Esistono moltissime tipologie di assicurazioni e dal tipo di protezione scelta dal contraente per se stesso, la sua famiglia o i suoi beni, dipende la polizza stipulata con la compagnia. In linea di massima, il mondo assicurativo divide i contratti in due macro-categorie, a seconda delle diverse specie di rischio: il ramo vita e il ramo danni. Due aree che coprono imprevisti diversi che possono capitare nella vita quotidiana.
Le assicurazioni sulla vita offrono ai beneficiari una protezione finanziaria nei casi di morte, malattia, invalidità o vecchiaia dell’assicurato. Quelle contro i danni proteggono invece dal rischio di eventi dannosi (furti, incendi, allagamenti, atti vandalici) ai beni, alle persone o al patrimonio, ma anche da spese inaspettate. In ogni macro-categoria ci sono assicurazioni differenti, con coperture che cambiano in base all’individuazione e alla valutazione del rischio.
In questo articolo:
- Quali sono le tipologie di assicurazioni
- Il ramo danni
- Il ramo vita
- Caso morte, caso vita e miste
- Index linked e unit linked
Quali sono le tipologie di assicurazioni
Le macro-aree vita e danni rappresentano le principali tipologie di assicurazioni. La più diffusa in Italia rientra nel ramo danni ed è la Rc auto: la responsabilità civile verso terzi è obbligatoria per legge perché garantisce il risarcimento di eventuali danni a qualsiasi cosa o persona si trovi coinvolta in un incidente. Senza responsabilità civile che protegge da richieste di risarcimento, non è possibile circolare né lasciare l’auto parcheggiata su strade pubbliche o private.
La Rc auto può essere integrata con garanzie aggiuntive, come la Kasko (per coprire i danni al proprio veicolo anche in caso di sinistri causati dal conducente stesso) o la furto e incendio. La relazione annuale sul 2024 dell’Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) rivela che in Italia ci sono 33,5 milioni di auto assicurate. Il prezzo medio di una polizza si attesta a 286 euro, in aumento del +7,2% rispetto all’anno precedente e del +18,7% sul 2022: è la quota media più alta nel confronto con i principali Paesi dell’Unione europea, anche se il differenziale è in continuo calo.
Il ramo danni
La Rc auto rientra nelle polizze danni che tutelano i beni materiali (ad esempio la casa o appunto l’auto), la persona e il patrimonio, in questo caso a tutela dei rischi finanziari o commerciali. In realtà, esistono diversi tipi di responsabilità civile: c’è quella più comune per le automobili, ma anche quella del nucleo familiare (per i danni causati involontariamente a terzi nella vita privata) e quella aziendale per i danni provocati nello svolgimento di un’attività professionale.
Nella Rc vita privata rientrano i danni provocati dagli animali e dagli incidenti domestici e quelli causati durante le attività sportive. La Rc professionale si divide invece in terzi (per esempio un medico che sbaglia un’operazione e danneggia un paziente), operai (ad esempio un lavoratore dipendente che si infortuna sul lavoro e subisce danni fisici non coperti dall’Inail) e prodotti, ovvero una polizza che copre i danni causati da un prodotto difettoso o da un’attività lavorativa.
Il ramo vita
Più complesso e sfaccettato del ramo danni è quello vita, nel quale le polizze vanno oltre i sinistri, cioè tutte quelle circostanze sfavorevoli da cui proteggersi. Nei contratti del ramo vita, infatti, il rischio è rappresentato da un evento che interessa proprio la vita umana. L’assicurato (che nella maggior parte dei casi coincide con il contraente, ovvero chi stipula il contratto con la compagnia assicurativa) si impegna a pagare un premio unico o ricorrente per offrire ai beneficiari (di solito i propri cari) una protezione finanziaria (un capitale o una rendita) in caso di morte prematura, malattia o invalidità. Con le polizze previdenziali, invece, si integra la pensione pubblica obbligatoria per vivere una vecchiaia più serena.
