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Assicurazione casa: cosa copre, detraibilità e come sceglierla

Una donna nel salone della sua nuova casa

Nel suo rapporto annuale sui numeri delle assicurazioni in Italia nel 2023, l’IVASS rivela che il 20,2% delle polizze stipulate (contratti index e unit linked per 260,5 miliardi di euro) rientrano nell’assicurazione sulla casa. A partire dal 31 dicembre, come previsto dalla Legge di bilancio 2024 approvata dal Parlamento, scatta l’obbligo per le imprese di polizza assicurativa contro le calamità naturali, una norma che in futuro potrebbe essere allargata anche ai privati. Chi è già coperto conosce quali rischi copre l’assicurazione casa, ma come scegliere il contratto migliore ed evitare di sborsare cifre significative?

 

Cosa copre l’assicurazione su immobili

L’assicurazione sulla casa copre gli imprevisti che possono verificarsi all’immobile di proprietà (che sia indipendente o si trovi in un condominio) o all’interno delle mura domestiche. Le categorie principali sono il furto, l’incendio e lo scoppio, gli eventi atmosferici, i danni, la responsabilità civile, l’assistenza e tutela legale. Di solito è esclusa la tutela contro i danni da terremoto, da inserire separatamente e a determinate condizioni. Tutte queste polizze possono essere acquistate singolarmente oppure insieme a seconda delle specifiche esigenze. Naturalmente non sono coperti i danni che vengono causati da negligenza o incuria.

La polizza stipulata da un amministratore a protezione dell’intero condominio (sia le abitazioni private che gli spazi comuni) è l’assicurazione globale, mentre quella a protezione di una casa e delle persone che la abitano è l’assicurazione multirischio. I tre principali tipi di polizze sulla casa sono quindi sull’edificio, sul contenuto dell’immobile e sulla propria responsabilità civile nei confronti dei danni a terzi che potrebbero avvenire a causa dell’assicurato o di un suo familiare.

I broker delle agenzie utilizzano spesso e volentieri i termini primo rischio assoluto e valore intero per definire i dettagli dei contratti proposti ai clienti. Con primo rischio assoluto, il danno viene risarcito entro il limite massimo della somma assicurata: in pratica, la compagnia copre il danno fino al valore assicurato, anche se quest’ultimo è inferiore al valore complessivo dei beni assicurati. Il valore intero scatta invece quando la polizza copre soltanto una parte del valore che l’immobile o il suo contenuto avevano al momento dell’incidente: in questo caso, l’assicuratore copre il danno in proporzione al valore effettivo del bene danneggiato o perduto e non oltre.

 

L’assicurazione casa è detraibile?

Assolutamente: l’assicurazione sulla casa non è obbligatoria, se non quando si accende un mutuo, ma è detraibile. Con questo tipo di contratto è possibile recuperare il 19% del premio assicurativo (l’importo versato alla compagnia per la copertura) dalla dichiarazione dei redditi. È un incentivo fortemente voluto dal legislatore per favorire la sottoscrizione di polizze a copertura dei rischi che derivano da furti, incendi ed eventi calamitosi, sempre più frequenti in Italia. Per questo tipo di detrazione non c’è alcun limite di spesa. In aggiunta, le assicurazioni sulla casa non sono soggette alla tassazione del 22,25% del premio totale.

Non è prevista la detrazione soltanto in un caso: se la polizza riguarda esclusivamente la pertinenza, ad esempio il garage di un appartamento e non l’abitazione stessa. Nei casi di polizze multirischio e furto o incendio, è detraibile il 19% solo per la parte di premio che riguarda la copertura del rischio per eventi calamitosi. Le polizze stipulate dal condominio rientrano invece nella detraibilità: in questi casi il 19% si applica alla quota di premio della singola unità abitativa con le relative pertinenze. Non bisogna mai dimenticare che chi stipula un’assicurazione casa può esercitare il diritto di recesso, al verificarsi di determinate condizioni.

È fondamentale per ottenere la detrazione sulla polizza casa saldare l’importo del premio con bonifico bancario o postale, carta di credito, Bancomat oppure assegno: l’essenziale è dimostrare la tracciabilità del pagamento. Nel 730 bisogna inserire sempre l’attestazione ricevuta dalla compagnia, dove sono specificati il nome del contraente e il tipo di polizza, la decorrenza e l’importo fiscalmente detraibile. Per le polizze condominiali vale la dichiarazione dell’amministratore che attesta la quota versata da ogni singolo condomino.

 

Come scegliere l’assicurazione casa

I fattori da tenere in considerazione quando si decide di stipulare un contratto di questo genere sono molti. A partire dal contesto in cui si vive e dal tipo di polizza: se la casa si trova in un quartiere agiato ma pericoloso perché preso di mira da ladri e criminali, conviene un’assicurazione che copra il furto di beni preziosi presenti all’interno dell’abitazione come gioielli, abiti di marca, computer e dispositivi tecnologici. Viceversa, a chi ha un immobile situato in una zona a rischio di dissesto idrogeologico conviene tutelarsi contro alluvioni, inondazioni, allagamenti e bombe d’acqua.

Chi vive in un condominio e ha la necessità di chiudere un contratto, deve cercare una globale fabbricati: questo contratto è personalizzabile e protegge dagli imprevisti della vita condominiale come le richieste di risarcimento, le calamità naturali e i guasti agli impianti. Il contraente è sempre l’amministratore: è lui a stipulare la polizza su delibera assembleare e le spese sono ripartite in proporzione ai millesimi di proprietà. Se il condominio è già assicurato, il singolo condomino è libero di aggiungere una polizza per proprio conto al suo appartamento a protezione di eventuali danni interni.

Dopo aver analizzato attentamente le proprie necessità e confrontato le diverse offerte presenti sul mercato, alla firma del contratto, che sia per un’assicurazione casa globale o autonoma, a primo rischio assoluto o a valore intero, bisogna porre la massima attenzione a coperture, costi, franchigie e massimali di copertura. Infine, è bene affidarsi ai consigli di un consulente assicurativo e verificare la reputazione della compagnia: non solo se è iscritta nel registro IVASS o nell’elenco UE, ma anche sulla base di opinioni e recensioni di familiari, amici e conoscenti e degli utenti sul web. Esistono portali specializzati in questo tipo di brand reputation come RepTrak, che ha elaborato un modello accurato per analizzare le percezioni della clientela. Dare un’occhiata a tutti i livelli di reputazione non è mai abbastanza.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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