Approvato il DL Lavoro: cosa cambia per salari, assunzioni e contratti

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Il DL Lavoro è ufficialmente legge. Il 24 giugno 2026 il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del D.L. n. 62/2026, con 94 voti favorevoli, 61 contrari e due astensioni. Un passaggio che segna una svolta nel panorama occupazionale italiano, introducendo misure attese da tempo: dal salario giusto agli incentivi per le assunzioni stabili, fino al contrasto del caporalato digitale. Il provvedimento, che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni, punta a rafforzare la qualità del lavoro e a sostenere chi investe in occupazione regolare.

Ma cosa cambia concretamente con il DL Lavoro? Quali sono le novità per i lavoratori e le imprese? E come vengono regolati i nuovi incentivi e le tutele digitali?

 

 
In questo articolo:
 
  • DL Lavoro: il principio del salario giusto e i nuovi incentivi per giovani e donne
  • DL Lavoro: contrasto al caporalato digitale e nuove tutele per i rider
  • Rinnovi contrattuali, distacchi e staff leasing, cosa cambia per le imprese

 

DL Lavoro: il principio del salario giusto e i nuovi incentivi per giovani e donne

La novità più discussa del DL Lavoro è l’introduzione del salario giusto, una risposta politica e tecnica al dibattito sul salario minimo. Non si tratta di fissare una cifra uguale per tutti, ma di definire un trattamento economico complessivo (TEC) basato sui contratti collettivi nazionali di lavoro. Il TEC include tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese mensilità aggiuntive, indennità e prestazioni di welfare contrattuale. In pratica, ogni lavoratore dovrà ricevere una retribuzione non inferiore ai minimi tabellari stabiliti dai contratti collettivi più rappresentativi del settore.

Accanto al salario giusto, il decreto introduce incentivi per le assunzioni stabili. Le imprese che trasformano rapporti precari in contratti a tempo indeterminato tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026 potranno beneficiare di un esonero contributivo totale per due anni, fino a 500 euro mensili. Un aiuto concreto per favorire la stabilizzazione del personale non dirigenziale e ridurre la precarietà.

Il DL Lavoro proroga inoltre la decontribuzione per giovani under 35 e donne, con sconti fino a 650 euro al mese (800 euro nelle Zone Economiche Speciali). Le agevolazioni valgono per due anni e sono riservate alle imprese con massimo dieci dipendenti che non abbiano effettuato licenziamenti nei sei mesi precedenti. L’obiettivo è chiaro: incentivare l’occupazione stabile e sostenere le categorie più penalizzate dal mercato del lavoro.

 

DL Lavoro: contrasto al caporalato digitale e nuove tutele per i rider

Un altro punto centrale del DL Lavoro riguarda il caporalato digitale, fenomeno sempre più diffuso nel mondo delle piattaforme di consegna. Il decreto introduce norme più severe per tutelare i rider, imponendo maggiore trasparenza negli algoritmi e verifiche sull’identità digitale dei lavoratori. Quando emergono elementi che indicano l’esistenza di poteri di direzione e controllo da parte della piattaforma, il rapporto di lavoro viene considerato subordinato, con tutte le tutele previste dalla legge.

Si tratta di un passo importante verso la regolamentazione del lavoro digitale, spesso caratterizzato da precarietà e mancanza di diritti. Il DL Lavoro mira a garantire condizioni più eque e a contrastare forme di sfruttamento mascherate da autonomia professionale.

Tra le altre novità, il decreto prevede anche misure per favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia, con uno sgravio contributivo fino all’1% per le aziende che adottano politiche di flessibilità e sostegno ai dipendenti. Sul fronte previdenziale, torna al 50% la quota liquidabile in forma di capitale al momento del pensionamento, rispetto al 60% previsto dalla precedente manovra.

 

Rinnovi contrattuali, distacchi e staff leasing, cosa cambia per le imprese

Il DL Lavoro interviene anche sulla disciplina dei rinnovi contrattuali, introducendo meccanismi per garantire maggiore regolarità e copertura economica tra la scadenza e il rinnovo dei contratti collettivi. Se il rinnovo non avviene entro nove mesi dalla scadenza naturale, le retribuzioni vengono adeguate in base all’indicatore dei prezzi al consumo (IPCA‑NEI), nella misura del 50%. Una misura pensata per evitare lunghi periodi di stagnazione salariale.

Sul fronte occupazionale, il decreto consente in via sperimentale fino al 31 dicembre 2029 il distacco di lavoratori tra aziende di settori diversi, quando serve a salvaguardare i livelli occupazionali o la continuità produttiva. Un’innovazione che punta a rendere più flessibile la gestione del personale in situazioni di crisi o riorganizzazione.

Infine, viene modificata la disciplina dello staff leasing: i lavoratori assunti a tempo indeterminato dal somministratore potranno svolgere missioni a termine presso lo stesso utilizzatore per un periodo complessivo fino a 36 mesi, superando il precedente limite di 24. Una misura che offre maggiore stabilità ai lavoratori e più margine operativo alle imprese.

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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