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Apple cerca alternative produttive alla Cina, cosa fare con il titolo a Wall Street?

Il simbolo di Apple, una mela morsicata

Con la fine dell’anno tutti si propongono degli obiettivi per l’anno nuovo. Lo fa anche Apple che lavora al trasferimento di parte della sua produzione in Cina verso altri lidi, come Vietnam e India. Negli ultimi anni sono stati tanti i problemi di produzione riscontrati nelle fabbriche dell’ex-Celeste Impero, prima fra tutte la Foxconn, dal trattamento della forza lavoro, ai blocchi produttivi determinati dalle rigide politiche anti-Covid cinesi, fino alla maturazione demografica della Cina. Oggi i giovani non sono più disposti ad accettare stipendi bassi dalle ricche imprese occidentali e non si sono fatti fermare dal timore di rappresaglie governative quando hanno dovuto manifestare la loro rabbia per le restrizioni imposte dalla politica zero-Covid.

In Cina è concentrato quasi il 95% della produzione di iPhone, soprattutto nella città di Zhengzhou, definita “iPhone city”, dunque non sarà un passaggio facile per la società guidata da Tim Cook. “Nel passato non si prestava attenzione al rischio della concentrazione. Gli scambi commerciali liberi erano la norma e le cose erano molto prevedibili. Ora siamo entrati in un nuovo mondo”, ha dichiarato Alan Yeung, ex manager di Foxconn in un’intervista con il Wall Street Journal.

Apple deve inoltre tenere conto che il mondo si sta dividendo in due con Cina e Stati Uniti che si trovano in posizione di concorrenza e non di collaborazione. Tutti questi motivi hanno spinto il gruppo di Cupertino a valutare tutte le alternative possibili per aggiornarela propria struttura produttiva.

 

Apple: quotazioni in calo per la quinta seduta consecutiva 

Quotato sull’indice Nasdaq, il titolo Apple è decisamente impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance molto negativa ottenuta nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sotto il livello 132, violando anche il supporto presente in area 134,38 e costituito da un triplo minimo registrato tra fine ottobre ed inizio novembre.
Tale breakout cambia completamente la struttura grafica dell’azione, che quindi potrebbe accelerare nella discesa già dalle prossime giornate. Ma, in realtà, è anche vero che è statisticamente raro assistere a cinque sedute consecutive al ribasso (come sono state le ultime) senza aspettarsi almeno un rimbalzo di corto respiro. E se così fosse, verrebbe addirittura messa in discussione la rottura del già citato supporto, che potrebbe essere interpretata con un falso segnale. Quindi, si tratta di una situazione molto delicata ma, al contempo, ricca di opportunità in una delle due possibili direzioni: anche alla luce della crescente volatilità, infatti, basta essere pronti e reattivi sia per un ulteriore ribasso che l’eventuale recupero dei corsi.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 135,20 con target nell’intorno dei 145,09 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 131,45 con obiettivo molto vicino al livello 126,04. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a fine novembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 33.


L’andamento di breve termine del titolo APPLE

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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