Apple: meno iPhone dalla Cina, a Wall Street cosa fare con azioni?
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Apple: meno iPhone dalla Cina, a Wall Street cosa fare con azioni?

Apple: meno iPhone dalla Cina, a Wall Street cosa fare con azioni?

Apple ha ammesso che la produzione dello stabilimento di assemblaggio dell’iPhone 14 Pro a Zhengzhou, nella provincia cinese dell’Henan, è stata duramente colpita dalle restrizioni contro il Covid-19. “La struttura (che è della taiwanese Foxconn) sta attualmente operando a capacità significativamente ridotta”, ha affermato la società di Cupertino in una nota. Con l’avvicinarsi della stagione degli acquisti di fine anno Apple ha chiarito di aspettarsi spedizioni di iPhone 14 Pro e iPhone 14 Pro Max inferiori rispetto a quanto previsto e che i clienti dovranno aspettare più a lungo per ottenere i nuovi modelli.

Foxconn, il principale contractor dell’elettronica al mondo, sta lottando da alcune settimane con i focolai scoppiati nel proprio stabilimento, noto anche come ‘iPhone City’ per l’enorme quantità di smartphone della società di Cupertino prodotti. Foxconn è anche il più grande datore di lavoro del settore privato in Cina, con oltre un milione di dipendenti in tutto il paese. Zhengzhou è il fiore all’occhiello dell’azienda taiwanese che sforna la maggior parte degli iPhone prodotti ogni anno nel mondo. Mercoledì le autorità locali hanno bloccato l’area circostante la fabbrica ma non prima che fossero emerse segnalazioni di mancanza di cure mediche adeguate nello stabilimento.

 

Apple, quotazioni di nuovo alle prese con il supporto a 135 dollari

Quotato sul Nasdaq, il titolo Apple sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, anche in seguito alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-1,31%). Dopo un’apertura al di sotto della chiusura precedente, infatti, le quotazioni sono rimaste tutto il resto della giornata all’interno di uno stretto trading range compreso tra i livelli 135,67 e 138,22. Tale movimento ha permesso all’azione di creare un pattern grafico di analisi candlestick denominato “Doji”, indicante una generalizzata indecisione da parte degli operatori. In particolare, questo vale nell’intraday, ma non certo ampliando l’orizzonte temporale, dove il recente ribasso (derivante dal forte ostacolo incontrato sulla resistenza in area 156 dollari) fa assumere al Doji il ruolo di figura di continuazione. I corsi, infatti, sono prossimi al supporto presente sul livello 135, rappresentati dai minimi di venerdì e dello scorso 13 ottobre, ed è molto probabile che possano scendere ancora.

D’altro canto, al momento mancano argomentazioni a sostegno del titolo e quelle che ci sono, non sono buone. Dal punto di vista operativo, pertanto, è meglio astenersi dalle posizioni rialziste in quanto, con questa struttura grafica, diventa difficile ipotizzare un rimbalzo, mentre le posizioni short potranno essere aperte solo alla violazione di quota 134,37 con obiettivo molto vicino al livello 129,04. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 39.

 


L’andamento di breve termine del titolo APPLE

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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