Le tipologie di copertura in questo particolare segmento sono molteplici. L’articolo 2 del Decreto legislativo n. 209 del 7 settembre 2005 definisce la classificazione delle assicurazioni sulla vita per ramo, distinguendo tra sei rami diversi:
- durata della vita umana (I), la forma più tradizionale;
- nuzialità e natalità (II), per proteggere da imprevisti il matrimonio, la gravidanza, il parto o il futuro del neonato;
- fondi di investimento o indici (III, note come Ibip, Insurance Based Investment Products), collegate a fondi e indici di mercato;
- malattia a lungo termine (IV, note come Ltc, Long Term Care), per i casi di malattia e perdita di autonomia;
- operazioni di capitalizzazione (V), in cui la restituzione del capitale avviene a scadenza del contratto;
- gestione di fondi pensione (VI), con la finalità previdenziale per offrire un sostegno aggiuntivo in vecchiaia.
Caso morte, caso vita e miste
All’interno dello stesso ramo vita esistono polizze differenti. I contratti più diffusi sono le polizze caso morte, caso vita e miste. Con le caso morte, i beneficiari ottengono un capitale o una rendita nel caso in cui l’assicurato muoia. Le più utilizzate sono la Tcm (temporanea caso morte), con l’indennizzo che viene pagato se l’assicurato scompare prematuramente durante il periodo di copertura, e la soluzione a vita intera che non ha un termine prefissato, ma dura per tutta la vita dell’assicurato.
Nelle polizze caso vita, un capitale o una rendita vengono erogati all’assicurato solo se questo si trova in vita alla scadenza prestabilita nel contratto. Le polizze di questo genere sono di tre tipi: a capitale differito, quando alla scadenza del contratto la compagnia paga il capitale investito rivalutato degli interessi; a rendita differita, quando il beneficiario riceve una rendita con scadenze periodiche, mensili o annuali, a partire da una data stabilita in fase di stipula; a rendita immediata, quando il premio è versato in un’unica soluzione e il beneficiario comincia a percepire la rendita subito dopo il versamento.
Nel caso delle polizze miste, caso morte e caso vita si incrociano: la compagnia corrisponde al beneficiario il capitale versato sia in caso di morte durante il periodo contrattuale che di sopravvivenza alla scadenza del contratto. In questi prodotti si tende a stabilire in partenza quanta parte del premio è destinata alla componente caso vita e quanta a quella caso morte. La polizza sulla vita mista rappresenta una delle forma più frequenti di assicurazione di capitalizzazione perché mette insieme il risparmio con la tutela in caso di decesso.
Index linked e unit linked
Nel ramo vita, molti assicurati utilizzano la polizza come una forma di risparmio con un elevato contenuto finanziario. È il caso dei contratti index linked e unit linked. Le prime sono polizze in cui il valore della performance è legato all’andamento di un particolare indice di mercato (un indice azionario o obbligazionario), di un paniere di indici o di un altro valore finanziario di riferimento, come ad esempio l’inflazione. Questi prodotti hanno una scadenza predefinita: quando scatta il pagamento, il capitale pari al premio versato viene rivalutato in base all’incremento registrato dall’indice di riferimento nel periodo di durata del contratto.
Chi ha una propensione al rischio ancora più spiccata si indirizza verso le polizze unit linked, ovvero piani assicurativi in cui il valore della prestazione è collegato alle performance di uno o più fondi di investimento. Questi fondi possono essere interni, ossia creati appositamente dalla compagnia, oppure esterni e quindi delegati ad una società di gestione del risparmio che investe i premi versati. Negli ultimi anni le unit linked sono in forte crescita: nel primo trimestre del 2025, l’Ivass ha segnalato un boom nella raccolta per 3,26 miliardi di euro, il dato più alto degli ultimi tre anni. Naturalmente mai come con le unit linked è necessario fare attenzioni alle performance e alle commissioni.








