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Atto Mof: come funziona la raccomandata con codici T&T

Mof è un acronimo che sta per Message of Favor, traducibile in italiano come avviso di cortesia. L’atto Mof è il nuovo nome che è stato dato ai vecchi avvisi di cortesia di Equitalia da quando la società per azioni partecipata da Entrate e Inps ha chiuso nel luglio del 2017 per lasciare il posto alla rinnovata Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’ente pubblico sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze che si occupa di iscrizioni a ruolo, procedimenti in corso e gestione delle cartelle esattoriali.

 

Che cos’è l’atto Mof

Gli atti Mof sono comunicazioni inviate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione ai cittadini italiani che hanno contratto un debito nei confronti dell’erario. Questo messaggio, consegnato attraverso il servizio di raccomandata curato da Poste Italiane, notifica la presenza di atti in giacenza, in particolare cartelle esattoriali e atti giudiziari. In pratica, è il primo tentativo di notifica da parte dell’ente che effettua l’attività di riscossione.

Con l’atto Mof le Poste avvisano l’utente che nei loro uffici è presente un atto inviato con una raccomandata con ricevuta di ritorno dal braccio delle Entrate che si occupa di riscuotere i debiti che i cittadini hanno verso lo Stato per entrate tributarie o patrimoniali non pagate. L’avviso di cortesia non fa altro che ufficializzare l’avvio dell’iter di notifica: in sostanza, firmando al postino l’avvenuta consegna della raccomandata, il destinatario afferma di aver ricevuto a tutti gli effetti l’atto. In caso di assenza dal domicilio per qualsiasi causa, il destinatario è tenuto a presentarsi presso l’ufficio postale indicato per ritirare la comunicazione o a richiedere una seconda consegna.

 

I codici T&T e il loro significato

Gli ex avvisi di cortesia presentano una serie di codici cosiddetti T&T, un altro acronimo che in questo caso sta per Tracking & Tracing. È l’identificativo univoco con il quale vengono riconosciute le varie procedure esecutive (una cartella esattoriale, un’intimazione di pagamento, un preavviso di iscrizione ipotecaria) inviate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Questi codici significano che Poste Italiane ha effettuato un primo tentativo di consegna ma il destinatario non ha accolto la comunicazione (identificata con uno specifico codice) perché al momento non presente o irreperibile, perché ha rifiutato di firmare la raccomandata oppure perché l’indirizzo è risultato inesatto o inesistente. I codici T&T presenti sull’atto Mof specificano quindi la comunicazione relativa al numero della cartella esattoriale o dell’atto giudiziario notificato.

 

Il contenuto dell’atto Mof

Ricevere un atto Mof significa che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sta avvisando un contribuente dell’arrivo di un atto. Il contenuto può essere di differente tipo. Le notifiche principali sono un’intimazione di pagamento, un preavviso di procedura esecutiva, una cartella esattoriale per il mancato pagamento di una multa, del bollo auto, della revisione prevista ogni biennio, di una tassa (dalla TARI a quelle delle amministrazioni locali) o di altre imposte.

L’atto Mof riporta i dati di recapito del destinatario (il nome, il cognome, l’indirizzo completo di Cap) e la data e l’ora in cui l’addetto delle Poste ha tentato la consegna. Sull’avviso si specifica che se chi riceve la comunicazione non è presente, verrà effettuato un secondo tentativo di notifica entro 10 giorni.

 

La consegna degli atti Mof: l’introduzione dei messi notificatori

Il ritiro dell’atto Mof può essere effettuato esclusivamente dal destinatario: trattandosi di avvisi di cortesia per atti giudiziari e cartelle esattoriali, il sistema non ammette deleghe. Il destinatario viene a conoscenza del mittente e del contenuto soltanto quando ritira la comunicazione. Inoltre, Poste Italiane necessita di due giorni di tempo per registrare l’atto e concedere il ritiro in ufficio. A quel punto, il destinatario ha 8 giorni per ritirare in prima persona la notifica al CPD (Centro Primario di Distribuzione) indicato sull’avviso oppure contattare il numero verde e concordare giorno e ora della nuova consegna a domicilio.

Dal 2017 ad oggi, la procedura di consegna è sensibilmente cambiata. In passato era affidata al personale di Equitalia: operatori facilmente riconoscibili dai destinatari, i quali in parecchie circostanze adottavano “contromisure” per dribblare la ricezione della notifica. Per evitare queste “manovre dissimulatorie” e per sgombrare il campo dall’accusa di utilizzare tentativi subdoli per consegnare le cartelle esattoriali, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e Poste Italiane hanno introdotto la figura dei messi notificatori.

I messi notificatori sono a tutti gli effetti i postini di Poste Italiane, assoldati come soggetti terzi (in virtù dell’aggiudicazione della gara d’appalto indetta dalle Entrate) per la consegna degli atti. In definitiva, dopo uno specifico percorso formativo, il postino assume l’incarico diretto che prima era di ufficiali di riscossione, messi comunali e agenti di polizia locale.

 

Cosa succede se l’atto Mof non viene ritirato

L’atto Mof non può essere rifiutato dal cittadino interessato. Passati 30 giorni dal primo avviso, in assenza di ritiro su appuntamento o al CPD, le Poste procedono con il rinvio al mittente. Il destinatario sarà indicato come “temporaneamente irreperibile” se non ha contattato il numero verde, non si è presentato di persona per il ritiro e non si è fatto trovare a casa per la seconda consegna. Se anche il secondo tentativo di consegna concordato non dovesse andare a buon fine, il destinatario può richiedere una terza consegna. Fallita anche questa, scatta la “compiuta giacenza”.

Farsi negare o non essere presenti alle consegne non estingue la regolarizzazione della situazione debitoria. Anzi: la cartella esattoriale sarà maggiorata di interessi di mora. La mancata consegna dell’atto, fino allo status di “compiuta giacenza”, fa comunque diventare effettiva la notifica. La legge considera a priori la notifica come eseguita, indipendentemente dall’esito concreto della consegna.

Per conoscere i codici (e parzialmente il mittente) e il CPD di origine e quindi provvedere al ricevimento dell’atto a lui intestato, il debitore può usufruire del tracciamento di Poste Italiane, disponibile sul sito ufficiale della società. Questo servizio permette di tracciare numerosi tipi di spedizione, da raccomandate, pacchi e assicurate agli atti giudiziari.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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