorare è quella dei 70 dollari che, se violata, potrebbe aprire la strada per arretramenti in direzione di 63 dollari in prima battuta.

 

Il grafico a candele di AMD mostra il canale discendente in cui il titolo è inserito da fine novembre 2021
Il grafico dell’azione AMD – Fonte: IG

 

AMD: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG

Per quanto riguarda l’operatività, chi volesse puntare su una rottura al rialzo del canale ribassista attivo da un anno esatto, potrebbe valutare strategie long da quota 80 dollari con target a 85 euro e stop loss a 77. Per questo tipo di operatività può essere utilizzato un Certificato Turbo24 di IG con facoltà long sull’azione AMD che abbia il livello di Knock-Out (KO) inferiore alla zona scelta per lo stop loss indicato.
Nel dettaglio, il Certificato Turbo24 Long con ISIN DE000A23CEC1 propone un livello di KO a 50,4653 dollari e leva 3. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo di controllare il moltiplicatore, sotto la voce info. L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché ciò accada le quotazioni dell’azione AMD dovranno raggiungere il livello di KO del Certificato.

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