Amstel Gold Race: il montepremi dei vincitori (uomini e donne) - Borsa e Finanza

Amstel Gold Race: il montepremi dei vincitori (uomini e donne)

Vincitridi dell'Amstel Gold Race 2021

“Sembra di stare in una lavatrice”: così il belga Claude Criquielion ha definito l’esperienza dell’Amstel Gold Race, l’unica classica del ciclismo professionistico dei Paesi Bassi e corsa di apertura del Trittico delle Ardenne che continua con Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi. Criquielion non ha mai vinto la gara: è arrivato terzo nel 1988 e secondo nel 1989. Troppo logorante per lui quel continuo susseguirsi di curve e controcurve, strappi e strettoie, salitelle e discese.

Con l’Amstel Gold Race si passa dai muri e pavè delle Fiandre alle côtes del Limburgo come il leggendario Cauberg, la salita più attesa di tutte. E al traguardo pronti al terzo tempo: la Amstel sponsorizza la “Classica della birra” sin dalla sua prima edizione del 1966, vinta dal francese Jean Stablinski e fortemente voluta dal patron Herman Krott per “competere” con il Giro delle Fiandre e la Milano-Sanremo.

 

Il montepremi maschile per la Amstel Gold Race

Ma per una gara così dura e nervosa qual è il montepremi per il vincitore? Dal 2009 la Limburgs Mooiste (così la chiamano gli olandesi) è una competizione dell’UCI World Tour. L’Amstel Gold Race Foundation mette a disposizione un montepremi di 40.000 euro, più basso di quello di altre Classiche Monumento come la Milano-Sanremo. I premi vanno ai primi venti arrivati, distribuiti in questo modo:

 

  • 16.000 euro al vincitore
  • 8.000 euro al secondo classificato
  • 4.000 euro al terzo
  • 2.000 euro al quarto
  • 1.600 euro al quinto
  • 1.200 euro al sesto e al settimo
  • 800 euro all’ottavo e al nono
  • 400 euro dalla decima alla ventesima posizione.

 

Ogni anno gli organizzatori stravolgono il percorso per rendere il finale il più possibile imprevedibile. Nell’albo d’oro dal 1913 ad oggi, si ricordano numerose imprese come quella del Cannibale Eddy Merckx nel 1973, arrivato al traguardo con oltre tre minuti di distacco sul connazionale Frans Verbeeck, o la volata infinita del belga Wout van Aert nel 2021, vincitore al fotofinish sul britannico Tom Pidcock per un solo millimetro.

Soltanto sei italiani hanno vinto l’Amstel Gold Race: due volte Enrico Gasparotto (nel 2012 e nel 2016), Stefano Zanini nel 1996, Michele Bartoli nel 2002, Davide Rebellin nel 2004, Danilo Di Luca nel 2005 e Damiano Cunego nel 2008. L’olandese Jan Raas è il recordman della più giovane Classica del nord: ha vinto la gara quattro volte di fila dal 1977 al 1980. D’altronde i Paesi Bassi e il Belgio sono i Paesi con il maggior numero di vittorie per nazioni, rispettivamente 18 e 14. L’Italia è terza sul podio a quota 7, seguita da Germania e Svizzera a 3 e da Francia, Danimarca e Polonia a 2.

Il montepremi non è così cospicuo perché il trionfo all’Amstel Gold Race è piuttosto una vittoria di prestigio per lanciare la carriera. Quando l’olandese Gerrie Knetemann vinse l’Amstel nel 1974, all’epoca 23enne, era un neoprofessionista e non aveva ancora conquistato una corsa. Quattro anni più tardi vincerà il Mondiale al Nürburgring e nel 1985 bisserà il successo all’Amstel.

 

Il montepremi femminile per la Amstel Gold Race

Lanciata nel 2001 e andata avanti per due anni prima della sospensione per difficoltà organizzative, l’Amstel Gold Race femminile si svolge regolarmente dal 2017. A differenza di quanto accade nei tornei del Grande Slam di tennis, dove il montepremi per uomini e donne è lo stesso e le tenniste hanno la propria organizzazione e il circuito di tornei parallelo a quello dei colleghi, nel ciclismo il gender pay gap è ancora ampio. Soltanto nel 2020, sulla base del nuovo regolamento dell’UCI, l’organizzazione ha deciso di raddoppiare il montepremi della Ladies Edition, portando il premio per la vincitrice a 2.500 euro e aumentando i compensi per tutte le squadre femminili di 10.000 euro.

La discussione nei Paesi Bassi è esplosa nel 2018, quando diversi editoriali ripresi sui social hanno sottolineato che la vincitrice Chantal Blaak, anche campionessa del mondo, ha portato a casa un premio di appena 1.128 euro. La differenza con i colleghi uomini è abissale. Come ha dichiarato Ellen van Dijk, due volte campionessa del mondo nella cronometro iridata, “dobbiamo difendere i nostri diritti e continuare a lavorare sodo per dimostrare che meritiamo di meglio”. Secondo i dati di Stichting Kijkonderzoek, società spezializzata in ricerche di mercato, nel 2021 la diretta televisiva della corsa femminile, vinta dalla padrona di casa Marianne Vos, ha attratto una media di spettatori maggiori di quella maschile, sia in termini assoluti che nelle percentuali di share.

 

Ci sono premi per l’evento per cicloamatori?

La particolarità dell’Amstel Gold Race è che dal 2002 affianca alla gara professionistica una competizione amatoriale: ogni anno Valkenburg accoglie 16.000 appassionati di ciclismo e praticanti del pedale provenienti da tutta Europa. La “toerversie” si tiene nella giornata di sabato, quella che precede la corsa dei professionisti. Può partecipare chiunque voglia, uomo o donna. I cicloamatori possono scegliere uno tra sei percorsi diversi per tutte le “gambe”, dal più breve di 65 chilometri al più lungo di 240. L’arrivo è allestito come quello dei professionisti, con tanto di area ospitalità, cucina e musica dal vivo, per rendere l’esperienza ciclistica indimenticabile.

Non è previsto un premio in denaro per chi vince l’evento: lo scopo è provare il piacere e vivere il privilegio di correre almeno una parte dell’Amstel Gold Race, visitare gli splendidi paesaggi del Limburgo e godersi una birra all’arrivo. Le iscrizioni alla gara amatoriale di solito si aprono sul sito ufficiale nel mese di ottobre dell’anno precedente la corsa. Ci sono due tipi di quote d’iscrizione per i cicloamatori, ma per iscriversi è necessario essere sorteggiati. L’iscrizione individuale costa 50 euro (comprensiva di 6 euro di caparra), quella di squadra 135 euro a persona per massimo 30 partecipanti. Il vantaggio in quest’ultimo caso è che si ha il pettorale garantito evitando il sorteggio. Tuttavia per entrare in una squadra, bisogna essere invitati da un capitano.

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